L'uomo che vive in simbiosi col poker
La CNN punta i riflettori su Faraz Jaka, il giocatore che ha scelto di sentire l'esperienza pokeristica fino in fondo, senza tornare mai a casa. "Cerco di liberarmi dalla mania dell'attaccamento alle cose".
Il guru del poker

Fra le tante bestie che popolano i tavoli da poker, c'è un signore silenzioso e gentile che negli ultimi anni sta facendo scelte difficili da comprendere, eppure semplicissime da ammirare.
Si chiama Faraz Jaka, e solo pochi mesi fa si rinchiudeva in un monastero scegliendo di stare in silenzio per dieci giorni, che lui ha definito il periodo più bello della sua vita. Si capiva che la profondità di questo giocatore-imprenditore fosse quantomeno differente da quella dei suoi colleghi, e adesso sembrano essersene accorti anche i media.
Come la CNN, che gli ha dedicato un servizio destinato a essere certamente un bene per il mondo del poker. Da qualche tempo, infatti, Faraz ha scelto di non avere più una casa. Gioca i tornei di poker e, semplicemente, si trasferisce ogni volta nella località che li ospita, portando con sé soltanto due piccoli zaini, ma lui giura di poter fare anche di meglio.
"Mi sto liberando di tutti gli oggetti che sembravano indispensabili e invece non lo sono. Viaggio dopo viaggio la mia borsa è più leggera, ma questo, anziché peggiorare le cose, le migliora".
Riuscite a pensare all'idea di non avere una città, una casa in cui tornare? Di poter essere totalmente liberi, vivendo così l'esperienza pokeristica fino in fondo? "Nel 2014 ho giocato 102 tornei di poker, visitando 47 città di 13 paesi diversi e prendendo in tutto 52 aerei". In pratica, uno a settimana. E i risultati si vedono, eccome, dato che nell'anno appena passato ha fatturato oltre mezzo milione di dollari, grazie al quale ha quasi raggiunto la cifra di 5 milioni vinti live.
Dite che questo servizio ispirerà altre persone a fare lo stesso?
Pillole al gusto di poker
E ieri...
Una spy story incredibile ha sconvolto il mondo del poker: hai visto che roba?

Un mese fa, al Bellagio, il WPT Alpha 8 vantava una sorta di record, con 55 iscritti e un prizepool di quasi 6 milioni. Oggi, a distanza di soli trenta giorni, questa fondamentale tappa del World Poker Tour fa registrare un crollo assoluto, tanto che al tavolo si sono trovati solamente in 6, buoni per un Sit'n'Go ricchissimo, con un buy-in da $100.000. Al Seminole Hard Rock ha vinto, infine, Noah Schwartz, che ha battuto Jake Schindler, Dan Colman, Jason Mercier, Byron Kaverman e Bryn Kenney. Atmosfera intima...
Una bella novità potrebbe essere presto rappresentata dallo stato confederato del Nebraska, nella zona centrale degli Stati Uniti. Il quale potrebbe aprirsi addirittura al poker live, pratica che negli USA è considerata un crimine pesante. Il senatore del Nebraska, Tyson Larson, è un estimatore del poker, e ha chiaramente definito i suoi contorni di gioco di abilità. "Nel poker puoi avere la mano peggiore, ma uscirne comunque vincente. La matematica è lì, le statistiche sono lì: il poker è ovviamente un gioco di abilità e non d'azzardo". Il disegno di legge è stato presentato: se verrà accettato, il Nebraska andrebbe in pole position nell'apertura al poker. Del resto, la città più grande si chiama Omaha...