Aggiornato il 27 Feb 26 da

Antonio Esfandiari

Amir, il nome di Antonio Esfandiari alla nascita, è nato a Teheran in Iran l'8 dicembre del 1978. La sua famiglia emigrò negli States quando Antonio aveva sei anni per consentire a lui e a suo fratello Pasha di vivere una vita migliore.

 

La famiglia Esfandiari si stabilì in California a San Jose, e si trovò in difficoltà perchè suo padre parlava poco o niente di inglese, mentre Antonio e suo fratello a causa della giovane età conoscevano solo il Farsi, la lingua parlata in Iran. Il padre di Antonio cercò in tutti i modi di venire incontro alle difficoltà della sua famiglia e si prodigò per dare ai suoi figli un'ottima educazione. Le cose si complicarono quando la madre di Antonio lasciò il padre per far ritorno in Iran. Tuttavia si persero di coraggio, potendo anche contare sull'aiuto della nonna paterna.

Superate le prime difficoltà, iniziando ad andare a scuola, inizia a lavorare a soli 11 anni e con i primi soldi guadagnati inizia a vestirsi alla moda, un'altra mossa che attenua le prese in giro da parte degli amici sulla sua pronuncia e le sue origini. Il primo passo verso il diventare "The Magician" arriva quando, mentre lavorava da cameriere in un ristorante, conobbe un prestigiatore. Fu colpito da questo personaggio ed in breve tempo apprese gli insegnamenti di quest'ultimo, su i giochi da fare con le carte. Dopo un lungo studio su questi divenne un affermato prestigiatore che girava i locali con i suoi spettacoli. Proprio in questo periodo cambio nuovamente il suo nome, da Anthony, scelto da piccolo per "americanizzarsi", ad Antonio. Visto gli orari e lo stile di vita, decise di andare a vivere con un amico.

In base a questa decisione nasce la seconda passione di Antonio, ovvero il Poker. Accompagnando il suo amico a Las Vegas viene a conoscenza del Texas Hold Em e del mondo del poker in generale e ne rimane folgorato. Come quasi tutti i grandi Pro, la sua prima esperienza ai tavoli verdi è un disastro e in breve tempo riesce ad andare in rosso. Nello stesso periodo conosce Phil "Unabomber" Laak, con il quale divenne subito amico, e che gli dà i giusti consigli per riprovarci ed entrare definitivamente nel mondo del poker, soprattutto nella gestione del Bankroll. Tornato a casa divenne un apprezzato giocatore ed un maestro di strategia per la sua zona.

La carriera "ufficale" da Pro inizia ufficialmente nel 2002 quando, si fa notare, arrivando terzo ad una tappa del WPT.

L'anno della consacrazione è il 2004, quando ottiene il primo bracialetto alle WSOP nel $2K Pot Limit Hold'em, in un tavolo finale che vedeva tra i partecipanti anche Phil Hellmuth e Jesus Ferguson. Nello stesso anno nel circuito WPT si segnala la sua straordinaria performance, anche a livello fisico. Infatti, arriva la straordinaria vittoria al L.A. Poker Classic al Bicycle Casino. Il giorno dopo, invece di festeggiare, si siede ai tavoli del WPT Invitational dove terminerà in sesta posizione. Chiuderà quindi questo strepitoso anno con oltre di 1.4 milioni di $ di vincite. 

Esfandiari ora partecipa a tutti i maggiori appuntamenti nel mondo del poker. Ha partecipato a tutte le stagioni del GSN High Stakes ed a qualche stagione del NBC Poker After Dark. Date le sue esperienze precedenti è anche uno dei migliori insegnanti a riguardo del Chip Trick (giochi con le chips). Fino al 2007 le sue vincite, nei tornei live, ammontano sui 2,7 milioni di $.Proprio in questi giorni ha chiuso da chip leader nel day3 del Grand Final dell'EPT di Montecarlo 2008.

L'unico neo che restava nella vita di Antonio era la reticenza che aveva il padre verso la sua vita da professionista del poker, così un giorno decise di portarlo con sé al tavolo da gioco, per fargli capire che lui non era affatto un malato d'azzardo, ma un giocatore meticoloso e attento.Il padre restò favorevolmente impressionato, quando vide con quale facilità Antonio riusciva a leggere le carte dei suoi avversarie a sbaragliarli al tavolo.

In una recente intervista parlando dei giovani che si avvicinano al mondo del poker ha detto:

"Consiglio di giocare seriamente dandosi una disciplina. Moltissimi giocatori sanno che potrebbero giocare meglio, ma non ci lavorano su. Non dedicano del tempo a migliorarsi, anche se e' noioso e sembra poco importante, è di fondamentale importanza, invece."