Editoriale - Se il poker fosse azzardo
La legge non sa definirlo, la maggior parte della gente lo ripudia. Abbiamo tolto a questo sport tutte le sue componenti di abilità e l'abbiamo confrontato con altri luck-game. E i risultati sono stati illuminanti...
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| I criminali americani di oggi |
Volete saperla una stranezza? In questo stesso istante in America si stanno giocando i campionati mondiali di poker, e il 90% del field è statunitense, eppure negli USA questo sport è non solo mal visto, ma addirittura punito come un crimine di guerra o di pedofilia. Lo so, lo so: più che stranezza, ormai, questa è una banalità. Siamo tutti ben al corrente del fatto che in tutto il mondo la legge stia letteralmente impazzendo pur di collocare nella sua giusta sede questo potentissimo fenomeno di massa che è il poker.
In alcuni posti, come ad esempio la Svezia, hanno tentato addirittura di risolvere la questione buttandola sul vago e definendo quindi il poker un "skill & chance game". E chissà se i simpatici svedesi si sono anche resi conto che la suddetta definizione non vuol dire proprio nulla. Già, perché quale sport al mondo non è uno "skill & chance game"? Pensiamo per esempio al calcio, e guardiamoci questo spassoso video.
Questa partita è la finale dello spareggio per salire dalla serie C1 inglese alla serie B. Al Brentford basta un pari per essere promosso, e a tempo ormai scaduto l'arbitro gli concede anche un rigore. Non solo il rigorista fallisce il penalty, ma addirittura sul contropiede il Doncaster Rovers va a segnare e acchiappa un'incredibile promozione. Il calcio? Uno skill & chance game: considerate, oltretutto, che la stessa pazzesca dinamica è accaduta due volte, identica, solo quest'anno e solo nel campionato inglese (l'altra durante Watford-Leicester, per salire in serie A).
Non ci sono eccezioni
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| Kasparov contro Deep Blue: vinse 4-2. Non esistesse il caso, sarebbe finita 6-0 |
E se qualcuno sta pensando agli scacchi, riflettete sul fatto che - seppur in scarsa misura - anche gli scacchi hanno componenti di fortuna. Potrei raccontarvi di un mio amico che durante una finale regionale è stato distratto dalle belle gambe di una ragazza del pubblico. Poi, quando ha suicidato la propria regina, ha visto l'avversario aprirsi in un sorrisone, mangiargliela e dire "Fono ftato molto fortunato!" (sì, nel racconto del mio amico - non si sa perché - il tizio parlava come Dracula). Del resto, se così non fosse, cento partite fra due stessi giocatori finirebbero cento volte allo stesso modo.
Ma allora, che cos'è esattamente un gioco d'azzardo? Se intendiamo il gioco d'azzardo come lo scommettere su un evento che presenta una minima dose d'incertezza, allora l'intera vita è un immenso gioco d'azzardo. Lo è scegliere un medico anziché un altro, lo è sposarsi, lo è volare su un aereo o comprare un'auto usata. Dunque, per forza di cose, con gioco d'azzardo si intende lo scommettere su un evento che è governato esclusivamente dalla sorte, e sul cui esito l'abilità dello scommettitore non ha nessun potere. Non a caso, la parola azzardo deriva dall'antico arabo "Az-zahr", che significa dado. Cioè il primo strumento nella storia dei luck-game.
Per rendere più chiara la questione, allora, ho pensato di prendere in esame cinque giochi molto popolari e vedere quale presenta maggiori percentuali di rischio, pur essendo tollerato o meno dalla legge e dalla morale comune.
1. La roulette
Considerato il gioco d'azzardo per eccellenza, la roulette è diventata un fenomeno quasi mitologico legato indissolubilmente a ogni casinò. Matematici e ciarlatani, nei secoli, hanno tentato di domarla, pur senza mai riuscirci. Guardate ad esempio questo video, che non mi vergogno di definire e-si-la-ran-te.
Checché ne dica il re della roulotte, sebbene alcuni metodi per attenuare la varianza nella roulette esistano davvero (uno su tutti il Contre-Gagnante, cioè puntare solo sui 50% andando sempre al raddoppio della puntata persa), la matematica sentenzia solennemente che la ruota malefica pende in direzione del banco 51,35 volte su 100. Ciò vuol dire che se vi sedete a un tavolo da roulette e vi ponete un tempo limite, la vostra probabilità di uscirne vincenti corre nei dintorni del 48%. Il che rende la roulette poi non così malefica.
2. Il punto banco
Meno grossolano e certamente più glamour, il baccarà rappresenta in realtà il più sfigato dei giochi d'azzardo. Questo perché il banco si tiene una percentuale minima: vi batterà il 51,26% delle volte. Dunque, a meno che non siate Phil Ivey (che risultati alla mano staziona attorno al 90% di probabilità di vittoria), giocando in maniera intelligente potreste vincere quasi 49 volte su 100. Considerando però che in molti casinò vi chiedono il 5% di commissione sulle vincite importanti, potremmo abbassare intorno al 45-47%.
3. Il lotto
Primo pensiero di chiunque abbia sognato qualcosa di vagamente simile a un numero, il lotto è definito "gioco non equo" e - a vedere le percentuali - si capisce subito il motivo. Prendiamo a esempio un ambo su ruota secca. La probabilità che ciò accada è di 1 su 400, ma paga solo 250 volte la posta (e in più il 6% di commissione se lo piglia l'erario). Dunque, se giocate 400 volte un euro su un ambo secco, dovreste vincere in cambio 235 euro, il che significa che il banco si prende qui un vantaggio del 41,25%, portando le vostre velleità attorno al 29,5%. Ci sarà pure un motivo se il celebre matematico Bruno de Finetti chiamava il lotto "tassa sugli imbecilli"...
4. Il gratta e vinci
Al primo posto nella classifica di tutte le ludopatie, il gratta e vinci dà secondo lo Stato una possibilità di vincita di circa 1 su 3. E le cifre sono vere: secondo le stime pubblicate su "Il salvagente", su 30 milioni di biglietti stampati 11 milioni sono vincenti. Di questi, però (e già qui andiamo nell'occulto), circa il 90% ripagano il giocatore per la stessa cifra che ha giocato. Provate a grattare un biglietto da 2 euro, vincere 2 euro e tornare dal tabaccaio a riscuotere. Vi chiederà: "Ne vuole un altro?". E se gli rispondete: "No, mi dia i 2 euro" vi guarderà come se foste un canguro a rotelle.
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| Mo' guarda te she mi doveva capitare un marshupiale zingolato proprio nel mio locale, shòrbole! |
Questo perché, nella quasi totalità dei casi, chi vince ci riprova, il che significa che quei 10 milioni di biglietti vincenti (o, meglio, pareggianti) vanno esclusi dal conteggio. Dunque: su 20 milioni di biglietti stampati, più o meno uno è vincente. Vale a dire (semplificando parecchio) che la vostra probabilità di ottenere almeno un minimo guadagno gravita attorno al 5%.
5. Il poker
Se vogliamo fare un giochino divertente e fingere di considerare il poker un puro gioco d'azzardo, allora l'unico modo che abbiamo è quello di prendere due scimmie urlatrici e di metterle a sedere a un Sit'n'go heads-up dopo aver loro insegnato quantomeno le regole del gioco. Ciò che sanno fare è solo andare all-in e girare le carte, dunque la loro percentuale di vittoria è del 50%. Dato, però, che il banco di solito si prende il 10% di commissione, la probabilità cala al 45%. Con possibilità di crescita qualora le scimmie imparassero il sistema della rakeback.
Risultato...
Ora, per onestà estrema, è giusto dire che questi calcoli non potranno mai essere accuratissimi. Per esempio va considerato che all'interno del 5% del gratta e vinci ci sono premi di varia entità (compreso uno 0,00005% di "svoltare") che sicuramente alzano un pochino l'EV. Ma noi non stiamo scrivendo una tesi di laurea in matematica, dunque l'unico insegnamento che apprendiamo da tutto questo è che ci sono giochi d'azzardo che convengono davvero tanto (a patto, ovviamente, che non siate il tizio che sta giocando).
Per questo motivo, io e traxxer ci siamo riuniti e abbiamo deciso di dare seguito a un'idea che il mio socio aveva avuto mesi fa. Riapriremo in nuova gestione quel Casinò, ma lo faremo utilizzando solo i giochi che ci garbano di più.
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| Vi toglieremo pure le mutan... cioè, vi accogliamo a braccia aperte! |
Accorrete, dunque, numerosi! Centinaia di slot machine e videopoker vi attendono all'ingresso, pronte a tintinnare le loro luccicanti promesse di ricchezza. Se la vostra bis-nonna vi ha sparato una cinquina secca in piena fase R.E.M., troverete un enorme botteghino entro cui giocare i vostri numeri del lotto. E non dimentichiamoci del piatto forte del locale: una valanga di tagliandini da grattare, sperando che il vostro irresistibile prurito vi consenta di cambiare vita. Non troverete, invece, la roulette. E nemmeno il punto banco. Sono giochi inutili, e poi ci fanno vincere poco e troppo lentamente.
Quanto al poker, avevamo inizialmente pensato di organizzare dei tornei e ammettervi soltanto a condizione che dimostriate (tramite un apposito test) di possedere il quoziente intellettivo di una cernia cotta al vapore. Il nostro guadagno non sarebbe cambiato, ma di gente che vince perché se lo merita, noi, nel nostro casinò, non ne vogliamo. Alla fine, in ogni caso, abbiamo deciso che il poker non lo proporremo: anche travestito da gioco d'azzardo, non sembra poi 'sto grande affare...
by n10juan



