Editoriale - Un sabato, a cena, con gli amici...
Mega-Birrata 2013 di PokerStrategy.com: ecco la lista delle 10 cose di questa magnifica serata che porteremo per sempre nel cuore. E spunta un video incredibile che ne documenta le conseguenze...
Sono passati solo sette giorni dalla serata che ha visto tanti utenti della Community italiana di PokerStrategy.com radunarsi a Bologna per una mega-birrata in compagnia. Eppure mi sembra che sia passato un secolo. È stato un momento veramente fantastico, lo dico subito. Meglio di qualsiasi previsione.
Ma per evitare di chiacchierarci troppo su, abbiamo deciso (assieme a traxxer) di elencare le 10 cose di questa serata che ricorderemo per sempre. Cinque a testa: quelle dispari sono le sue, quelle pari sono le mie. E poi, alla fine, c'è anche un video dell'evento. Sono cinque minuti, niente di particolarmente impegnativo, ma rende più o meno l'idea di ciò che è successo.
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| Fantastici! |
Così, anche chi non è potuto venire, potrà respirare almeno un po' di quella magnifica atmosfera...
1. JAMA1969 e yyyuri
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| La camera di Jama e Yuri 20 minuti dopo il loro arrivo in albergo |
Arriviamo alle 19 al locale e cominciano a diffondersi pericolose leggende sulla sorte di jama1969 e yyyuri, in giro a combinar danni da ora di pranzo.
"Ma Jama e yyyuri arrivano?"
"Sì, dovrebbero arrivare alle 20:30"
"Li ho sentiti, erano in sessione"
"Che tipo di sessione?"
"Sessione… insomma, quella sessione, suvvia!"
"Dici che ritrovano la strada?"
"Possibile, speriamo bene"
"Vengono soli?"
"Loro e il fantasma di Bob Marley"
Alla fine sono arrivati. Con gran sollievo dell'albergatore.
2. Il kebab vi ucciderà tutti
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| Il kebab di CopiaIncolla |
Quando tommak ha tirato fuori l'idea di buttarci su un kebab pre-cena aggiungendo la classica frase "vi porto io in un posto che conosco", l'immagine è subito andata a tutti i kebab che ho mangiato in vita mia. Buonissimi, per carità, e non me ne frega proprio niente se su Facebook girano ogni giorno notizie che raccontano di turchi che nella piadina arrotolata infilano code di topo, lingue di pterodattilo o polpacci di nonno morto da poco. È piuttosto che non sono mai riuscito a finirne uno. "Ho fame", ho pensato. "Che sia la volta buona?".
La dura realtà mi torna addosso quando il buon tommak chiede cinque kebab "XXL". Lì avrei dovuto iniziare a sospettare, ma non ne ho avuto il tempo. Un istante dopo, fra le mie mani arrivava un calzone di trentacinque metri quadri, ripieno di dodici chili di carne, patatine, cipolla, pomodori, verdura e salsine assortite. Domando subito al turco in grembiule: "Avete anche un libretto di istruzioni?".
L'ultima cosa che sento, mentre tento di trovare un modo di tenere il kebab fra le mani senza fare qualche vittima fra i passanti, è il mitico coach copiaincolla che s'avvicina al bancone e con la naturalezza di Briatore al golf club fa: "Nel mio ci metta solo carne, nient'altro". Il turco sparisce bestemmiando (il kebab di sola carne passa da un costo di produzione di mezzo euro a uno di €12) e torna con una scimitarra. Temo sia per affettare copiaincolla, ma la realtà è che per riempire un kebab da 35 mq di sola carne devi macellare la fauna di 70 ettari di Appennino Tosco-Emiliano.
Alla fine, però, l'unica vera vittima è stata la mia camicia. La serata non era ancora cominciata ed ero già sporco come il Mago Oronzo alla Sagra della Paranza. Ke bab (che sono)...
3. La catena di montaggio
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| Il mezzo di trasporto con cui viaggiano solitamente karitao e Ariosto90 |
Ero volato da Gibilterra con tutto l'occorrente per fare una quarantina di kit da distribuire in giro. Qualcosa come 17 chili di gadget. Arrivati a destinazione l'angoscia mi prende, perché mi rendo conto che per assemblarli ci vorranno secoli. Tranne che…
Tranne che non arrivino d'improvviso ariosto90 e karitao e comincino a darmi una mano con un'organizzazione che manco i premi Nobel. In dieci minuti hanno montato:
- 40 kit
- Quattro Fiat Bravo
- Un film di Spike Lee
Poi, purtroppo, siamo passati allo striscione, che avevamo progettato di appendere a una trave.
Tentativo 1: karitao fissa il lembo sinistro con lo scotch, scende dalla sedia e lo striscione gli cade in testa.
Tentativo 2: ariosto90 prova a fissare lo striscione a destra con l'intero rotolo, che ricade miseramente.
Tentativo 3: arriva tommak che sale con piglio deciso sul tavolo e rischia di ribaltarlo partendo a fionda verso Rapallo.
Alla fine il mistero è stato risolto: la trave di legno era di polistirolo.
4. Il poker attecchisce ovunque
La cosa è andata più o meno così:
n10juan: allora ti vengo a prendere a Malpensa e andiamo alla stazione. Mi faccio dare un passaggio da qualcuno, così non lascio la macchina un giorno nel parcheggio.
traxxer: ok, ma quanti siamo? C'è anche aquilaverde con me.
n10juan: ah, cavolo, con iriec siamo 5. Ci staremo, con le valigie?
traxxer: ma sì, figurati... aquilaverde è sardo. Sarà alto mezzo metro. Lo mettiamo nel cruscotto e il valigione coi kit lo teniamo nel sedile posteriore.
Quando mi presento all'aeroporto, scorgo effettivamente sbucare un uomo adulto e un nano. Da lontano, senza occhiali, non vedo granché e mi sembra tutto ok. Ma quando mi avvicino scopro che il nano, fra i due, è traxxer. Che è comunque 1.80, ma paga edge nei confronti del pivot della nazionale sarda di pallacanestro.
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| Non ditemi che non sono la stessa persona! |
Poi, però, durante il viaggio, conosco meglio quest'uomo stratosferico che è aquilaverde. E capisco che il poker, nella sua bellezza infinita almeno quanto la sua follia, arriva davvero ovunque. Anche in un paesino sardo di 750 abitanti, dove non c'è praticamente niente, dove la gente è abituata a vivere a contatto con la madre terra e i ragazzi cavalcano e devono imparare presto a sgozzare a mani nude l'agnello al quale s'erano affezionati.
In un posto così, per quanto meraviglioso sia, non ti aspetteresti mai che la spora del poker possa attecchire. Eppure accade. Un ragazzone di due metri, che per mestiere salva foreste e persone (e chissà quanto lavoro avrà avuto in questi tristi giorni), torna a casa da moglie e figlia e ha la voglia di sedersi al tavolo virtuale. Gioca MTT, e vince pure, perché da nessuna parte è scritto che se hai due mani forti e sapienti tu non possa avere anche un testone vincente.
Sei un grande, Marco, lo dico davvero.
5. La faccia del proprietario del Lord Lister
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| Ripigliati, eddai... Elabora! |
Il simpaticissimo proprietario del Lord Lister, mio conterroneo, era contento di ospitare un raduno di pokeristi e ci teneva a rassicurarmi che "Anche lui giocava a poker". Lo sguardo era della serie "Bravi ragazzi, ci si diverte, ci si gioca qualche euro e chi perde paga la pizza, come mi piacciono 'ste cose tra amiciiiiiiiiii".
Incautamente, però, è uscito fuori dal locale proprio mentre coach alessandroa raccontava i dettagli di quando enricofox ha disossato il vincitore del NoS.
"Sì, in pratica è andato subito sopra di tremila, tipo in dieci minuti"
Faccia del proprietario: tranquilla. Pensava fossero chips.
"Poi ha perso ed è tornato di nuovo sotto duemila, ma comunque più dei soldi iniziali".
Faccia del proprietario: turbata. No, vabbè, ho sentito male, non saranno soldi.
"Alla fine è volato via, gli ha portato via novemila euro in poche ore".
Faccia del proprietario: ve la faremo sapere appena recupera la mandibola.
6. A chi dare del tu?
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| "Che ne pensi di Garibaldi, Gigino?" "Mah, Aldo... che vuoi che ti dica... poteva anche fare meglio..." |
Quando s'andava in gita con la scuola le gerarchie erano piuttosto ovvie. Per quanto stessimo tutti mangiando un panino sulla panchina, sbriciolandolo sul bavero, il professore restava il professore. E l'alunno doveva portargli il massimo del rispetto.
Quello che mi ha stupito è quanto, invece, questa serata abbia sovvertito il naturale ordine di tutto questo. Ho conosciuto gente che nel proprio campo è quasi al livello dei guru. Gente come alessandroa, per dire il primo che mi viene in mente (e dunque non s'offendano gli altri coach), ha le skill, l'esperienza e il curriculum per campare di prepotenza. Ma non lo fa.
Anzi, si siede accanto a me, mi sorride, mi fa i complimenti per le newsbox. Parliamo di poker come se niente fosse, dandoci del tu. Come uno scolaro e un professore che discorrono apertamente di storia o geografia.
Gente come bellavec, che oltre che un ottimo giocatore è un fisico, potrebbe guardarti dall'alto in basso ma non lo fa. È gente che ha mantenuto l'animo intatto e incorrotto del ragazzino che ha sempre voglia d'imparare. Da tutti. E non è facile essere così. Non lo è per niente, credetemi.
7. La partita di briscola chiamata
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| Noi a novant'anni... |
Mal me ne è incolto. A un certo punto, in preda al mio classico cazzeggio multiplo, ho esclamato "Vabbè, a poker senza chips non si può giocare, famo a briscola chiamata". Purtroppo per me la voce è stata captata a dieci metri di distanza da copiaincolla: "Waaaaa, briscola chiamata, bell, giochiamo!".
Dopo tre minuti erano seduti al tavolo lui, napomdr, n10juan e non-ricordo-chi-altro. Dopo cinque minuti girava voce che si fossero messi d'accordo per entrare in un losco circuito di tressette col morto in una bisca di Belluno con l'intenzione di shippare i massimi. Quando metti delle carte in mano a un pokerista, deve giocare: è più forte di lui.
Nota bene: meno male che non ho proposto di saltare giù dalla Torre degli Asinelli (o torre dei donk, iriec dixit).
8. Lo stuntman del regionale delle 19.15
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| Traxxer prende il treno delle 19.15 |
Conosco traxxer da diversi anni e obiettivamente non mi è mai sembrato un centometrista. Ma non avendo finora viaggiato in treno con lui non avevo mai notato una sua particolarità che credo farebbe le fortune di qualche studioso di psicanalisi. Il nostro boss, infatti, non ama prendere i treni convenzionalmente.
Noi, bestie qualunque, ci limitiamo a salire sul vagone trascinando la valigia, cercare il posto e lì sistemarci. Lui no. Lui il treno lo prende solo volando. A Bologna (dove - ricordatelo - il binario 16 è a 33 km dall'ingresso della stazione) eravamo effettivamente un tantino in ritardo. Ma che motivo c'era, a Milano Porta Garibaldi, di dire "Scusate, cerco un attimo una toilette" e poi di sbucare da un angolo occulto della stazione, in versione Usain Bolt, col treno ormai in movimento?
La toilette c'era anche sul treno. Ma se a lui piace prenderlo così...
9. L'arrivo di LoryB
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| L'ingresso di LoryB al pub |
Il nostro coach loryb ha optato per un'entrata discreta, di basso profilo. Prima di lui sono arrivati:
- La banda comunale di samba di Maracaibo
- La nazionale svedese di volley
- La popolazione femminile dell'Estonia
- Gigi Marzullo
- Un gruppo di rasta giamaicani, prontamente sequestrati da jama1969 e yyyuri
Poi è arrivato lui, che ha trascorso con nonchalance una serata monotona. Esempio.
Ore 22:00 – Passa loryb con una tipa.
Ore 22:15 – Passa loryb con una tipa. Diversa da quella di prima.
Ore 22:30 – Passa loryb con una terza tipa.
Ore 22:45 – Passa correndo loryb inseguito da tredici tipe.
Ore 23:00 – loryb esce dal locale, dal palazzo di fronte si affacciano 22 tipe urlando "EGOISTE!".
Ore 23:15 – Passa loryb senza tipe. Posa sul tavolo il Miracle Blade insanguinato e riesce finalmente a farsi una birra in santa pace.
Ma come runna?
10. Quell'atmosfera impagabile
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| Il tramonto del guerriero |
La musica è finita, gli amici se ne vanno... Quante storie vi ricordate abbiano avuto termine in questo modo? Sono le quattro di domenica pomeriggio. Ormai la birrata è un ricordo: l'input successivo è di ricordarsi di stampare i biglietti per prendere il treno delle cinque. Pian piano il gruppo si sfalda e tutti tornano a casa. Rimaniamo in sei, un po' intontiti, a casa di elforic.
C'è quell'atmosfera incredibile di quando la festa è finita e restano gli avanzi da pulire. La quiete dopo la tempesta. Un'appagata malinconia ti scorre nelle vene. E poi ci siamo noi. C'è quasi tutto il team editoriale di PokerStrategy.com lì dentro. Si chiacchiera, si ride. robbybazza acchiappa la chitarra e mi regala due note di De Andre'. Mentre qualcuno canta le parole di un grande poeta, mi accorgo stranamente di essere fra amici.
Fino a 18 ore prima non sapevamo nemmeno le nostre facce, ma in fondo è come se ci conoscessimo da anni. Paradossalmente, è stato quello il momento più bello in assoluto. C'era quella calma liquida e stanca, quella luce sazia e svogliata, quell'ineffabile magia che non è semplice da raccontare. Trafitti da un raggio di sole, direbbe Quasimodo, nella grigia serata bolognese.
È stato un bel momento. Uno di quelli che non dimenticherò.
by n10juan (e traxxer)










