Aggiornato il 24 Lug 26 da

La confusione

Bertol1 lascia libero sfogo ai suoi pensieri sulla confusione e la matematica nel poker, nonché in altri aspetti della vita quotidiana.

La confusione, ovvero... dare i numeri. La matematica nel Poker ha una certa valenza, chiunque non se ne sia reso conto prima, leggendo gli articoli di PokerStrategy si troverà di fronte a concetti di outs più o meno svalutati, pot odds, rilanci x3 o x4, entità della puntata (potsize o 1/2 piatto, 2/3), rapporto del nostro stack con quello degli avversari, con il limite e con il piatto, equity finale e fold equity, valore atteso di vincita, ecc.

Il problema nel trattare i numeri è che possono essere rigirati a piacimento, soprattutto se si tratta di percentuali. Si dice: la matematica non è un'opinione, ma spesso non è così, ce lo dimostrano illustri analisti dello Stato Italiano che hanno strombazzato per mesi sul presunto "tesoretto" derivante dai conti pubblici, mentre è bastato rifare i conti per rendersi conto che, non solo non esisteva nessun tesoro ma addirittura, il deficit era aumentato.

Come diceva Dolly Brunson: ai tavoli dobbiamo prendere in 5 secondi delle decisioni che per spiegarle richiederebbero 200 pagine. Il neofita del Poker si trova inoltre ad aggiungere, alla difficoltà dei vari calcoli, le interpretazioni opposte che vengono date da Tizio e da Caio, aggiungendo ancora Sempronio che dà ragione a uno dei primi due... dicendo un'altra cosa.

La cosa basilare per non cadere in confusione, secondo me, è puntare l'attenzione sulla logica, sull'ovvietà delle situazioni, prima che sulla precisione del calcolo. Tutti i calcoli, i moduli, gli algoritmi sviluppati nel tempo dagli esperti servono solo a dare una spiegazione precisa ed affidabile a quello che la logica, l'evidenza di ciò che vediamo già dimostra. D'altra parte il Poker si gioca da molto prima che qualcuno cominciasse a scrivere libri sull'argomento. Mi spiego meglio, se al flop abbiamo 4/5 di scala a incastro, è evidente che la probabilità di centrare la carta che ci serve è scarsa e, anche se non sapessimo che abbiamo bisogno di pot odds pari a 11:1 perchè il nostro call sia proficuo, dobbiamo passare di fronte ad una puntata sostanziosa. Allo stesso modo, se abbiamo una pocket pair KK risulta evidente che è una delle migliori mani di partenza, a prescindere da qualsiasi calcolo astruso che altri possano fare.

Autore: Bertol1