Aggiornato il 28 Feb 26 da

È giusto ritirarsi dopo aver vinto molto?

Saggio o folle? Analizziamo con Barry Carter il gesto di Fedor Holz, che ha dichiarato di voler lasciare il poker dopo aver vinto quasi dieci milioni solo nei mesi estivi.

Fedor Holz WSOP 2016

Qualche giorno fa Fedor Holz ha sorpreso il mondo vincendo l'evento One Drop dopo aver del resto messo a segno una clamorosa striscia di vittorie negli High Roller. Ha sorpreso poi ancora una volta tutti quanti annunciando il proprio ritiro.

A soli 22 anni ha già vinto $18.495.174 in premi live, altri vari milioni online e quasi $10 milioni di questi soldi li ha incassati soltanto negli ultimi due mesi. È lui il capo di se stesso e viaggia in tutto il mondo per giocare live.

Per quale ragione allora dovrebbe voler mollare tutto?

Essere il capo di se stessi è duro

Peter Eastgate WSOP
Peter Eastgate in cima al mondo...

Per molti pokeristi, diventare un giocatore professionista è l'obiettivo finale. È incomprensibile che qualcuno possa voler lasciare uno stile di vita che ti permette di decidere le ore di lavoro, di viaggiare e di guadagnare giocando.

Tuttavia ci sono un sacco di dure prove nella vita del poker pro. Prove che non sempre sono evidenti. È molto più simile alla vita di un piccolo imprenditore di quanto chiunque possa pensare. Mentalmente è durissima, specialmente quando attraversi lunghi periodi neri.

Se il problema è meno accentuato per i giocatori che viaggiano nel mondo con gli amici, il poker può anche essere una caccia solitaria. Siamo animali da soma e ci piace sentirci parte di qualcosa, quindi senti fortemente che qualcosa ti manca quando non fai parte di un team e lavori da solo fra le pareti di casa.

Crisi esistenziale

Pius Heinz WSOP
...e così anche Pius Heinz

Dato che vivo nel mondo del poker da più di dieci anni, posso assicurarvi che ogni singolo professionista passa prima o poi attraverso almeno un momento di crisi esistenziale. Il poker professionistico è per la maggior parte una ricerca egoistica. Non solo non produci alcun bene o servizio per gli altri, ma addirittura ti appropri di risorse altrui quando le cose vanno bene. Tutti i professionisti hanno periodi critici in cui cominciano a chiedersi se è giusto fare ciò che fanno.

Anche se stai spaccando, il poker è oltretutto una professione rischiosa. Il gioco si fa sempre più difficile e inoltre non sai mai quando il governo si metterà in testa di vietarlo nel tuo paese, o magari il posto in cui giochi modifica le varianti facendo sì che per te non sia più così conveniente. Se da una parte sono ragionevolmente convinto che il poker ti dia per molti motivi una vita desiderabile e ottime referenze lavorative, non tutti i datori di lavoro sono d'accordo e spesso il solo menzionarlo può essere una pecca nel tuo CV.

Un sacco di pokeristi professionisti attraversano periodi in cui decidono di mollare il gioco, specialmente quando perdono, per poi tornare in seguito. Certamente, però, abbiamo visto all'atto pratico anche giocatori lasciare quando erano al top e non farsi più vedere da quel momento (per esempio gli ex campioni del mondo Peter Eastgate e Pius Heinz).

Una profonda comprensione della varianza?

Fedor Holz Alpha8
Does Fedor sa di aver runnato da Dio?

Sarò sempre scettico nei confronti di ogni giocatore che sostiene di voler lasciare, ma credo di più agli highrolleristi tedeschi. Secondo la mia esperienza di quando li ho intervistati, sono tutti (Fedor incluso) assai maturi e con la testa sulle spalle, e inoltre posseggono vari interessi al di fuori del gioco. Sembra che approccino il poker in maniera molto professionale se paragonati alla gran parte dei giovani giocatori delle altre nazioni.

Ciò di cui qui possiamo anche essere testimoni, con Fedor, è il rarissimo evento di un giocatore che si è messo dal lato giusto della varianza. Non importa quanto talento lui abbia: sa benissimo che stavolta ha imbroccato la run della vita. Se è stato davvero così bravo a giocare così bene e poi determinare anche l'esatta entità della sua run, mi inchino e mi levo il cappello di fronte a lui. È un esercizio di forza mentale gigantesco.

Questo è il motivo per cui, qualsiasi cosa decida di fare, le cose andranno sempre bene per un giocatore come Fedor. È piuttosto comune vedere i vincitori della lotteria andare in rovina per l'incapacità di attribuire il giusto valore a un denaro che non hanno realmente "guadagnato". Molte celebrità finiscono col perdere il contatto con la realtà perché, anche se in questo caso il loro denaro è guadagnato, i loro salari sono sproporzionati rispetto al lavoro svolto. Sembra, però, che Fedor dimostri di essere rimasto coi piedi per terra quando dice di voler lasciare il poker. Non lo vedremo, insomma, diventare il nuovo Dan Bilzerian.

Qualunque cosa combinerà, gli auguro il meglio e - ahimè - ammetto di invidiarlo. E non ho dubbi che se e quando deciderà di tornare a giocare a poker sarà un ritorno molto gradito.

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