Aggiornato il 27 Feb 26 da

La segnalazione delle emozioni 3

La paura è una sgradevole sensazione causata dalla percezione di un rischio o pericolo, sia esso un rischio reale o un pericolo immaginato.

 

...(segue Seconda parte) Un altro elemento da osservare accuratamente sono le "mani" dei propri avversari: cosa emerge in merito alle loro mani? Molto spesso, infatti, la maggior parte dei giocatori che ha una faccia da poker quasi perfetta, non ha alcun controllo delle proprie mani. Non solo tremano o le strofinano nervosamente, spesso alcuni giocatori muovono le proprie mani in un modo assolutamente diverso con un certo punto realizzato rispetto a quando non hanno nulla o tentano un bluff.

Relativamente a questo aspetto, bisogna stare molto attenti al tremolio delle mani, dato che la maggior parte delle manifestazioni fisiche di stress e paura portano la maggior parte delle persone a tremare, ma una nutrita schiera di loro trema, al contrario, per l'emozione di aver chiuso il punto. Risulta fondamentale, in questo caso, saper osservare a lungo, con attenzione e discrezione, saper cogliere il segnale e avere poi conferma del suo significato. Ancora più importante è non dare per scontato che se le proprie mani tremano per la paura questo valga incondizionatamente anche per tutti i propri avversari. Per quanto riguarda la possibilità di controllare e gestire tale segnale, sicuramente uno dei più difficili falsi tells (un tell, è, infatti, un modo di comportarsi, un' abitudine, una reazione fisica, che ci da informazioni aggiuntive sulla mano del proprio avversario) che si possono dare è quello di far tremare le mani.

E' veramente molto difficile farsi tremare le mani a comando, ma chiunque può provarci!. Una ulteriore sfida nella sfida! Un ultimo, ma non per questo meno importante elemento, è la "postura globale del corpo". I propri occhi sono una parte della propria faccia; le proprie mani lo sono delle proprie braccia; i propri occhi, mani, braccia e tutto quello che si può vedere stando seduti ad un tavolo da poker sono parte del proprio corpo. Se si vuole controllare le proprie emozioni per non dare facili tells ai propri avversari, è necessario dover essere in grado di tenere sotto controllo il proprio corpo. Ci sono due modi per farlo. Primo: si deve essere consapevoli di quello che si sta facendo al tavolo, il che significa avere anche uno o due amici con i quali potersi confrontare. Sicuramente è anche possibile osservare e "leggere" se stessi, appunto auto-osservarsi, ma risulterà molto più facile farlo avendo un punto di riferimento al riguardo oppure chiedendo la "lettura" che viene fatta di voi e del vostro comportamento emotivo (in grossa parte involontario) ad altre persone.

Una volta che costoro vi abbiano dato qualche informazione relativamente ai vostri possibili tells, può essere proficuo ai fini delle giocate, adottare un approccio olistico, totale. Sarà necessario confrontarsi con le proprie reazioni psicologiche alla paura, allo stress, alla rabbia, all'ansia ed imparare a riconoscerle, in tal modo sarà possibile così gestire le manifestazioni fisiche delle stesse rilassando il proprio corpo integralmente. E' molto più facile, infatti, rilassarsi piuttosto che cercare di rallentare i battiti del proprio cuore o fermare il movimento nervoso dei propri occhi. Alcuni dei più ovvi cambiamenti della postura, basati sulle carte personali, sono il lasciar abbassare le spalle o al contrario sedersi ben diritti. C'è poi il piegarsi in avanti che in genere significa bluffare ed il leggero tirarsi in dietro che indica forza. Ma queste sono comuni reazioni alla paura ed all'ebbrezza, molti giocatori le conoscono e possono quindi rivelarsi falsi tells. Ancora attenzione e concentrazione! Nel corso di questo articolo si è affrontato maggiormente il tema relativo alle manifestazioni e segnalazioni dell'emozione della rabbia e della collera che possono essere osservate ad un tavolo da poker, ma sicuramente non sono gli unici segnali osservabili.

Accanto ad essi vi è la paura, lo stress, l'ansia. Relativamente all'emozione della paura, si è già evidenziato come essa entri a far parte delle cosiddette "emozioni somatiche". Con questa espressione si fa riferimento ad una componente psichica che è indissolubilmente associata alla funzionalità corporea, che non si può esprimere indipendentemente da essa, che corrisponde in termini attuali alla soggettività in quanto espressione dello stato funzionale delle strutture nervose (vedi le basi fisiologiche delle emozioni). La paura, per gli elementi che la caratterizzano e contraddistinguono, in questo contesto, rappresenta un'emozione schiettamente somatica; sin da quando si è neonati si esprime efficacemente il carattere automatico e corporeo delle reazioni di paura e spavento. Anche nell'adulto l'emozione della paura si accompagna ad un sentimento di brivido o di scossa interiore. In caso di panico il polso, il respiro e persino la coscienza possono arrestarsi per qualche attimo. La paura è una sgradevole sensazione causata dalla percezione di un rischio o pericolo, sia esso un rischio reale o un pericolo immaginato. La paura può essere anche descritta come una sensazione di estrema avversione verso alcune condizioni, oggetti, persone o situazioni come: paura dell'altezza, paura dei serpenti, ecc. La psicologia dinamica moderna, fa risalire prevalentemente e considera quale causa principale dell'ansia e della paura una situazione di insicurezza interiore. Tale sentimento o vissuto di insicurezza è oggi considerato un problema più pervasivo, strettamente legato alle variabili di personalità e avente origine sia nelle esperienze dell'infanzia sia nella costituzione genetica del soggetto.

Questo sentimento di insicurezza viene soprattutto esaminato nelle sue manifestazioni relazionali: la persona insicura tende, infatti, a porsi in una situazione di dipendenza, è in difficoltà nell'assumere posizioni affilianti e di responsabilità. A volte può rivolgere la propria insicurezza su di sé, sul proprio corpo o su situazioni esterne che ritiene fonte di pericolo. In questo contesto, termini opposti, come sentimento di sicurezza, autostima, fiducia in se stessi, solidità dell'io, solidità di carattere ecc. hanno sostanzialmente gli stessi significati. Nonostante tutto, per coloro che sono pronti ad affermare: "Io non ho mai paura al tavolo da poker.", lasciate che gli si chieda di immaginare una situazione: dopo il flop voi fate una grossa puntata per un semi-bluff. Non avete chiuso il punto ma avete chiaramente le possibilità di farlo, grandi possibilità di realizzare una grossa mano. Non appena il vostro rilancio arriva al centro del tavolo il giocatore alla vostra sinistra dice: "All-in!"

Cosa si prova? Cosa si sente? Cosa si vive? Comunque la si voglia chiamare questa sensazione che si prova, la si può chiamare paura o disagio, spesso la si percepisce quando si è seduti al tavolo. E quando la si  percepisce si deve anche sapere come gestirla e come comportarsi perché questa sensazione può aiutare il proprio gioco ma anche costare tutte le proprie chips. La si può chiamare come si vuole ma non bisogna avere paura di usarla per vincere...(segue Quarta parte).