Aggiornato il 27 Feb 26 da

L´immagine che si vuole dare di sè al tavolo - Parte 3

Anche se l'immagine al tavolo non è sempre una componente necessaria, è un buon elemento da aggiungere al proprio stile di gioco complessivo, ed imparare in merito a questo aspetto può solo migliorare le proprie capacità di vincere nel lungo periodo.

 

(segue Seconda parte)...In questo contesto la prima regola è che, se
si pianifica di mostrare un'immagine in un tavolo in cui si giocano
molte mani, diviene necessario giocare con giocatori che la capiscano. Non
si può accedere ad un tavolo con un limite basso in cui i giocatori
puntano l'intero loro capitale di gioco su qualsiasi cosa ed attendersi
di guadagnare mostrando loro quante mani si decidono di giocare
.

Il modo migliore di battere gli avversari in una partita con limite
basso è giocare facendo riferimento alle carte e l'immagine al tavolo
diviene un fattore di rilievo quando si gioca facendo riferimento ai
giocatori piuttosto che alle carte.

La seconda regola relativa all'immagine
che si dà di sé ad un tavolo da gioco riguarda il gettar via troppo
denaro su mani "spazzatura". Se si decide di giocare come un
"invasato", lo si può mostrare ai propri avversari, ma non bisogna
esagerare e non bisogna cominciare a giocare in modo indisciplinato. E'
necessario ricordare sempre che dalla disciplina discendono tutte le
altre doti fondamentali che fanno di un giocatore di poker un
professionista. E' molto facile cadere, infatti, in questa trappola.
Giocando da "folle",
perché è questa l'immagine che si è deciso di rimandare agli altri, il
proprio obiettivo dovrebbe essere quello di raggiungere il momento in
cui si mostrano le carte per vedere chi ha vinto in piatti di poco
conto con delle pessime mani e di rilanciare alcune mani svantaggiose
prima del "flop".

La terza e più importante regola è di
giocare sempre poche mani al "flop". Anche se si sta giocando in modo
"folle", si devono effettuare i rilanci prima del "flop"; si deve
cercare solo una buona immagine e lasciare vedere una mano stupida se
il piatto è davvero irrisorio. Tra le diverse immagini di sé, che si
può scegliere e decidere di mostrare al tavolo, se ne possono prendere
in considerazione tre, sottolineando i concetti ed i requisiti
fondamentali per ciascuna di esse. Lo scopo che si sta cercando di
realizzare qui è quello di lasciare che i propri avversari facciano
degli errori basati sul modo in cui si viene percepiti. (Ad esempio, si
cerca di fare in modo che venga messa giù una coppia formata con la
carta più alta sul tavolo quando si sta bluffando con un'immagine al
tavolo di giocatore che gioca poche mani; allo stesso modo, si cerca di
fare in modo che gli altri giocatori vedano la nostra puntata quando si
ha assolutamente la combinazione migliore possibile e si sta giocando
come dei folli). Le tre immagini che si possono prendere in
considerazione sono: Folle; Che gioca poche mani; Instabile
(Imprevedibile).

Come
si è affermato nell'articolo relativo all'imprevedibilità nella
modalità di gioco ed alla capacità di cambiare spesso tale modalità,
quasi tutti i libri parlano di giocatori timidi, curiosi, aggressivi,
super aggressivi, riflessivi. In realtà, il professionista di poker non
appartiene ad una di queste categorie ma appartiene a tutte queste
ultime modulando queste sue capacità "camaleontiche" a seconda del caso
in cui e' coinvolto. Da ciò si può facilmente dedurre che un giocatore che appartiene ad una categoria soltanto sia un giocatore facile da battere.
Ed è purtroppo così. Naturalmente ognuno può imparare a giocare secondo
ciascuna di queste immagini ma, ancora una volta, si sottolinea la necessità di essere abili nel simularle tutte.
In una stessa giornata, si può usare, infatti, tutti e tre i tipi di
immagine al tavolo se il gioco lo richiede e l'immagine al tavolo
andrebbe scelta in base alla situazione del momento in corso al tavolo
(il contesto situazionale).
Ad esempio, si può scegliere la propria immagine per il tavolo
basandosi sul fatto se al tavolo venga privilegiato un gioco con
rilanci frequenti o con poche mani.
1) Tavolo in cui si giocano poche mani- Immagine di Giocatore che gioca poche mani; 2) Tavolo in cui si rilancia spesso- Immagine di giocatore che rilancia spesso.

Ciò può sembrare strano considerando che la maggior parte delle persone
dicono di giocare poche mani in tavoli in cui si rilancia
frequentemente e di rilanciare spesso in tavoli in cui si giocano poche
mani. Questo è vero. Ma si deve ricordare che qui si parla di immagine,
non del modo di giocare. Indipendentemente dall'immagine che scelgo di
mostrare agli avversari, gioco sempre poche mani al "flop", in
qualsiasi caso. Anche quando si sta giocando come se si fosse "folle",
difficilmente si vedrà senza avere la migliore combinazione
realizzabile al momento o un'ottima mano. Occasionalmente quando alla
fine si mostrano le mani per stabilire chi ha vinto si potrà mostrare
di proposito una mano cattiva se complessivamente la posta in gioco è
molto esigua.

La ragione per cui ci si vuole mostrare come dei giocatori che scelgono di giocare poche
mani ad un tavolo in cui si giocano poche mani è dovuta al fatto che la
maggior parte delle volte i giocatori ci daranno una coppia con la
carta più alta sul tavolo. Bisogna essere abili a rubare i bui e a
bluffare quanto si vuole fino a che i giocatori che giocano poche mani
arrivino a pensare che anche l'avversario sia lo stesso tipo di
giocatore. Il motivo per cui si decide di mostrarsi come dei giocatori
che rilanciano spesso ad un tavolo in cui si rilancia spesso è perché
si vuole che gli avversari arrivino a pensare anche che siamo dei
giocatori privi di disciplina. Talvolta, ad un tavolo in cui si
rilancia davvero spesso, tutto ciò che si deve fare è starsene seduti e
si avrà comunque modo di giocare sugli assi coperti. Se gli avversari
passano nelle vostre mani migliori, vedete qualche volta in modo
"stupido" e rilanciate un po' di brutte mani prima del "flop" in modo
che percepiscano che siete lì per giocare e non per prendere il loro
denaro. L'immagine dell´"instabile"
lasciata trapelare al tavolo è la migliore quando si gioca contro
giocatori che sono in grado di fare di un'analisi psicologica
dell'avversario. Gli avversari che prestano la massima attenzione ad
ogni mossa dell'altro, possono essere contrastati con un'unica
immagine, quella dell' imprevedibile, dell'instabile. Questo tipi di
giocatori (instabili/imprevedibili) risultano vincenti sulla lunga
distanza perché il loro gioco non è catalogabile con mani predefinite.
Sanno quando lasciare i "flop" e quando scommettervi contro per il
piatto. Anche se l'immagine al tavolo non è sempre una componente
necessaria, è un buon elemento da aggiungere al proprio stile di gioco
complessivo, ed imparare in merito a questo aspetto può solo migliorare
le proprie capacità di vincere nel lungo periodo.