Esclusiva: tutto su "All In: The Poker Movie"
Barry Carter è stato uno dei primi a guardare il documentario sul poker "All In: The Poker Movie" - il primo film sul poker post-Black Friday, con scene che immortalano un Howard Lederer prima dello scandalo. Un fil che senz'altro farà discutere: scopriamo perché.
In termini di timing, All In: The Poker Movie è sia il migliore che il peggiore film della storia del cinema. Le riprese sono iniziate alcuni anni fa ma la post-produzione è terminata poco prima del Black Friday. Non il massimo per un documentario che parla dell'evoluzione del poker negli Stati Uniti, dalle chiatte sul Mississippi dei bari dell'ottocento all'industria del poker che conosciamo oggi.
I produttori, comprensibilmente, hanno dovuto completare in velocità il capitolo finale della storia per mantenersi quanto possibile al passo con gli sviluppi di questo mondo frenetico. Il risultato è forse uno dei più importanti argomenti di discussione per chi si interessa di poker: nel film ci sono Howard Lederer e Chris Ferguson, quando ancora erano figure di spicco [e positive, NdT] del circuito del poker.
Gli anni del boom
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| Chris Moneymaker relives the boom |
Il film parla della grande storia del poker USA, dai vecchi tempi dei veri gamblers on the road come Doyle Brunson fino a Rounders, dalla nascita del poker online alla telecamera sotto il tavolo - tra tutti, naturalmente, il vincitore del Main Event delle WSOP 2003, Chris Moneymaker.
Il film sarà accompagnato anche dalla presenza del pantheon del poker mediatico: Phil Hellmuth, Daniel Negreanu, Phil Laak, Chris Moneymaker, Tom Dwan, Jennifer Tilly ecc. E sorpatutto Matt Damon, già protagonista di Rounders, difensore del poker per tutto il film e ancora chiaramente player appassionato.
La storia di Chris Moneymaker è un punto centrale della produzione ed è raccontata molto bene. Probabilmente rimarrà affascinato chi non conosce la vicenda del principiante totale che vinse contro ogni probabilità e innescò il boom globale del poker, proprio come lo fummo noi: questa probabilmente è la parte più affascinante dell'intero film.
È chiaro che bisognava sbrigarsi con i materiali sullo scandalo FTP e Black Friday e dare la priorità rispetto al resto dei contenuti. Anche se non c'era molto tempo, i produttori sono riusciti comunque a fare un buon lavoro, poi montato alla fine del film. A dire il vero, così l'effetto è ancora più forte, perché mentre il resto del film ritrae un'immagine romatica del poker, l'improvviso Black Friday è un colpo di scena finale perfetto, che ben rappresenta come molti di noi si sono sentiti il 15 aprile dell'anno scorso.
Una critica: credo che la portata del poker online prima del Black Friday non sia rappresentata accuratamente. Dato che la maggior parte delle interviste sono prese dal mondo del poker live, si finisce quasi per suggerire che sia il poker televisivo, piuttosto che l'online, l'unica grande forza dell'industria e che i giocatori online, in questo film, siano stati oltremodo lasciati in ombra. Comunque, penso che l'altro documentario sul poker in programma per quest'anno, BOOM, ristabilisca gli equilibri.
Una critica minore è che ai giocatori non-USA praticamente non si fa cenno. Certo, il film è stato chiaramente etichettato come la storia del poker negli Stati Uniti, ma credo che si siano lasciati sfuggire una bella occasione di mostrare la rapida espansione globale del poker boom. Allo stesso modo, parlare l'impatto del Black Friday nel resto del mondo avrebbe dato più forza alle scene finali.
Howard Lederer & Chris Ferguson, versione cinema
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| Howard Lederer nel film |
La cosa più importante del film, almeno per la community del poker, è come sono stati rappresentati Howard Lederer e Chris Ferguson. Entrambi, verso la fine, sono menzionati per l'accusa da parte del DOJ, ma è una citazione passeggera e perlopiù vengono descritti positivamente (infatti è alle parole di Howard, tra gli altri, restano i minuti finali del film).
La cosa che manca in questo film è lo schiacciante senso di svilimento che ha accomapgnato il nome di questi personaggi nel mondo del poker poker. Questo potrebbe anche essere stato intenzionale, sia per la campagna pubblicitaria del film, sia per lasciare trarre le conclusioni al pubblico, visto che quelli come noi, che conosciamo Ferguson e Lederer, sapranno leggere molto tra le righe.
Per rendere l'idea, queste sono alcune citazioni del film, tutte espresse prima del Black Friday, che ora sembrano tutte ridicole:
Annie Duke (parlando delle giornate di Howard al Mayfair Club): "... mio padre ha denunciato la scomparsa di Howard... "
Howard Lederer (parlando di Rounders): "... molto della storia, lasciando la parte della truffa, rispecchia la mia vita..."
Howard Lederer (parlando nuovamente di Rounders): "... la cosa che mi rattrista è che anche l'hero della storia è un truffatore; gli eroi del poker non imbrogliano... "
Howard Lederer (parlando di Full Tilt): "Nessuno degli altri siti era gestito da players, e se eri un giocatore, era lì che andavi a giocare..."
Un altro tempismo piuttosto crudele è quando, alla fine del film, la Epic Poker League è brevemente presentata come il futuro del poker post-Black Friday.
Per alcuni giocatori, le scene di Lederer rovineranno il film, per altri sarà molto interessante e divertente, e si chiederanno come si sia mai azzardato Lederer a pronunciarsi in quel modo sulle truffe nel poker.
A parte le scene di Howard Lederer, questo è un film completo e divertente che racconta la storia del poker negli USA. La storia di Moneymaker è raccontata alla perfezione ed è stata una grande idea terminarlo con l'intreccio Black Friday/FTP, il che dev'essere stato molto difficile dati i ristrettissimi tempi tecnici. Non riesco a capire bene se Lederer sia stato ritratto in modo bilanciato. Il fatto che ci stia ancora pensando direi che è già un buon risultato.
All In: The Poker Movie, scritto e diretto da Douglas Tirola, sarà disponibile in DVD dal 24 aprile.
Autore Barry Carter

