Aggiornato il 27 Feb 26 da

Anche Andreotti gioca a poker

A svelare questo retroscena è stato Francesco Cossiga in una intervista rilasciata al Corriere della Sera. A quanto pare anche lui ama il texas hold'em e gioca spesso.

Abbiamo parlato spesso del binomio poker-personaggi famosi. Ma questa volta il personaggio in questione è davvero uno dei più "famosi". Parliamo di Giulio Andreotti politico, scrittore e giornalista italiano. A quanto pare anche lui ama il texas hold'em e gioca spesso.

A svelare questo retroscena è stato Francesco Cossiga in una intervista rilasciata al Corriere della Sera. Ecco il passaggio in questione:
"Ama il gioco. Mangia e beve poco, dorme pochissimo; non l'ho mai visto dormire in aereo, neppure nei viaggi più lunghi; quando andammo in Australia, giocò tutto il tempo a carte con Susanna Agnelli, credo a scala 40. Con me, Sandra Carraro e Francesco Rebecchini giocava a poker: vinceva sempre lui. Ora si è appassionato al burraco, che io non so cosa sia. Tre o quattro volte mi ha portato a giocare ai cavalli..."

Onnipresente in parlamento. Ha fatto perte dell'Assemblea costituente e nel Parlamento italiano dal 1948 e dopo il 1991 lo ha fatto da senatore a vita. Una curiosità. Pare essere solito pronunciare l'aforisma di Talleyrand "Il potere logora chi non ce l'ha..." A confermare la sua notorietà il fatto che, dopo l'intervista di Cossiga anche alcuni siti stranieri hanno evidenziato questa passione di Andreotti.

Ha compiuto 90 anni ed è stato celebrato in tv. In una intervista ha raccontato che quando affrontò la visita di leva il medico che lo respinse gli disse: "Lei con quel torace così non vivrà a lungo!". Anni e anni dopo quando Giulio Andreotti divenne Ministro della Difesa cercò di rintracciare quell'ufficiale, ma scoprì che era morto.

Tra i tanti retroscena e aneddoti che circondano la vita di questo politico ci sono i suoi soprannomi:

-Per via della personalità carismatica e pragmatica, è stato soprannominato Divo Giulio dal giornalista Carmine Pecorelli, prendendo spunto da Giulio Cesare, evidenziandone la "sacralità" nella politica italiana.
-È stato chiamato anche "Zio Giulio", sia per l'epiteto con il quale sarebbe stato conosciuto dai clan mafiosi secondo l'accusa rivoltagli al processo palermitano (Zù Giulio, secondo i pentiti), sia per il tono paterno con cui tante volte - durante la Seconda Repubblica - si è espresso nei suoi discorsi, atteggiandoli ad uno stile "super partes" proprio di uno degli ultimi Costituenti ancora in vita.
-Soprannominato Belzebù in ambiente socialista, quando lo si volle distinguere da Belfagor, denominazione applicata a Licio Gelli.