La legge proibizionista danese sul poker verrà rivista in sede giudiziaria.
Dunque dopo cinque mesi notizie positive, cinque mesi di preoccupazioni in merito al futuro del poker in questa splendida nazione.
La legge proibizionista danese verrà rivista in sede giudiziaria. Una bella notizia finalmente per gli appassionati di poker in Danimarca. La corte suprema danese aveva infatti deciso di proibire l'organizzazione di tornei di poker, ritenuto gioco d'azzardo, da tutti i club sul suolo danese.
Dunque un sospiro di sollievo dopo cinque mesi notizie positive, cinque mesi di
preoccupazioni in merito al futuro del poker in questa splendida nazione. Il secondo più importante organo legislativo in Danimarca, il Landsretten, aveva deciso di votare contro la legalizzazione e ora, dopo il ricorso in appello di Frederik Hostrup e della Federazione Danese di Poker, la corte suprema è pronta a ridiscutere la legge e prendere una decisione definitiva. Con la riapertura del caso presso la corte suprema, è tornata in vigore la legge precedente - almeno fino a che non sarà emesso un verdetto definitivo - che permette ai club privati di organizzare tornei.
Si riaccendono intanto le polemiche sulla politica a stelle e strisce in materia di gioco online. Questa volta a montare il caso è stato un giornalista del Michigan Messenger, Ed Brayton, che ha citato lo United States Trade Representative (USTR) di fronte alla corte distrettuale del District of Columbia. Oggetto del contenzioso la decisione dell'USTR di non divulgare i dettagli degli accordi siglati lo scorso dicembre con sette membri del WTO, tra cui anche l'Unione Europea. Tali accordi si sono resi necessari ai sensi dell'art. XXI del GATS: gli USA hanno infatti escluso il gioco e le scommesse online dall'ambito degli impegni assunti di fronte al WTO, e hanno dovuto negoziare una compensazione con gli stati lesi.
Come dimostra la storia, il proibizionismo è un vicolo cieco. Il passato del proibizionismo è costellato di insuccessi. Poco più di 70 anni fa, il 5 dicembre 1933, i civilissimi Stati Uniti decretavano la fine immediata del proibizionismo. Vogliamo commettere gli stessi errori con il poker?