Aggiornato il 27 Feb 26 da

Tutti insieme, appassionatamente

La "Rivoluzione francese" del 2013 si chiama Equity Poker Network, una piattaforma che raccoglie gli operatori online medio-piccoli e garantisce la loro sopravvivenza, sventolando le bandiere della giustizia, della libertà e del benessere. Pura utopia?

   Siamo sicuri che divideranno sempre il pot?

E.P.N. 3 semplici lettere che messe insieme potrebbero essere il punto di partenza per una svolta colossale nel mondo del gaming online. Stiamo parlando dell'Equity Poker Network, un'organizzazione no-profit che ha nella cooperazione, nell'assoluta trasparenza e, ovviamente, nell'equità i 3 punti di forza principali. 

Si tratta di una rete "peer to peer", senza la tradizionale distinzione gerarchica tra client e server fissi, ma con "nodi" equivalenti e, quindi, paritari. A chi si rivolge questo network, il cui lancio di prova è previsto entro il prossimo giugno? Nel mirino ci sono tutti quegli operatori che al momento occupano la fascia medio-bassa del mercato e che sono in cerca di spazi più ampi per incrementare i loro profitti

Lo scopo dell'EPN è fin troppo chiaro: mitigare le rivalità e le sfide tra le varie piattaforme, evitando programmi e piani di sviluppo segreti, in modo da garantire a tutti una giusta e migliore ripartizione degli introiti, in base alla loro contribuzione al sistema. Il risultato? Una riduzione consistente delle tasse fisse e dei costi di gestione che gli operatori devono sostenere. 

E a tutti gli scettici, l'EPN risponde con un monito che suona inquietante e intimidatorio. "Chi resterà arroccato sui propri privilegi, dovrà affrontare continuamente i rivali di mercato, che faranno di tutto per rubargli una parte della clientela, offrendo promozioni e rakeback sempre più aggressive e competitive".

Nessuno deve rimanere indietro!

Isola deserta? Ancora per poco...

In quella che sembra configurarsi come una sorta di isola felice o paradiso terrestre, l'EPN assicura che non perseguirà i propri interessi ma si comporterà da garante, per far sì che ciascun operatore mantenga i suoi profitti, creando il giusto bacino d'utenza per ogni gestore e dividendo equamente gli introiti extra.

Maggior controllo, massima libertà di organizzazione (sempre e comunque limitata da uno statuto generale), giustizia per tutti, niente favoritismi, facoltà di entrare o uscire senza vincoli e costrizioni: sembra proprio che l'EPN abbia già definito la filosofia dominante da adottare. 

Un modello che si preannuncia estremamente duttile e malleabile: caratteristiche indispensabili per raggiungere e coinvolgere operatori online su scala planetaria, superando i limiti imposti dalle varie giurisdizioni interne, dalle lingue e dalle valute.

Ciò che rende l'EPN unico è la sua versatilità estrema, esaltata ai massimi livelli, grazie alla quale ogni gestore può operare per proprio conto e curare come crede i suoi servizi, ma può anche affidare una parte consistente del business a delle società esterne, coordinate sempre dal network generale. 

Sono previsti, infatti, sondaggi per la clientela e chat live di supporto, in modo da fornire un aiuto immediato ed efficace, garantendo soprattutto un occhio sempre attento sulle tendenze del mercato. Sta poi all'operatore valutare i dati e adottare i migliori accorgimenti, adattandosi alle esigenze del momento e accontentando l'utenza con ciò che desidera. 


Costruire oggi, pensando al domani

   "Ecco il traguardo! Non è lontano, forse..."

Nessun aspetto è lasciato al caso, nemmeno i controlli sui pagamenti, le verifiche contro le frodi e le operazioni di marketing con i relativi programmi di affiliazione. Tutti servizi che l'EPN mette a disposizione, creando molto più di una cooperativa. Parlare di vera "famiglia", infatti, non è di certo fuori luogo.  

Bisogna vedere se e quanto questo progetto alternativo riuscirà ad attecchire, superando le attuali lotte intestine che invece tendono a frantumare sempre più il mercato. L'EPN vuole creare una torta abbastanza grande da soddisfare i bisogni di tutti. Idea lodevole, senza dubbio. Resta da capire se si tratta di realtà o di utopia.

by ariosto90