Ciao!
Posso condividere la mia esperienza, visto che è un caso abbastanza particolare. Mi sono laureato in Fisica alla triennale in corso, 110L, e ho iniziato la specialistica di fisica teorica. Dopo un anno ho finito gli esami e ho iniziato a scrivere la tesi.
La passione che mi aveva sempre motivato, e che era il motivo principale per cui mi sono spaccato la schiena a studiare come un vero nerd, andava però scemando.
Le prospettive erano quelle di ottenere un dottorato da qualche parte, per poi cercare di diventare ricercatore --> associato --> ordinario --> nobel. La scalata pare, a mio modo di vedere, davvero faticosa. Un ricercatore guadagna davvero poco se paragonato all'enorme quantità di studi e competenze che deve avere, non ha stabilità e un associato con meno di 40 anni viene considerato un fenomeno, in Italia.
Per questo motivo, oltre all'interesse sempre minore in equazioni tensoriali e simulazioni numeriche (e notare che lo stesso discorso si può fare per chiunque studi roba poco applicabile al mondo del lavoro), quando ho avuto la possibilità di fare un colloquio per PokerStrategy.com l'ho presa al volo, sono stato assunto e ho lasciato la tesi e la specialistica a metà.
Oggi, a distanza di quasi tre anni sono incredibilmente contento della mia scelta. Il mio lavoro mi realizza, mi dà stabilità e indipendenza, "fa curriculum" e mi ha aperto mille altre strade rispetto a quelle che mi ha aperto la fisica.
Credo che la laurea triennale sia un buon "lasciapassare", nei colloqui di lavoro, perché chi presenta solo un diploma viene spesso posto in secondo piano. Da lì in poi, io non mi farei condizionare troppo dalla risonanza dei titoli superiori e seguirei soprattutto quello che veramente si ha voglia di fare nella vita.
Ciao ciao
Emilio