Intervista a Giada Fang: "Così si sconfigge il tilt"
Abbiamo contattato la bella grinder di origini asiatiche, che assieme allo Strategista "Marcellus88" ha tradotto in italiano il libro "The Mental Game of Poker". Un must per risolvere i leak mentali!

Nel poker, lo sappiamo molto bene, non bastano l'esperienza e la conoscenza. La bellezza di questo gioco risiede anche nella grande forza mentale che richiede, paragonabile per certi versi a quella di sport ritenuti più nobili come ad esempio gli scacchi.
Generalmente si dice che la freddezza e la capacità di reagire al tilt siano doti innate, ma questo è vero solo in minima parte. In realtà esistono alcuni testi (molti li trovate anche nella nostra rassegna) che insegnano come allenare la propria forza mentale applicata al poker, riuscendo così a trarre il meglio dalla propria bravura al tavolo.
Uno dei più importanti in assoluto ci riguarda molto da vicino, in quanto è stato scritto dal noto coach di gioco mentale, jaredtendler, e dal nostro mitico editorialista barrycarter. Si chiama "The Mental Game of Poker" ed è un libro pensato appositamente per eliminare i leak mentali che come un silenzioso virus distruggono il nostro gioco dall'interno, molto spesso in maniera inconscia.
Unica pecca del libro? È solo in inglese. O meglio: ERA, solo in inglese. Da pochi giorni, infatti, è disponibile anche in italiano, grazie all'opera di traduzione curata a quattro mani dal nostro Marcello marcellus88 Papa e dall'affascinante giocatrice italo-franco-cinese Giada Fang.
Abbiamo contattato proprio lei affinché ci raccontasse tutto su "The Mental Game of Poker" e sulla sua nuovissima localizzazione nella lingua di Dante.
PokerStrategy.com: Com'è nata l'idea di tradurre a quattro mani e perché avete scelto questo testo?
Giada Fang: La prima traduzione del libro l'ha fatta marcellus88. Jared mi ha contattato perché aveva bisogno di un copyeditor. Tuttavia, iniziando la lettura della versione italiana mi sono accorta che andava un po' revisionata, non tanto sul piano grammaticale o sintattico, quanto sulla resa dei contenuti e dei concetti che spesso sono difficili da tradurre, specie quando si parla di materie complesse come poker o psicologia. Per cui ho fatto una revisione e in seguito ci siamo messi a quattro mani per controllare e ricontrollare l'ultima stesura.
"Controllare la mente tutela la nostra edge"

PokerStrategy.com: Perché il Mental Game può essere utile, e a chi?
Giada Fang: Il mental game è utile in qualsiasi campo in cui la competizione fa sentire il suo peso, ed è utile soprattutto a chi soffre per questo peso, consciamente o inconsciamente. Questo è vero in tutti gli sport o gli ambienti di lavoro, così come nel poker.
Sappiamo tutti che il poker è un gioco di piccoli vantaggi (edge) che riusciamo ad avere sugli avversari, e sappiamo che questa edge si sta assottigliando se non addirittura sta scomparendo ultimamente, almeno tra i regular.
Questo vuol dire che le vincite attese dei giocatori diminuiscono, per cui sono più in balia della varianza e quando c'è di mezzo la varianza serve un ferreo controllo del proprio mental game per non commettere errori dovuti al tilt, alla sicurezza di sé, alla mancanza o all'eccessiva motivazione, ecc.
PokerStrategy.com: Qual è la più grande difficoltà in traduzioni come questa?
Giada Fang: È stato molto difficile trovare un equilibrio fra tecnicismi e necessità del grande pubblico, semplificare i concetti in modo che fossero comprensibili a tutti, ma senza dilungarci troppo da rendere il libro noioso per i professionisti. Inoltre, Jared ha un metodo di scrittura molto colloquiale, perché si rivolge direttamente al lettore come se fosse una chiacchierata a tu per tu, usando frasi bravi e dirette, facili da comprendere.
La lingua italiana purtroppo richiede una sintassi molto più complessa - sarebbe strano vedere un libro italiano composto di tante proposizioni divise da punti fermi, invece di periodi più complessi e completi. La nostra più grande difficoltà è stata mantenere la semplicità e la colloquialità del libro di Jared, ma con una sintassi più elaborata e raffinata, come la lingua italiana richiede.
"Tiltavo e quittavo i tavoli. Jared fu determinante"

PokerStrategy.com: Stando alla tua esperienza, quanto pesa l'aspetto mentale sul gioco?
Giada Fang: L'aspetto mentale del gioco pesa tantissimo nella vita di un giocatore professionista. Quando non abbiamo il controllo del nostro mental game, siamo totalmente in balia della varianza e delle emozioni che essa ci fa provare.
Io conobbi Jared come mental coach e feci delle sedute con lui proprio perché la rabbia e il tilt mi impedivano di giocare al meglio, anzi spesso mi impedivano proprio di giocare. Ero così in balia del tilt che, nei giorni in cui vincevo, abbandonavo i tavoli dopo breve per paura di azzerare quelle vincite; nei giorni in cui perdevo, abbandonavo i tavoli per paura di perdere di più.
Ovviamente un giocatore professionista deve giocare e fare volume, per cui anche il non giocare fa perdere tempo e soldi. All'epoca Jared mi ha aiutato tantissimo nelle nostre sessioni e ora sono davvero felice che, attraverso il suo libro, possa aiutare tanti altri giocatori italiani.
PokerStrategy.com: Hai in programma di tradurre altri testi? Ce n'è uno già nel mirino?
Giada Fang: No, al momento non ho progetti a riguardo. Ovviamente c'è una mezza idea, nei prossimi anni, di andare avanti con gli altri libri di Jared, ma nulla di concreto per ora.
Per ora sono soddisfatta del nostro lavoro, perché questo libro è davvero l'unico del suo genere ed è, secondo me, indispensabile per i giocatori professionisti o semi, ma consigliabile anche agli amatori.
Ognuno di noi ha almeno un problema di mental game, che sia conscio o inconscio, quindi ognuno di noi può trarre benefici dalla lettura de "Il Mental Game del Poker".
PokerStrategy.com: Progetti per il tuo futuro pokeristico?
Giada Fang: Il poker è un lavoro per me, ormai da 5 anni, quindi continuo a giocare le mie ore su PokerStars.it, variando da cashgame a Sit'n'Go, a Spin & Go, a tornei vari. Tuttavia quest'anno parteciperò anche a più tornei live, come almeno 2 EPT e tutti gli IPT. Ho avuto una bellissima carriera online e sono contenta dei miei risultati, ma sogno di arrivare a qualche final table importante, per lasciare il segno anche nel poker live.