Datamining: dov'è il limite?
In seguito alla rimozione da parte di PokerStars dei profili di tutti i propri giocatori da PokerTableRatings, Barry Carter analizza l'impatto che i siti di datamining hanno sull'industria.
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| PTR was used to find weak players |
Questa settimana la più grande poker room del mondo, PokerStars, ha mandato una diffida al sito di datamining PokerTableRatings (PTR), alla quale quest'ultimo ha rapidamente acconsentito. Negli ultimi anni ci sono state molte iniziative per combatttere il fenomeno del datamining nel poker online, ma data l'importanza di PokerStars questo è probabilmente il colpo più pesante che sia mai stato vibrato.
I siti di datamining come PTR vendono centinaia di migliaia di hand history, che vengono poi inserite dei database di Hold'em Manager o PokerTracker. In tal modo gli acquirenti hanno accesso a dati statistici approfonditi ed affidabili sulle tendenze di gioco di avversari che probabilmente non hanno mai incontrato prima, che danno un grosso vantaggio pur non avendo alcuna “history”.
Tali siti, inoltre, identificano i maggiori perdenti. Chi ha comprato il servizio, quindi, può sedersi al tavolo più facile che ci sia, e, anche in questo caso, avere un notevole vantaggio su avversari mai visti prima.
Uccidere il gioco?
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| I giocatori perdenti erano vulnerabili |
Per farla semplice, vendere mani ottenute con il datamining fa male al poker da tutti i punti di vista, compreso quello di chi le compra. Anche dà un leggero vantaggio momentaneo, alla lunga fa male perché contribuisce a rendere il gioco incredibilmente difficile. Se si suppone che anche gli altri giocatori forti comprino le mani, allora qualsiasi piccolo edge che tu possa guadagnare contro un avversario debole è annullato dal fatto che gli altri reg ti stanno addosso.
Ma soprattutto, rendono il poker un luogo inabitabile per chi gioca per divertimento. Affinché i nuovi giocatori continuino a depositare, questi devono avere la sensazione che ogni tanto possono anche vincere – uno degli aspetti magici del gioco, come tutti sappiamo.
Quando un sito come PTR allerta centinaia di giocatori e crea una coda infinita di gente che sente odore di sangue, scendono le probabilità che questi novizi vincano qualche sessione. La maggior parte di noi ha runnato bene all'inizio della carriera, ed è precisamente per questo che siamo ancora qua. Se invece tutti i nuovi arrivati vengono spremuti fino all'ultimo goccio è molto difficile che depositino di nuovo – un danno sia per la poker room che per i giocatori.
La mia maggior preoccupazione con questa storia del datamining è l'impatto che può avere sulla reputazione del poker. Prima che problemi del genere venissero anche solo discussi all'interno del mondo del poker, mi sono trovato a dover difendere il gioco online davanti ad esterni che avevano paura che fosse tutto “rigged” [truccato] o che gli avversari fossero dei bot. I siti di datamining sono allo stesso livello delle loro paure di essere vulnerabili quando giocano online. Prova a dire ad un potenziale nuovo giocatore che esistono siti in grado di vendere informazioni che lo riguardano, in modo che i giocatori forti possano identificarlo e giocare contro di lui in maniera ottimale. Scapperà a gambe levate.
E anzi, è esattamente quello che succede, anche ai tavoli. C'è persino chi usa le stat, ottenute con il datamining, per insultare gli avversari al tavolo. Comportamenti del genere non solo creano un'atmosfera poco piacevole, ma sono anche del tutto -EV per chi insulta, dato che l'avversario più debole o deciderà di non giocare più a poker, o userà le prese in giro come motivazione per migliorare.
Un argomento che ho sentito a favore dei siti di datamining è che le hand history non sono proprietà privata, e che tutti hanno diritto di acquistarle. Si tratta di un argomento molto debole, perché solo i giocatori più esperti sono a conoscenza dell'esistenza di siti come PTR. Il giocatore medio, che è la solo per divertirsi, non ne ha idea e vuole solo rilassarsi un po'. Non c'è alcun motivo per cui dovrebbero sapere dell'esistenza, o avere lo stimolo ad investigare sulla possibilità dell'esistenza, di siti che vendono hand history. Questi giocatori vengono exploitati, e noi dobbiamo proteggerli.
Datamining etico?
| Siti come PokerScout sono etici? |
Ma prima che distrugga completamente i siti si datamining, vediamo altre ragioni, più sensate, portate a favore della loro esistenza. Il dibattito sull'argomento ha molti lati – la questione è dove fissare il limite. C'è chi, per esempio, considera immorali software di tracking come Hold'em Manager e PokerTracker, mentre invece la maggior parte dei giocatori seri di poker online li difenderebbero.
Il datamining fornisce alcuni servizi molto utili, che non exploitano gli altri giocatori, e che vengono spesso portati come argomento a favore di tale pratica. PokerScout è un buon esempio: un buon mezzo per fornire cifre sul numero di giocatori “real money” sulle varie room. Lo usano, di tanto in tanto, praticamente tutti quelli che lavorano con il poker online, e, a parte un'insolita obiezione da parte di Bodog, non sembra dare fastidio a nessuno. Soprattutto, non divulgano informazioni che compromettono la privacy dei giocatori o li rendono in qualche modo vulnerabili.
Analogamente, alcuni siti usano il datamining principalmente a scopo di intrattenimento. Le partite agli high stakes, ad esempio, trackate da siti come Highstakesdb.com – un'ottima risorsa per i “railbird” che le seguono per divertimento. È vero che siti come questo rendono pubbliche le mani di regular dei nosebleed come Isildur1, cosa che ovviamente non è corretta nei confronti della comunità dei nosebleed. Il maggior beneficio, però, è che diverte i fan del poker, e si è comunque dimostrato un ottimo mezzo di marketing per giocatori come Viktor Blom ed i siti su cui si giocano le partite più grosse, come PokerStars.
Ci sono molti esempi di “datamining etico”, in cui una terza parte accumula informazioni riguardo una poker room nell'interesse della comunità del poker online. Dimostrare degli imbrogli è forse il maggiore dei risultati positivi del datamining e gli scandali dei superutenti di UB e Absolute Poker sono gli esempi più eclatanti. Collusioni e bot sono altri, e capitano di continuo.
Le vulnerabilità dei software e la correttezza dei siti, si dice, vengono controllate in maniera indipendente dal datamining. Se le poker room non rispettano la privacy, se possono venire hackate, se il RNG funziona a dovere – tutti questi aspetti, dicono, possono venire fuori con il datamining.
Accumulare informazioni, di per sé, non è una brutta cosa. Gli economisti la fanno di continuo. Recentemente, anzi, abbiamo pubblicato i dettagli di una relazione dell'economista Ingo Fiedler, messa assieme mediante un programma di datamining molto sofisticato, che che ha dimostrato come il poker online negli Stati Uniti era un'industria produttiva, dal valore di 3,6 miliardi di dollari. Queste informazioni possono contribuire alla legalizzazione del poker online negli USA, ed è difficile sostenere che non sia una cosa positiva.
Stabilire un limite
Anche se può non piacere ad alcune room, il datamining ha innegabilmente delle implicazioni positive. Non penso che sia una gran brutta cosa che esistano terze parti che aiutano a bloccare le truffe, a rendere pubblici i problemi di sicurezza, e ad accumulare informazioni utili alla comprensione del mercato.
Dov'è che fissiamo il limite tra il datamining accettabile e quello del tutto indifendibile? Secondo me la questione è parecchio semplice. Quando le informazioni divulgate rendono vulnerabili i giocatori, quando compromettono la loro privacy, quando rendono pubblici i loro leak o il loro posto al tavolo ad altri giocatori contro cui non hanno mai giocato, allora il datamining è del tutto inaccettabile. Si tratta di servizi che exploitano i giocatori nuovi e perdenti, rendono il gioco più difficile per tutti, scoraggiano ulteriori depositi, e danneggiano pesantemente la reputazione del poker online.
Siti di datamining che hanno questi effetti non possono difendersi con la scusa che rendono pubbliche le truffe, perché allo stesso tempo ne perpetuano un'altra (che forse, sul lungo periodo, è ancora più dannosa). Sono perfettamente d'accordo con i siti che portano avanti importanti servizi etici, ma non con quelli che si basano sullo sfruttamento di chi gioca per diletto.
Discussione nel forum: PokerStars Blocca PTR [con risposte di Lee Jones] [in inglese]
Discussione nel forum: PokerStars Blocca PTR [Community Italia]
di Barry Carter
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