La divina commedia - Secondo canto
Continua la storia in versi ritrovata nell'antico manoscritto nascosto a Gibilterra nelle segrete di PokerStrategy.com. Oggi i nostri eroi faranno il loro ingresso nel girone degli ignavi e degli utenti che non si sono mai trackati.
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| Napon Dimonio voga... |
Dopo aver rinvenuto l'antico manoscritto nelle segrete di Gibilterra e avervi offerto il primo canto dell'incredibile storia del nostro antenato, ecco come promesso la seconda parte della sua vicenda.
Incontrato il vate
Traxxer e attraversato l'Acheronte, i due approdano sulla riva di PokerStrategy.com, dove il nostro eroe trova - appena dopo l'ingresso - una sorta di limbo in cui dimorano personaggi molto particolari: gli utenti "ignavi" che non hanno potuto o voluto trackarsi e adesso non possono più tornare indietro.
Ma non vogliamo privarvi del piacere di scoprirlo leggendo la storia dalla viva voce di chi l'ha raccontata. Buona lettura!
"Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
a costruire il bankroll lentamente".
Queste parole d'oscuro colore
empivan li cartelli de l'entrate
al sito, al che io dissi con stupore:
"Così li nuovi adepti allontanate
paremi a me, ed anco ho un po' paura
che malamente vi pubblicitate".
Quand'ecco che lo duca mio s'accura
a replicar: "Li motti qui stampati
scrissero genti d'un'altra natura,
che non pubblicitari alto locati.
Trattasi de gl'ignavi che tutt'oggi
qui son ma non risultano trackati".
Eccoli vagheggiare moggi moggi
ciondolar roteando bianca sfera (
cade ciascuno ovunque ello s'appoggi.
Li scuote con la frusta orribil fiera:
arrossa a morsi e colpi il lor pallore,
urla: "
T1gr0tt0 son, per voi è nera!".
"Ma che hanno fatto?", chiesi a 'l mio tutore
mentre uno d'essi aiuto a sollevarsi.
"Perché quei non acquistan mai colore?".
"Perch'anziché a lo sito registrarsi
han scelto di giocar facendo senza
e adesso non più niente c'è da farsi".
Poscia altro spirto ci concesse udienza:
"Colui che guardi dimandare aiuto",
dissemi lo mio vate con pazienza,
"Ei per viltade fece 'l gran rifiuto".
"Davvero? ricusò lo Sacro Soglio?".
"Stolto!" mi disse lui "Smarrito hai 'l fiuto?
Ché qui non si discorre di Bergoglio,
né di quistione sacra o religiosa,
ma di chi per giuocare perse orgoglio.
Rifiuto di cui parlo è quella cosa
che vedi ammonticchiata ne l’ingresso
e certo non olezza di mimosa".
"Ohibò, come l'ha fatta, ch'è successo?"
"Lo re-raisaron contro li suoi fanti
e invece che pushar, fuggì nel cesso".
E pur lo duca mio per ire avanti
pestossi lo rifiuto in su la scarpa
e nominò diciotto nuovi santi.
Poscia ch'ebbe mondato orribil ciarpa
lavò le mani puzze in fra li gridi
che proprio non suonavan come arpa.
Quand'ecco che uno spirto lasso vidi
attraversar lo sito a lenta flemma
però agghindato a esser d'altri lidi.
E chiesi: "Perché quello ha un altro stemma (
)
e pur con gli altri vaga anima stanca?"
"Chiamasi
elfòric e uno stratagemma
usò per evitar la palla bianca (
coordina a suo dire l'altri morti
fingendo d'esser capo a destra e a manca".
"E li gestori non si son accorti?"
"Lo sito è molto grande e sono tanti
li fatti strani, dunque non scomporti
ché ancor di molto c'è d'andare avanti".
Così dicendo a camminar s'appresta
e a rivederci a li prossimi canti.
Fine secondo canto
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