Aggiornato il 27 Feb 26 da

Pro, Black Member e (quasi) Elite: AleTilter

La scorsa settimana Alessandro De Fenza, top player di PokerStrategy.com, ha raggiunto l'olimpo dei nostri status. In una coinvolgente intervista, racconta la sua impresa e ripercorre le tappe centrali della sua carriera fino ai vertici del poker online italiano.

Alessandro "AleTilter" De Fenza

PokerStrategy.com: Ciao Ale! A gennaio, quando ti abbiamo intervistato per la prima volta, eri un diamante lucido e splendente. Ora, invece, ti sei messo sulla testa la corona più invidiata della nostra Community: quella di Black Member. Che cosa significa per te questo status?

aletilter: Ciao a tutti! Sì, dal 5 agosto sono entrato ufficialmente a far parte del club più esclusivo di PokerStrategy.com. Era uno dei primi obiettivi che mi ero posto a inizio 2013 e per me rappresenta un autentico onore visto che reputo Strategy la migliore scuola di poker al mondo. Mi sento appagato da questo traguardo: è un prestigioso riconoscimento per tutto il lavoro che ho svolto finora. Conosco parecchi Pro che non hanno intrapreso il mio stesso percorso di crescita con PokerStrategy e mi stanno invidiando in maniera assurda nel vedere quello che si può fare con questo status e i numerosi vantaggi da sfruttare.

PokerStrategy.com: Quali privilegi, riservati ai Black Member, reputi più interessanti?

aletilter: Mi affascina e mi dà molti stimoli il poter avere un confronto diretto con altri top Pro stranieri, uscendo dall'ambiente ristretto del .it. Inoltre, sono un amante dei viaggi e, dal mio punto di vista, l'idea di svagarmi in compagnia di altri colleghi è il massimo, visto che tra l'altro io sono cresciuto completamente da autodidatta. Non ho nessun amico nei dintorni con cui condividere professionalmente quello che faccio. Addirittura molti neppure mi credono! È anche per questo che lo status di Black Member mi carica ancora di più. Inoltre, nei vari viaggi programmati, si provano nuove esperienze, con sport, safari, visite culturali e tanto tanto divertimento. Credo che uscire dal grinding quotidiano, molto spinto e monotono, sia un formidabile incentivo per ritrovare le proprie motivazioni e dare il meglio durante le sessioni.

PokerStrategy.com: Diventare Black Member non è da tutti e, non a caso, tu hai fatto del poker la tua unica professione. Descrivici come organizzi le tue giornate. 

aletilter: Sono un player principalmente notturno e mi sveglio intorno alle 13-14, mai prima delle 12. Faccio pranzo e inizio la sessione pomeridiana intorno alle 15. Dopo le 18 esco e per 4 volte alla settimana vado in palestra. [L'attività fisica è una componente fondamentale. Agli inizi della mia carriera, a causa dello stress nervoso, ho messo su 10 chili in 6 mesi. Adesso, invece, ho ritrovato la piena forma]. Torno a casa per le 23 e gioco fino alle 4 del mattino, a volte con delle "tirate" fino alle 7: il tutto per 7 giorni su 7. In totale sono 6-12 ore di grinding al dì. 

PokerStrategy.com: Wow! Una mole di lavoro così impegnativa esige un mindset di ferro. Quali accorgimenti usi?

aletilter: Tempo fa ho notato che durante le sessioni più lunghe, a partire dalla seconda ora, avevo dei cali di concentrazione con swing importanti, anche di 20 stack al giorno, up and down. Così ho chiesto consigli a uno specialista e ora mi faccio seguire da un Mental Coach. Ogni mezz'ora circa mi metto in pausa per 1-2 minuti. L'importante è staccare un attimo: vado alla finestra, guardo fuori, prendo una boccata d'aria, parlo col vicino. Mi sono accorto che, con questi accorgimenti, quando mi risiedo davanti al monitor ho quasi ripristinato la concentrazione originaria. Inizialmente è stato difficile adattarmi, ma una volta preso il ritmo giusto, ho creato i miei equilibri. È essenziale mantenere gli stessi orari, quando si mangia, si dorme e naturalmente si grinda. Se si incomincia a sballare, diventa tutto più complicato. Ora comunque riesco a gestire bene il lavoro e spesso faccio dei sacrifici. Ad esempio, adesso che sono in vacanza, vedo moltissima gente che alle 10 di sera esce e va a divertirsi. Io invece torno in hotel e gioco. 

PokerStrategy.com: Rendiamo felici gli amanti della tecnologia e dell'informatica. Com'è strutturata la tua postazione di grinding? Quanti tavoli riesci a gestire e quali sono le tue discipline preferite?

aletilter: Ho un notebook top gamma HP, collegato a una tv da 55''. Come software utilizzo Hold'em Manager, Table Ninja e anche Xpadder visto che gioco con un joystick per il multitabling. Il mio main game sono gli heads-up cash, dal NL50 al NL1000, a cui affianco i Sit & Go heads-up da €100 e €250 di buy-in, oltre al cash game 6-max dal NL200 al NL600. Quando grindo solo una singola disciplina, apro 4-6 tavoli heads-up e al massimo 18 6-max. Non vado oltre perché non voglio diventare un rakeback Pro: io gioco sempre per fare profit. Ho provato alcune volte con 22 tavoli, ma perdo edge. La mia sessione tipo, invece, comprende 2-3 heads-up e 12 tavoli 6-max.

Alzi la mano chi vorrebbe avere un "ufficio" del genere!

PokerStrategy.com: Una curiosità: qual è il tuo win rate negli heads-up cash?

aletilter: Nel primo semestre 2013 sono riuscito a tenere 11bb/100 di media, con notevoli differenze tra i vari livelli. La rake, infatti, influisce molto di più ai limiti bassi. Per i meno esperti può sembrare paradossale il fatto che si guadagni meno ai mid rispetto agli high stakes. Ad esempio ho 6.5bb/100 al NL50 mentre al NL400 ho 14bb/100, passando per i 9bb del NL100 e gli 11 del NL200 e così via.

PokerStrategy.com: A livelli così alti, se si vuole essere vincenti, bisogna curare anche i più piccoli dettagli. Confermi?

aletilter: Verissimo. Gli heads-up cash sono quelli in cui ho sviluppato una conoscenza profonda non solo dello stile di gioco ma anche delle caratteristiche degli oppi non Pro che si siedono a questi tavoli. So come gestire il fatto che spesso giocano un po' e poi se ne vanno, so come farli innervosire e non lascio per scontato nemmeno il mio avatar. È un'immagine che irrita ed è molto fastidiosa. 

PokerStrategy.com: Passiamo ora ai consigli. Quali suggerimenti daresti a chi vuole intraprendere la tua stessa scalata?

aletilter: Innanzitutto, bisogna scegliere la disciplina in cui si è più appassionati e in cui si apprendono più facilmente le dinamiche: guai a mischiare i giochi! Il secondo punto, poi, è quello decisivo: grindare strettamente in bankroll. Conosco parecchi ragazzi che intraprendono scalate shottando, poi prendono una bad run e il loro sogno finisce. Qui su Strategy c'è veramente tanto materiale, sia articoli che video, utili per approfondire in maniera professionale il proprio main game. Consiglierei, inoltre, di partire da limiti più bassi rispetto agli standard di ognuno, crescendo pian piano. Una volta che ci si sente competenti e preparati su quella disciplina, allora se ne possono studiare altre, ma solo in un secondo momento.

PokerStrategy.com: Hai accennato all'importanza del bankroll management. Tu come hai gestito le tue risorse?

aletilter: Sono partito ultraconservativo. Appena salito al NL100, ho lasciato il lavoro e mi sono concentrato solo sul poker. Non avevo nessuno dietro che mi poteva coprire e una volta finito il mio bankroll avrei chiuso l'avventura. Ho giocato sempre con almeno 100 stack dietro: oggettivamente sono tanti. Adesso sento che la media è sui 20-40 stack. Io, invece, ho battuto tutti i livelli con 100, fino al NL1000. Tornassi indietro scenderei a 70, non meno.

PokerStrategy.com: In tutto questo, che ruolo ha avuto la nostra Poker School?

aletilter: Strategy mi è stata di enorme aiuto e l'ho utilizzata soprattutto per scalare i livelli. Per ogni limite, infatti, adotto una strategia particolare. Agli esordi, notavo che salendo di livello c'erano dinamiche differenti e io, non conoscendo direttamente nessun Pro, da buon neofita avevo bisogno di una base. Prima di effettuare lo step successivo, mentre continuavo a grindare il limite che avevo già battuto, andavo a studiare gli articoli e i video dei Coach di Strategy, in particolare di quelli stranieri. Così acquistavo familiarità con le dinamiche che si creavano ai piani superiori. Lo ammetto: senza PokerStrategy non sarei mai riuscito a diventare Pro.

Un talento allo stato puro

PokerStrategy.com: Visto che grindi solo su PokerStars.it, ci viene spontanea una domanda: a quando l'Elite?

aletilter: Al momento ho circa 600.000 VPP. Dovrei diventare Supernova Elite intorno alla metà di dicembre prossimo. Farò una "tirata" finale di quelle importanti. 

PokerStrategy.com: Due parole sul field che affonti ogni giorno. 

aletilter: Si può battere con un buon mindset. Per quanto riguarda i regular, a inizio 2013 il field era più easy, grazie anche a molti reg "improvvisati" e poco preparati. Ultimamente però questa è una specie in via d'estinzione: gli scarsi spariscono e i vincenti restano, tra cui non mancano player stranieri parecchio skillati. Per quanto mi riguarda, io sto mantenendo lo stesso win rate. Alcuni miei colleghi, invece, lo hanno dimezzato. Bisogna effettuare una table selection sempre più accurata. Il livello medio si è alzato ed è indispensabile adattarsi e confrontarsi. Io parlo spesso con molti colleghi, anche semi-pro nuovi che grindano a limiti più bassi. Evolversi e trovare sempre le strategie vincenti: è questa la strada da seguire.

PokerStrategy.com: Siamo sicuri che stai già pensando al prossimo anno. Non tenerci sulle spine!

aletilter: Voglio confermarmi online, in modo da ottenere una copertura efficace contro l'indurimento del field e attutendo le possibili piccole cadute future con la maggiore rakeback dell'Elite. Inoltre, vorrei provare i tornei live, perché ho sentito top Pro che descrivono quel field come fantastico. Quasi sicuramente farò tutta la stagione IPT e magari qualche EPT, al tempo stesso grindando per l'Elite nel 2014. Ormai questo status è entrato nel mio quotidiano. Quando non mi metto al pc per grindare, mi sento in colpa: secondo me non farlo è uno spreco, come buttar via le proprie conoscenze.

PokerStrategy.com: In chiusura, gli immancabili ringraziamenti. Vai!

aletilter: Ringrazio PokerStrategy, che è stata la mia guida autentica in questo percorso. Ringrazio anche due colleghi ("superprimex" e "ring9341"), con cui mi confronto spesso. Ringrazio, infine, i miei parenti, che mi sono stati vicino e mi hanno supportato. In particolare mia nonna che, a 80 anni, mi ha detto: "Hai scelto questa strada? E allora continua perché sono queste le professioni del futuro: io credo in te e ce la farai. Sai quanti lavori ho visto nascere così dal nulla? Vai, vai!". Anche mio padre, che gioca for fun con discreti risultati, è uno dei miei più grandi tifosi e mi appoggia sempre. Senza dimenticare gli zii, soprattutto Gianluca e Patrizia: mi telefonano spesso per incitarmi e per sapere come va, mi controllano e quando non sono online mi dicono: "Dai, svegliati che devi giocare!". Ogni volta che vinco grossi piatti, esultiamo tutti insieme!

PokerStrategy.com: Ale, la nostra intervista non poteva terminare in modo migliore. Siamo orgogliosi di poter vantare, nella nostra Community, player professionisti con qualità straordinarie come le tue. Ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato: sei stato gentilissimo. Ti facciamo i nostri migliori complimenti per i risultati raggiunti: continua così!

aletilter: Grazie a voi, ragazzi. Un saluto a tutti!

Intervista by ariosto90