Aggiornato il 27 Feb 26 da

Poker: istruzioni per l'USA (La West Coast)

Leggi pazze, inspiegabili divieti, stati che non distinguono fra un pokerista e un criminale di guerra. Ecco la mappa aggiornata delle contraddizioni in seno al grande paese che ha inventato l'Hold'em.

libertySono giocherelloni, però prediligono la serietà in tutto. Amano il gioco e le scommesse, però sanno essere puritani fino al midollo. Odiano i divieti, però la loro legge ne è piena. In poche parole: sono Americani. Un popolo straordinario, che ha inventato il poker. Che ha concepito prima di tutti la follia di una città in cui si gioca e basta. E che, nonostante tutto questo, non permette ai propri cittadini di giocare online. Anzi: in alcuni casi li punisce con la galera.

Oggi qualcosa sta cambiando. Gli Stati Uniti d'America applicati al poker sono una bomba innescata, pronta a esplodere in qualsiasi momento. Sono il mercato più florido del mondo, rinchiuso troppo a lungo dietro un mare di divieti. Noi vi proponiamo, in quattro puntate, la mappa aggiornata del poker a stelle e strisce, rivelandovi le contraddizioni e le potenzialità di ogni singolo stato. E allora, se volete sapere perché il fantacalcio è un reato in Arizona e quante facce deve avere un dado affinché un californiano non finisca in prigione, non perdetevi questa prima puntata: la West Coast.

usa
Un riassunto della situazione americana. Per ogni stato, il colore esprime la possibilità di un'apertura
al poker online. Rosso: impossibile. Arancione: improbabile. Giallo: possibile. Verde: probabile

Alaska

alaska
Non resta che sperare nell'al-husky

Partiamo dall'Alaska (700.000 abitanti, cap. Juneau, stato Repubblicano), uno stato che geograficamente si trova lassù, apparentemente dimenticato dall'America, quasi a far da cane da guardia per i canadesi (il primo che pensa a un al-husky ha seri problemi). Aldilà degli scherzi, possiamo affermare che l'Alaska non sia il posto migliore del mondo per giocare a poker.

La legge sentenzia molto vagamente che “una persona commette reato di gioco d'azzardo, se questa persona si cimenta in un gioco d'azzardo illegale”. Qualsiasi cosa voglia dire questo punto, l'idea di massima è che sia meglio non giocare. Del resto i poker pro venuti fuori da questa fredda regione sono molto pochi: uno su tutti Perry Green, che in effetti aveva tentato di proporre un'apertura al poker nel 2005. Missione, ovviamente, fallita.

Washington

washington
Ehi, amico... nascondi quel mazzo di carte!
Vuoi farci arrestare tutti?

Se l'Alaska non è il posto migliore per giocare a poker, lo stato di Washington (6.700.000 abitanti, cap. Olympia, stato Democratico) è a tutti gli effetti uno dei peggiori in assoluto. Qui, infatti, in base a un'assurda legge, chi gioca a poker e non si trova in un casinò autorizzato è considerato criminale di classe C, cioè alla stregua di pedofili e stupratori, e rischia 5 anni di galera e $10.000 di multa.

Questo vale anche e soprattutto per chi gioca online. Potreste credere che questo stato sia popolato da iperbacchettoni ultrapuritani, invece scopriamo che qui la marijuana è perfettamente legale. Attualmente è in corso una proposta di legge per depenalizzare il poker online, ma se ne parlerà non prima del 2014, dunque: in campana.

Oregon

oregon
Io ho aggiunto di nascosto un albergo
su Vicolo Corto. E tu perché sei dentro?

Eccoci dunque in Oregon (3.800.000 abitanti, cap. Salem, stato Democratico), dove la situazione non è molto migliore. Da queste parti, infatti, non c'è una grande cultura del gioco, e chiunque venga beccato a scommettere viene severamente punito.

La diffidenza nei confronti della tradizione ludica in Oregon si può notare anche nelle piccole cose: per esempio si tratta uno dei pochi stati al mondo in cui “barare” è un reato. Il che significa che se sbirciate le carte a vostra nonna durante una partita di rubamazzo siete in teoria penalmente perseguibili. Nonostante tutto questo, nel 2010 è stata fatta una proposta per legalizzare il poker online. Non ha avuto seguito, ma che sia stata concepita è già qualcosa.

Idaho

idaho
Venga, le mostro la
nostra sala giochi

Viaggiamo ancora un po' e approdiamo in Idaho (1.500.000 abitanti, cap. Boise, stato Repubblicano), dove chi gioca a poker è considerato qualcosa meno che un fesso. In questo caso, infatti, la legge è stranamente prodiga di particolari. Inizia sentenziando che “Il gioco d'azzardo è contrario all'ordine pubblico e per questo strettamente proibito”, dopodiché si lancia in una lunga rampogna moralizzatrice che ricorda ai propri cittadini che “scommettere significa rischiare il proprio denaro, credito, deposito o altro oggetto di valore”.

Pur non essendoci attualmente spiragli futuri per un'apertura al poker, va detto che se aprite un locale in Idaho potete permettervi di possedere una slot machine, ma solo se quest'ultima è stata fabbricata prima del 1950 (per la gioia degli avventori).

Montana

montana
Come sarebbe a dire "siamo arrivati"!?

Lassù nel Montana (1.000.000 abitanti, cap. Helena, stato Democratico), fra valli e cowboy... c'è sempre qualcuno che vorrebbe giocare a poker online, ma non può. Qui, in effetti, qualsiasi tipo di scommessa è considerato un oltraggio, tanto che perfino le lotterie sono bandite dal paese.

L'unico tipo di azzardo legalmente consentito è quello che riguarda le gare di pesca, che qui sono molto sentite. Non a caso, il Montana annovera fra i propri fiumi il Roe, che da Guinness dei Primati è coi suoi 61 metri il più corto del mondo.

Wyoming

wyoming
Ditemi la marca di cioccolatini preferita
dalla moglie del tizio sul bottone,
o vi sbatto tutti in gattabuia

Dirigiamoci, ora, nel Wyoming (600.000 abitanti, cap. Cheyenne, stato Repubblicano), cioè lo stato meno popoloso degli USA. Anche qui le scommesse sono viste di pessimo occhio, anche se la legge lascia una piccola apertura, sentenziando che “Il poker è permesso laddove la casa organizzatrice non tragga profitto dall'iscrizione dei giocatori, e soltanto se fra i giocatori c'è un rapporto di buona fede”.

Questa postilla, che ha innescato un mare di polemiche, permetterebbe a un gruppetto di amici di giocare a soldi per i fatti propri, a patto che dimostrino di conoscersi da molto tempo. Resta il fatto che l'azzardo da queste parti viene rifiutato come la peste, tanto è vero che nel 2011 qualcuno ha tentato (senza successo) di introdurre in Wyoming una vera e propria novità nel mondo del gambling: la lotteria.

Utah

utah
Qualsiasi cosa tu stia pensando di
fare, smetti subito di pensarla

Se c'è un posto negli Stati Uniti dove potete scordarvi il gioco del poker, questo è probabilmente lo Utah (2.800.000 abitanti, cap. Salt Lake City, stato Repubblicano). Qui infatti non si tratta di un rifiuto astratto, con leggi vaghe o anacronistiche, ma di una vera e propria missione. La legge è, infatti, prodiga di divieti specifici, tanto che non esistono casinò, locali di scommesse, lotterie, posti adibiti al gioco: niente di niente.

Inoltre, chi viene beccato a giocare, anche online, diventa automaticamente reo di classe B, vale a dire alla stregua di un criminale di guerra. E dato che quest'ultima legge è del 2012, pare che distinguere Adolf Hitler da un poker player qualsiasi non sia fra le priorità di questo stato, anche se – come si suol dire – “Utah che Dio ti Utah”...

Nevada

nevada
Guagliò, tengo un holdem
menaggèr freshc freshc
appena asciuto dalla cracckerìa

A pochi chilometri di distanza dal regno di tutti i divieti, troviamo invece il mitico Nevada (2.800.000 abitanti, cap. Carson City, stato Repubblicano), cioè uno dei pochissimi staterelli americani che sembrano intenzionati a lasciare la porta aperta. Questa regione è infatti la prima che ha ufficialmente reso legale il poker online. Ciò che stupisce è che, negli sterminati USA, lo stato più contrario e quello più favorevole al poker siano addirittura confinanti.

Anche il Nevada però, va detto, conserva la straordinaria capacità squisitamente americana di incasinarsi nella legislazione. Essendo i Nevadans grandi giocatori per tradizione, il dito della legge è puntato su tutto ciò che puzzi di cheat anche solo vagamente. E così è illegale tirare la leva della slot machine dosando la forza a proprio piacimento. E sono illegali (udite udite) anche gli odds calculator e i poker manager.

California

california
Rischi grosso con quel
coso in tasca, amico!

Siamo finalmente in California (37.300.000 abitanti, cap. Sacramento, stato Democratico), lo stato più popoloso degli USA. The Golden State è tradizionalmente aperto alle novità, tanto è vero che, nel lontano 1910 (quando perfino il Nevada vietava il gioco d'azzardo), i Californiani, pur condannando lo Stud Poker, concessero l'immunità al Draw Poker, che consideravano già allora uno skill game.

Intendiamoci: il gambling online è attualmente illegale, ma la California ha fatto ampiamente capire di essere pronta al cambiamento e sembra destinata presto a compiere il grande passo. In ogni caso, anche qui qualche ubriaco ha avuto accesso al codice penale: potete venire arrestati o multati se siete in possesso di dadi con più di sei facce.

Arizona

arizona
"Sarebbe giusto legalizzare il poker".
"Estiqaatsi... pensa che..."

Lasciamo le candide spiagge della California per spingerci negli incredibili canyon dell'Arizona (6.400.000 abitanti, cap. Phoenix, stato Repubblicano). Qui la tradizione ludica è piuttosto fervida, tanto è vero che la legge dice che “se un servitore scommette di nascosto una proprietà del padrone e la perde, il padrone può recuperare la proprietà annullando il credito”. Nonostante ciò, è molto difficile che ci possa essere una futura apertura al poker online.

Il problema, qui, è soprattutto di natura economica, dato che il gioco in Arizona è una sorta di esclusiva proprietà dei casinò locali, gestiti soprattutto dalla comunità pellerossa. In tutti i casi, se doveste recarvi in Arizona, ricordatevi che da queste parti la legge consente il Cash NL, ma considera un reato il fantacalcio. Vi avevamo promesso di spiegarvi il perché, ma vi abbiamo mentito: anche pensandoci giorni non siamo riusciti a venirne a capo.

Colorado

colorado
C'è il serio rischio che vada
a finire più o meno così

Spostiamoci nel Colorado (5.000.000 abitanti, cap. Denver, stato Democratico), dove la gente, a quanto pare, ha sviluppato una certa attitudine alla prudenza e alla prevenzione. Gli abitanti di questa regione, infatti, non hanno niente in particolare contro il gioco d'azzardo, ma danno l'idea di temerne gli eccessi. Prima del 2008, tanto per fare un esempio, la puntata massima in un casinò del Colorado (qualsiasi fosse il gioco in questione) era di cinque dollari.

Oggi il limite è stato alzato a $100, ma la sostanza resta la stessa. Se il Colorado si aprirà al poker online, lo farà con cautela e non prima di aver trovato uno stato apripista. In questo senso, la vicinanza col Nevada potrebbe risultare decisiva. Purtroppo a dividere geograficamente Nevada e Colorado c'è un lieve ostacolo morale: lo Utah.

New Mexico

n m
Ehi, un momento... io avevo
scritto ROULETTE!

Se cominciate a sentire parlare spagnolo, non preoccupatevi: è segno che siamo giunti nel New Mexico (2.100.000 abitanti, cap. Santa Fe, stato Repubblicano). Qui la legge è piuttosto ambigua (come se fosse una novità), tanto che è difficile stabilire linee precise sull'argomento. In linea di principio il poker online è illegale, ma la gente non ha grossi pregiudizi morali nei confronti del gioco.

La legge permette anche di possedere oggetti di gambling (come una roulette), anche se questi ultimi non devono essere posteriori al 1970. Non è probabile né impossibile che il New Mexico si apra al poker online. La domanda che invece ci sorge spontaneo fare è: ma cosa avevano di diverso le roulette prima degli anni '70?

Hawaii

hawaii
Non sembra un posto dove la gente
passa le giornate a scervellarsi
su come giocare a poker online...

Chiudiamo questa prima rassegna con lo stato delle Hawaii (1.400.000 abitanti, cap. Honolulu, stato Democratico), che per occulte ragioni fa parte degli USA pur trovandosi in piena Oceania. Questo evidente controsenso, all'apparenza innocuo, è in realtà la principale motivazione per cui attualmente il poker online è illegale nel paradiso delle Hawaii. Sono ormai tre anni, infatti, che vengono presentate proposte di legge che puntano a liberalizzare il gambling, cosa che potrebbe trarre in inganno.

In realtà la popolazione locale non condivide la tradizione ludica americana e le proposte sono sempre state rifiutate. Anche se alcuni stati hanno avanzato proposte, reputando che il mercato hawaiano abbia potenzialità, le probabilità che la situazione cambi sono minime. Gli americani si chiedono per quale ragione da queste parti non si riesca nemmeno a reperire un mazzo di carte. Il fatto che le Hawaii si trovino a quasi 4.000 chilometri dalla costa degli Stati Uniti potrà fornire loro qualche utile indizio?

by  n10juan