Aggiornato il 28 Feb 26 da

Sklansky: "Cepheus batterebbe anche me, ma..."

Il grande matematico e pokerista americano sul computer che punta a rivoluzionare il poker: "È vero, se giocassimo contro vincerebbe lui. Ma io faccio più soldi, e vi spiego il perché..."

David Sklansky
David Sklansky

Lui è David Sklansky, matematico americano che ha sposato la causa del poker, tanto da dedicargli 13 libri didattici, fra cui "Theory of poker", uno dei pilastri della letteratura di settore.

L'altro è Cèpheus, il supercomputer creato dai ricercatori dell'Università dell'Alberta, in Canada. La mente sintetica applicata al poker che riesce a immaginare 24 triliardi di mani al secondo, imparando dai propri errori e proponendosi come "imbattibile", parola usata dai suoi stessi programmatori (potete giocare anche subito contro Cèpheus grazie al link della Newsbox).

Dopo aver contemplato tanti poker-robot fallire e finire nel dimenticatoio, Cèpheus sembra sulla strada giusta per rivoluzionare il rapporto tra il poker e l'intelligenza artificiale, cosa che porta a tutta una serie di considerazioni, alcune delle quali anche molto negative.

A buttare acqua sul fuoco è proprio Sklansky, che inizia dando credito al supercomputer, ma poi lo mette in riga per bene: "Se giocassimo contro, io e Cepheus, sul lungo periodo potrebbe vincere anche contro di me. E anche se incontra un cattivo giocatore vincerà, ma il punto è che non vincerà mai così in fretta come potrebbe farlo un umano".

Michael Bowling
Michael Bowling, uno degli sviluppatori di Cepheus

Secondo il matematico americano, infatti, i veri soldi - nel poker - si fanno soprattutto quando al tuo tavolo siede un giocatore palesemente inferiore rispetto a te, e a quel punto la bravura del pokerista sta nel massimizzare il profitto adattando la propria strategia al fish.

Una mente artificiale, invece, punterebbe a giocare il poker migliore possibile, ma in questo modo limiterebbe le proprie vincite anziché maggiorarle, perché la bravura del campione è proprio quella di saper cogliere il modo più efficace per demolire l'avversario, anche se quest'ultimo sembra talvolta licenzioso didatticamente.

Un punto di vista interessante, soprattutto perché proviene da uno dei più grandi teorici del poker in assoluto. Del resto, il suo più celebre aforisma recita: "Nel poker il vostro obiettivo dev'essere uno soltanto: fare un sacco di soldi!".