Aggiornato il 27 Feb 26 da

Barry Carter: Focolai di Talento e Community del Poker

Questa settimana Barry parla dello sviluppo del talento e di come sia determinante il far parte di una comunità per raggiungere il successo.

Pius Heinz
La Germania potrebbe essere
il nuovo vivaio di talenti del poker?
 

È uscito uno splendido libro intitolato The Talent Code di Daniel Coyle. Analizza il successo di varie personalità nelle discipline più disparate e smonta completamente la visione del talento naturale, provando caso per caso la correlazione tra pratica costante e successo.

Uno dei temi ricorrenti e più interessanti del libro è quello dei "focolai di talento", con cui si riferisce al fatto che spesso le persone di maggiore successo in un certo campo arrivano dalla stessa scuola o centro di preparazione.

Esempi citati da Coyle sono i calciatori brasiliani, lo Spartak Tennis Camp in Russia, il Rinascimento in Italia, gli skaters a Santa Monica e la scuola di golf Punahou.

Potremmo noi stessi pensare a tanti altri esempi nella cultura pop, come la scena grunge di Seattle, Motown o il Disney Club negli USA che ha forgiato molte delle attuali icone pop.

La prossimità di molti maestri in un campo si attribuisce in genere al caso o alla genetica. Coyle invece imbastisce un brillante argomento sostenendo che l'emergere di questi focolai è in realtà inevitabile. Ciò che chiamiamo talento è in realtà un risultato diretto del livello di pratica che i maestri applicano a se stessi.

La ragione per cui i calciatori brasiliani sono così eccezionali non ha niente a che fare con i geni. La maggior parte dei brasiliani cresce giocando la versione al chiuso del calcio, il futbol de salao. La palla è più piccola e pesante, quindi sviluppano maggiore controllo.

Allo stesso modo, è comprensibile il fiorire delle arti nel Rinascimento italiano: guardando a posteriori, artisti come Da Vinci e Michelangelo avevano passato i cinque anni di apprendistato sotto artisti altrettanto rivoluzionari.

Lo Spartak Tennis Club, che ha prodotto quasi tutta la top ten delle tenniste degli ultimi dieci anni, ha così successo perché fa passare letteralmente ore agli sportivi su ogni minimo dettaglio tecnico, fancendo fare pratica letteralmente al rallentatore per sviluppare le doti degli sportivi.  

Pius Heinz
Gli inglesi mietono un successo dopo l'altro
malgrado siano una piccola nazione.

Il talento naturale è un concetto molto sopravvalutato - questi focolai provano che è il come ci si allena la chiave del successo.

Il concetto di focolaio esiste ovviamente anche nel poker e prova quel che molti già pensavano di questo gioco. I giocatori di grande successo sono sempre parte di un ambiente simile, con amici pronti a replicare il successo di un campione.

All'inizio del boom del poker, senza dubbio gli scandinavi erano la punta di diamante mondiale.

Oppure c'è la community di TwoPlusTwo, dalla quale sono usciti centinaia di grandi giocatori a partire dall'analisi mani nei forum.

Al momento, sono i giovani britannici a rappresentare uno speciale alveare del successo, portandosi a casa un numero inusitato di braccialetti, titoli EPT e triple crowns, troppe per una piccola nazione come la Gran Bretagna.

Un esempio è la triple crown completata quest'anno da Jake Cody con l'ultimo braccialetto e del suo miglior amico  sin dai tempi della scuola Matt Perrins, che si è portato a casa un braccialetto per il triple draw il giorno dopo. Molti direbbero che è un colpo di fortuna, ma pensando a quel che c'è dietro, la si vede diversamente.

Quel che hanno in comune queste persone è che si allenano in modo diverso e più efficace - Coyle la chiama "deep practice" [pratica o allenamento profondo]. Credo questo si traduca nel poker semplicemente con il parlare delle mani con altri giocatori.

Per come la vedo, Cody e Perrins hanno iniziato a giocare a carte a scuola e devono aver passato ogni minuto libero discutendo delle mani insieme. Non è una sorpresa che abbiano raggiunto grandi risultati.

Chiedete a qualsiasi giocatore qual sia la chiave del successo e prima o dopo vi diranno che è il discutere delle mani con gli amici a giocare un ruolo fondamentale.

Che sia coaching one-to-one, forum di analisi mani o semplicemente parlare di persona durante le pause di un torneo o i viaggi, sembrerebbe lo strumento più efficace per i players.

Pius Heinz
Amici che la pensano come noi
 

Uno dei fondamentali della deep practice è di mettersi alla prova fino a quando si fallisce.

Come un sollevatore di pesi che carica troppo il bilanciere, il processo di miglioramento delle capacità individuali richiede di spingersi oltre i propri limiti.

È qui che probabilmente acquisisce grande valore avere amici che la pensano come noi. Al contrario di qualsiasi altro tipo di allenamento nel poker, parlare delle mani con altri giocatori è un potente scanner anti-stronzate.

A causa della varianza, è facile giustificarci dicendo che abbiamo giocato bene - se vinciamo diciamo che era la scelta giusta, se perdiamo diciamo che siamo stati sfortunati.

Ma farsi criticare dagli amici è una sfida difficile da replicare da soli, perché ci obbliga a metterci in discussione e a ripensare il nostro gioco.

Non c'è bisogno di andare a cercare lontano per trovare dei focolai di talento in azione. Se state leggendo questo articolo, facilmente avrete letto anche quello in cui dicevamo che Pius Heinz era proprio un player che ha inziato con i €35 di capitale iniziale di PokerStrategy.com, prima di diventare campione del mondo - senza dubbio, sarà stato aiutato dagli articoli, video e forum del sito.

Non mi sorprenderebbe se inziassimo a vedersi sviluppare un vivaio crescente di giocatori di PokerStrategy.com che arrivano a prendersi titoli maggiori seguendo il suo esempio.

Il poker può essere un gioco solitario e isolato se non si fa attenzione: è facile finire per chiudersi e lasciare il resto del mondo fuori. Lascaitevi ispirare dai focolai di talento del poker e sfruttateli al massimo, fatevi coinvolgere nelle opportunità che offre il far parte di una community del poker.

di Barry Carter
adatt: cagnoozo