Aggiornato il 28 Feb 26 da

Ecco come Stu Ungar contava le carte

Lo rivela "nonno" Sexton, grande amico del campione, il quale spiega il geniale metodo grazie al quale la leggenda di New York è diventata l'incubo di tutti i casinò d'America.

Stu Ungar
Un grande genio del poker

Se nel gioco del calcio Diego Maradona è generalmente indicato come il più grande campione d'ogni tempo, nel poker lo stesso onore è quasi universalmente riconosciuto al leggendario Stu Ungar, l'uomo che - per la propria abilità - era stato bannato dalle partite di gin e dai tavoli di blackjack di mezza America.

Ma come faceva questa mente straordinaria ad aver ragione di un gioco - il blackjack - in cui la matematica condanna senza appelli il giocatore in favore del banco?

A spiegarlo è Mike Sexton, che - forte della grande amicizia con Ungar - racconta ciò che ha visto coi propri occhi. Compreso il metodo che il prodigio del poker utilizzava per essere così infallibile nel conto delle carte.

Il racconto di nonno Mike

Mike Sexton
Come racconta lui...

"Stu è stato il più forte giocatore, e lo sarebbe anche oggi, soprattutto grazie alla sua memoria fotografica prodigiosa. Nei casinò non lo facevano giocare, quindi doveva arrangiarsi nei bar e nei coffee shop".

Come quello di Bob Stupak, dove un giorno Stu chiede a Mike di accompagnarlo per poter giocare. "Non appena Stupak l'ha visto, ha cominciato a ingiallire dalla paura, tanto che Stu gli ha dovuto promettere che avrebbe puntato non più di due chips alla volta".

Anche così, però, l'esperto Stupak non accetta di farlo giocare. Gli propone, invece, una sfida, scommettendo $10.000 che Ungar non sarebbe stato in grado di indovinare l'ultima carta di un mazzo da 52.

"Stupak cominciò a girare le carte rapidamente, finché arrivò all'ultima. E Stu disse senza indugi che era un dieci di quadri. Quando Stupak girò il dieci di quadri diventò pazzo, e rinnovò la promessa che non lo avrebbe mai fatto giocare a blackjack nel suo locale".

Ma come faceva a ricordare 52 carte con tanta facilità? "Mi confidò di avere un metodo facile facile: lui assegnava un punteggio a ogni carta, a partire dall'asso di cuori - che valeva 1 - fino a giungere al kappa di picche, che quindi valeva 52".

Al campione a questo punto non serviva altro che sapere il totale delle 52 carte, ovvero 1378. E, una volta sommato 1340 sul mazzo di Stupak, pensare a quale carta avesse valore 38, ovvero il . Facile? Provate...

by n10juan