Al tavolo, con il coltello tra i denti
L'epoca in cui ci si poteva permettere il lusso di giocare un Poker passivo è ormai preistoria. Al giorno d'oggi gli avversari sono sempre più "pensanti" e disposti a sferrare attacchi fulminei a colpi di chips. L'analisi del Coach James Sweeney non lascia dubbi: la svolta è già avvenuta.
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| Tanti pescatori, pochi pesci |
Raise, 3-bet, 4-bet, push, squeeze, steal, resteal. In una sola parola: aggressività. Negli ultimi anni il Poker, come ogni altra attività umana, è andato incontro ad una sua naturale evoluzione.
Alla diffusione capillare nella vita di sempre più persone, ha fatto eco un inevitabile e prevedibile innalzamento del livello medio di abilità dei players, che hanno a disposizione materiali didattici sempre più accurati e avanzati per migliorare la propria tecnica.
Inoltre, accanto alla "vecchia scuola", più accorta e passiva, se n'è affiancata una nuova, proveniente dall'online, che fa dell'esuberanza e della grinta i suoi più temibili cavalli di battaglia.
Chiamateli polli, definiteli pesci o tonni. La tendenza però è una sola e ha un nome che suona inquietante per chi ha fatto di questo gioco da tavolo una ragione di vita e una cospicua fonte di profitto. Il destino dei giocatori casuali, infatti, è tremendamente segnato. Al momento, parlare di estinzione è esagerato, ma il trend futuro non potrà che essere in discesa. Sarà lenta, sarà attutita da politiche "fishy" da parte di operatori e casinò, ma il risultato alla fine non cambierà.
Niente inversione di rotta, dunque, e verrà il momento in cui gli squali inizieranno a contendersi il poco cibo a disposizione, per poi passare ad una cruenta lotta fratricida che non gioverà proprio a nessuno. Molti vedono questo scenario come assai lontano nello spazio e nel tempo. La realtà, invece, è ben diversa.
Il futuro? È oggi, parola di "SplitSuit"
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| "Ehi, c'è nessuno? Dove siete finiti?" |
Studi statistici e analisi accurate dimostrano che tutto questo sta già avvenedo sotto i nostri occhi. Lo ha reso noto pochi giorni fa James "SplitSuit" Sweeney, Coach e Poker Pro statunitense specializzato nel cash game, che sul suo blog ha pubblicato un'interessante ricerca, condotta attraverso il confronto delle più comuni "stats" di gioco, suddivise in due enormi database temporali (2010-2011 vs 2012-2013) e concentrate sui tavoli FR NL50 di PokerStars.com.
Il primo dato che balza agli occhi è sconvolgente. Nonostante i campioni di mani siano molto simili (1.2 milioni vs 1.3), il numero di giocatori ai tavoli è letteralmente crollato, passando dai 43mila del 2010-11 agli appena 9mila e 500 del 2012-13.
Per Sweeney questa differenza abissale tra i due periodi è dovuta a tre fattori preponderanti: l'influenza del Black Friday, la segmentazione del mercato e la crescita esponenziale dei regulars.
Dunque, players sempre più "skillati" e sempre più aggressivi? La risposta non può che essere affermativa e a confermarlo sono, ancora una volta, le statistiche.
PFR, 3-bet, squeeze e resteal hanno fatto registrare incrementi sostanziosi, compresi tra il 15% e il 37%. Variazioni mostruose se pensiamo che l'arco temporale di riferimento è di appena 4 anni. Sorprendente è anche il dato medio delle 4-bet, passato dal 5% al 6.2%, per un aumento complessivo del 24%. Un'irruenza che si percepisce fin troppo bene anche dalla maggiore volontà nel rubare i blinds e da un'altrettanta voglia di non farsi portare via la propria posta obbligatoria, rispondendo a tono con i resteal ed evitando i call. Non a caso, infatti, il Fold Vs Steal è rimasto praticamente invariato. Anche nel gioco post-flop la vocazione ad aggredire è sempre più viva. Lo dimostrano le curve in salita delle c-bet e delle bet al flop, al turn e al river.
"Hard Times", per tutti...
Si potrebbe supporre, quindi, che tali tendenze siano dovute ad un'evoluzione nell'approccio che i regulars hanno quando si siedono ai tavoli. I numeri nudi e crudi raccolti da Sweeney smentiscono totalmente questa ipotesi. Confrontando, infatti, le "stats" medie (tra i due periodi) dei players di cui si hanno a disposizione almeno 500 mani, si nota come esse siano del tutto sovrapponibili, ad eccezione della c-bet al flop, che invece ha fatto registrare un incremento negli ultimi due anni.
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| "Se la colpa non è dei regulars...allora che è successo?" |
A chi attribuire, allora, la "responsabilità" dei cambiamenti profondi ed incisivi per quanto riguarda le tendenze aggressive generalizzate che Sweeney ha portato alla luce? "La cosa più sorprendente è che, nonostante siano in maggioranza, i "regs" di oggi non stanno facendo nulla o quasi di diverso rispetto a 2-3 anni fa. L'aumento esponenziale dell'aggressività va imputato ai "non-regs", o meglio alla loro mancanza. Quando i giocatori casuali diminuiscono e i pochi rimasti diventano più competenti e "sensati", questo spostamento statistico non è poi così sorprendente".
La prova del nove decisiva a favore di questa tendenza è la crescita del win-rate medio, passato dai -5.97bb/100 ai -5.24bb/100. In altre parole, la variazione verso l'alto è stata del 24%, a testimonianza che oggi si studia di più e si "gambla" di meno. Si prospettano tempi duri, anche e soprattutto per noi Strategisti... Sapete se la carne di squalo fa male al colesterolo?
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