Oltre le apparenze
Il poker online italiano è in calo, ma il bilancio dell'AAMS sul primo trimestre 2013 rischia di condurre a scenari catastrofici. Scopriamo perché la situazione è difficile e complessa, ma non così tragica come può sembrare dalle pure statistiche.
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| Ok, potrebbe andar meglio. Ma così non vi pare di esagerare? |
A una prima occhiata ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. I numeri comunicati dall'AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), sull'andamento del poker online italiano nel primo trimestre 2013, vanno però presi con le dovute cautele.
È vero che ci troviamo di fronte a un trend negativo piuttosto netto. È vero che i numeri del mercato si stanno ridimensionando, sospinti verso il basso dagli effetti diretti e indiretti di questa crisi economica che non vuole darci un attimo di tregua. Ma è altrettanto vero che il poker italiano è vivo e vegeto ed è plausibile che a breve si entri in una fase di assestamento e di stabilizzazione.
Secondo l'AAMS, nel 2012 la spesa complessiva degli italiani per il poker online è passata dai €40 milioni di gennaio ai €25 milioni di dicembre. Le cifre sono date dalla differenza tra le somme messe in gioco e quelle vinte.
Si tratta di numeri importanti, che raccontano di un declino quasi costante, con una lieve ripresa a settembre, influenzata però dall'effetto "vacanza" di agosto. Gennaio 2013, che era iniziato sotto i migliori auspici, facendo registrare un lieve incremento fino a €27 milioni, in realtà è stato solo una perfida illusione, visto che a febbraio 2013 la spesa si è ridimensionata a €21 milioni.
Un crollo reso ancora più evidente dal confronto impietoso con febbraio 2012, quando la linea si è fermata a quota 36: ben €15 milioni più in alto.
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| L'andamento della spesa complessiva nel 2012 e nei primi 3 mesi del 2013 |
I Sit e i MTT barcollano ma non mollano
Andando ad analizzare le singole specialità nel dettaglio, scopriamo che la spesa italiana per i Sit & Go e gli MTT è quella che nel 2012 ha subito l'oscillazione minore, diminuendo dai €16 milioni di inizio anno fino agli €11 milioni dell'ultimo trimestre. Anzi, possiamo dire che da giugno 2012, ad eccezione di agosto, la quota è rimasta sempre costante.
Gennaio 2013 ha riconfermato questa tendenza, mentre a febbraio c'è stata una discesa a €8 milioni, seguita da una pronta ripresa a marzo 2013 che ha portato la cifra a ridosso dei €10 milioni.
Paragonando il primo trimestre 2013 con quello 2012, la differenza si percepisce fin troppo, soprattutto confrontando i dati di febbraio, ma è attutita dalla rimonta nel terzo mese del 2013. Se infatti pensiamo che rispetto a giugno 2012 il divario è di poco inferiore ai €2 milioni, il quadro complessivo diventa un po' meno fosco.
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| La spesa in Sit & Go e in MTT |
Il cash game affronta il post "boom"
Discorso simile e al tempo stesso diverso per quanto riguarda il cash game, che ha dovuto fare i conti con il progressivo smorzarsi dell'effetto boom portato dall'esordio italiano nel luglio 2011. Nei primi 7 mesi del 2012, infatti, la spesa è passata dai €24 ai €14 milioni e da lì in avanti si è assestata con una banda di oscillazione molto stretta.
Inutile dire che il lieve incremento di gennaio 2013, dai 14€ ai €16 milioni, aveva fatto strappare un sorriso a molti. Tuttavia la discesa di febbraio ha riportato tutti con i piedi per terra e con la spesa che, anche a marzo scorso, è rimasta costante a €13 milioni.
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| La spesa nel cash game |
L'inizio della fine? Per favore, non scherziamo
Dai 3 grafici analizzati finora, si delineano 3 tendenze simili, anche se non identiche, influenzate tutte dal netto ridimensionamento dopo il boom del 2011 dovuto al lancio del cash game in Italia. È per questo che possiamo parlare quasi di calo "fisiologico" e non di crollo, disastro o disfatta come invece si potrebbe erroneamente pensare prendendo i dati così come sono e senza inseririli nel loro contesto.
Appare fin troppo semplice, quindi, cadere nel panico e dipingere scenari catastrofici, quando invece stiamo attraversando solo un periodo transitorio assolutamente normale e comprensibile, dopo l'euforia portata dagli ultimi mesi del 2011.
Metà del mercato sotto l'ombra della Picca Rossa
Se spostiamo il nostro focus sulle quote del mercato italiano, non fa quasi più notizia il dominio assoluto di PokerStars, che tramite la società Reel Italy, a marzo 2013 è arrivata a possedere il 51% del traffico derivante dai Sit & Go e dai MTT. Si difende bene anche il circuito iPoker (13%), seguito a ruota da Boss Media (12%).
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| L'andamento delle quote nei Sit & Go e nei MTT |
Nel cash game, invece, le differenze sono meno nette. Reel Italy, infatti, arriva "solo" al 38%, mentre iPoker si porta al 16%, aumentando il gap con Boss Media, fermo al 13%.
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| L'andamento delle quote nel cash game |
Forza e coraggio: pensiamo positivo!
E dopo questa scorpacciata di numeri, grafici e percentuali, possiamo dire di aver fatto più chiarezza sugli ultimi sviluppi del poker online in Italia, sul momento che stiamo vivendo e su ciò che ci aspetta. L'AAMS l'ha fatta fin troppo semplice, seppur in maniera molto precisa: ha preso dei dati, li ha messi insieme, li ha amalgamati e confrontati. Ma si è dimenticata la cosa più importante.
Ovvero che dietro quei numeri ci sono delle persone, con i loro entusiasmi e le loro paure. Sbattergli in faccia cifre del genere, senza analizzare il contesto che le contiene, può avere degli effetti devastanti. È per questo che la nostra indagine ha voluto andare "oltre le apparenze", al di là di quelle prime impressioni che si manifestano vedendo certi grafici.
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| L'AAMS ci ha sbattuto un mostro in prima pagina? |
Ora sappiamo "da dove veniamo" e "dove siamo". Non resta che immaginare "dove andremo". Ma se ci accingiamo a farlo con speranza e ottimismo, la strada non può che essere una sola. Sarà in salita, sarà tortuosa, ma ci sarà. Nonostante i foschi presagi che trapelano da questi numeri, nonostante le difficoltà attuali con cui dobbiamo misurarci. La passione per il nostro gioco, però, non potrà mai togliercela nessuno.
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