Spagna online: è il si salvi chi può?
Incredibile la notizia secondo cui alcuni operatori dei network Ongame e Microgaming avrebbero chiesto la revoca della propria licenza spagnola, solo sei mesi dopo essere entrati nel mercato.
Un colpo devastante al poker iberico potrebbe arrivare nelle prossime settimane dal mercato online, proprio quello stesso mercato che sei mesi fa apriva i battenti e sembrava poter brillare di luce propria, ponendo le basi sull'entusiasmo dovuto al fatto di essere appena nato.
E invece, dopo un inizio che sembrava incoraggiante, iniziano a moltiplicarsi le fonti che definiscono quello spagnolo un "mercato catastrofico", all'interno del quale molti operatori si erano gettati a capofitto comprando costose licenze nella speranza di acquisire presto nuovi "aficionados" e rientrare così nei costi. Speranza vana, visto che i dati sono per certi versi agghiaccianti.
![]() |
| Un diagramma esplicativo: a sinistra potete notare gli operatori. Da destra, invece, arriva il mercato. |
E' il caso, ad esempio, di GoalWin.com e del finlandese Paf.com, entrambi operatori del network Ongame. Proprio Herbert Paradis, head of poker di Paf.com, aveva ammesso che "la strategia viene valutata in continua evoluzione" e che "il mercato spagnolo frutta ricavi quasi inesistenti in termini di liquidità", prima di tranquillizzare gli animi sostenendo che "non è stata ancora considerata l'uscita dal mercato". Lo stesso Paradis, però, ha poi aggiunto un'inquietante postilla: "Noi vogliamo fortemente un prodotto di poker in Spagna, ma prima o poi dovremo dire: signori, non ci sono più soldi".
I numeri di Ongame e Microgaming sono in effetti terribili in Spagna. I dati parlano di una media di 2 giocatori a settimana per Ongame, mentre Microgaming si assesta attorno ai 26. Per fare il confronto con i network considerati "sani", basti pensare che PokerStars.com muove 1860 giocatori a settimana, mentre 888.com è secondo in classifica con circa 500.
![]() |
| Rafa Nadal, testimonial spagnolo di PokerStars |
Proprio 888.com era stato protagonista di una vicenda simile solo pochi mesi fa, quando aveva annunciato di aver chiesto la revoca della licenza per il mercato francese, infestato a quanto pare da tasse troppo elevate e da una indigeribile burocrazia. Problema comune a molti stati europei, fra cui anche l'Italia.
Il tutto all'interno di un calderone, quello dell'e-gaming destinato al poker, che certamente risente della crisi economica, ma che all'apparenza avrebbe tutte le carte in regola per poter sopravvivere agiatamente anche coi numeri a disposizione attuale. Possibile che la soluzione sia un pool di liquidità comune fra i vari paesi, o l'introduzione di un'unica piattaforma europea?
fonte - www.egrmagazine.com
by 
.jpg)
.jpg)