Editoriale - Il mare e la strada
Le prime bracciate, nel mare del poker, in fondo sono facili. Ma se sbagliamo direzione quanto ci costa? Traxxer parla, parla, e poi lascia in sospeso...
Questo sabato apriamo un cerchio e non lo chiudiamo. Non subito, almeno.
Già, perché in alcune situazioni è opportuno tirare le somme prima di ripartire e oggi è l’occasione migliore. Si è chiusa da poco più di una settimana la quarta edizione di Italian MicroStakes Heroes, con la vittoria dei sorprendenti Chicago Grinders, bravi a resistere al ritorno dei New York Donks.
Come spesso accade, da buon cacciatore di feedback, ho parlato dell’iniziativa “in conclave” con un bel po’ di utenti e, devo dire, le opinioni sono state positive. Un’obiezione, però, è stata sollevata, la seguente: “Vabbè, bel momento di aggregazione, magari pure di crescita, ma non è che per battere i microlimiti ci sia bisogno di avere un coach al seguito”.
Oggettivamente il discorso fila, ma…
Il mare e la strada
Per cogliere meglio il senso di certe iniziative dobbiamo immaginare di trovarci su un isolotto in alto mare a dieci chilometri dalla costa e di dover arrivare a prendere un tesoro che si trova dieci chilometri nell’entroterra.
“Mamma mia, la metafora alla Traxxer, scappiamo!”.
No. Ho detto ai moderatori di chiudere le porte e ora ve la sorbite tutta. Ma cercherò di non essere noioso.
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| Eh no, non funziona così: prima si nuota, poi si corre! |
Dieci chilometri a nuoto, dieci chilometri a piedi. Bella faticata, vero? Anche perché son buoni tutti a nuotare per due o trecento metri, ma dieci chilometri sono tantissimi e ci possono volere ore e ore. Nel nostro caso mesi e mesi.
Il nostro mare, infatti, sono i microlimiti.
Stile molto libero
Un rischio da tenere in considerazione dovendo nuotare per una distanza così lunga, a dire il vero, c’è: è quello di stancarsi dopo poche centinaia di metri e tornare indietro. Capita spesso: pensate a quelli che iniziano con i migliori propositi e poi cedono alla rabbia per via della varianza che li assale.
Diamo però per scontato che voi siate tenaci e che abbiate abbastanza forza per nuotare tutta la distanza senza cedere. Anche lì c’è modo e modo per farlo.
C’è il nuotatore che invece di puntare dritto perpendicolarmente alla riva, scegliendo la traiettoria più breve, si mette a nuotare in diagonale e ci mette il triplo del tempo. Capita anche questo, se avete un bankroll management troppo prudente.
C’è quello che nuota diritto ma sbatte braccia e mani a caso e finisce col fare il triplo della fatica e metterci di più. Capita, se avete dei leak tecnici che, se pure non vi impediscono di battere il livello, vi rallentano a causa dei numerosi errori che commettete.
C’è quello che nuota a zig zag, si ferma, tira il fiato, riprende, aspetta che passi una nave, si scoraggia, poi si riprende ancora e riparte, sempre a zig zag. Capita, se ogni volta vi siedete alla scrivania con uno stato d’animo diverso e giocate in base a quello.
Infine c’è quello che guarda la direzione, nuota diritto, muove in sincrono braccia e gambe e arriva. Massimo risultato, minimo sforzo.
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| Alla fine ce la fate, ma sicuri che non cambi niente? |
Eppure è vero ancora ciò che diceva il mio amico: anche gli altri, seppur più lentamente, arrivano. Magari arrivano anche prima perché giocano il triplo delle mani ogni giorno e così compensano i loro limiti.
Vero. Ma dopo c’è la strada…
Stile molto obbligato
Siete arrivati sulla strada e ora vi restano altri dieci chilometri, da percorrere stavolta a piedi. In teoria dovrebbero essere meno faticosi, vero?
Poi cominciate a correre e scoprite che c’è un solo sentiero e che, a un certo punto, c’è una salita seguita da una miriade di tornanti e quindi un tratto di sterrato che vi procura una fastidiosa infiammazione ai piedi perché non avete le scarpe adatte. Insomma, un calvario.
Cosa è successo?
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| Volete andare d'istinto? A un certo punto non è più possibile... |
È successo che a un certo punto il gioco si è fatto più duro e ora non potete decidere la strada come facevate prima, andando ad istinto. Se correte male, dovrete fermarvi per il dolore ai piedi. Se c’è una salita, dovrete percorrerla, non potrete tagliare o andare a zig zag.
E allora?
Allora a un certo punto la libertà d’azione si riduce. Siete arrivati ai midstakes. A quel punto cosa accade?
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| "Ma prima andava tutto bene!" |
Quello che nuotava in diagonale continua a correre storto, esce continuamente fuori dal sentiero, rischia di cadere e a un certo punto cade davvero. E spesso ai lati c’è il burrone.
Quello che nuotava in modo scomposto continua a correre così anche quando c’è lo sterrato e in men che non si dica si lesiona i legamenti ed è costretto a fermarsi.
Quello che nuotava a zig zag fermandosi in continuazione impazzisce perché non vede mai l’arrivo e a un certo punto rinuncia.
Solo quello che nuotava diritto, in maniera lucida ed organizzata, arriva al tesoro.
Tutto questo pistolotto serve a dire solo una cosa: nel poker è un peccato capitale sottovalutare il modo in cui si parte. Gli errori si possono commettere, vanno messi nel conto, ma vanno anche corretti da subito. Il senso di iniziative come IMH4 è anche e soprattutto quello.
Perché il cerchio non è chiuso?
Lo scrivente ha indegnamente cercato di spiegarvi come a volte, dietro a delle autentiche minuzie, si possano nascondere trappole decisive per il percorso di un pokerista.
Per questo fin dagli inizi cerchiamo di starvi di fianco, di indicarvi la direzione più breve, di correggere l’impostazione di braccia e piedi per farvi nuotare come squali nel vasto mare del poker.
Qualcosa, però, ancora manca e la domanda sarà venuta a qualcuno.
“Già, ma IMH è per i micro. E arrivati alla riva che fate, ci abbandonate?”.
Arrivati alla riva, diciamo la verità, dovreste già avere appreso una certa forma mentis che vi consenta di avventurarvi da soli nel sentiero, di capire quando accelerare e quando rallentare. Potremmo quindi limitarci a starvi vicino, supportandovi con i video, gli articoli, le analisi delle mani, i coaching per i limiti più elevati.
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| Non sto vendendo! Non sto vendendo! E ai primi dieci una pentola omaggio! |
Ma secondo voi PokerStrategy.com ha nel suo DNA la limitazione? Mai.
Per questo vogliamo camminare al vostro fianco anche sul sentiero, portarvi fino al tesoro uno per uno, correggere anche i difetti più piccoli e invisibili, avvertirvi prima delle curve come dei navigatori invisibili che vi fanno risparmiare tempo e fatica. E lo faremo presto.
Quando e come?
Beh, ve l’avevo detto ad inizio editoriale che il cerchio non si sarebbe chiuso oggi.
Restate sintonizzati sulle nostre onde e presto lo saprete…
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