Aggiornato il 27 Feb 26 da

Barry Greenstein: Logica matematica e impegno

In questa prima intervista con un professionista del team di PokerStars il 'Robin Hood del poker' da consigli sulla carriera del poker e su come affrontare i down swing. Ci racconta degli eccessivi round di home game nella casa di Larry Flynts e di cosa lo riesce ancora a sorprendere nel poker.

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Intervista realizzata da tiva

b. greenstein


Fonte dell’immagine: PokerStars

A parte essere stato più volte denominato il 'Robin Hood del poker' ha anche vinto 3 braccialetti WSOP e due titoli WPT.

Barry Greenstein è uno dei migliori giocatori di cash game a livello mondiale e ha giocato e/o lavorato con quasi tutte le leggende del poker fino a Doyle Brunson.

L’autore del libro di strategia 'Ace on the River' è famoso per avere donato la maggior parte delle sue vincite al poker a organizzazioni di beneficenza.

PokerStrategy: Salve Sr. Greenstein, prima di tutto grazie mille per avere concesso questa intervista a PokerStrategy.com. Lei è conosciuto per concedere interviste solo di rado e quindi ci sentiamo davvero onorati!

La nostra scuola di poker ha più di un milione di membri in tutto il mondo – molti di loro la conoscono come una leggenda e come il "Robin Hood del poker" e sarebbero lieti di sentire i Suoi consigli. Secondo Lei qual’è la cosa più importante se si vuole fare del poker una professione?

Barry Greenstein: Biosgna comprendere che ci sono molti alti e bassi. Se tu o il tuo compagno sentimentale non siete bene armati per affrontare le avversità, allora non è la carriera giusta.

PokerStrategy: Lei gioca a poker praticamente da una vita, Suo padre Le ha insegnato a giocare da piccolo e ha incontrato molti personaggi interessanti e tantissime persone famose. Potrebbe raccontarci uno dei Suoi ricordi preferiti?

Barry Greenstein: Mi ricordo di quando ho giocato con Roger e Michael King nel salotto di Larry Flint 7 Card Stud da $3000-$6000. La ditta dei fratelli King - King World Entertainment – possedeva i diritti per le grandi serie televisive come Oprah Winfrey, Jeopardy e Wheel of Fortune e i due hanno venduto l’attività per più di un miliardo di dollari. Roger era famoso per la sua affinità con le droghe e aveva già fatto più incursioni extra nel bagno quella sera. Ogni volta che tornava lanciava i suoi rilanci nel piatto.

Larry e sua moglie erano già andati a letto qualche ora prima perchè il giorno dopo sarebbero andati in viaggio. Quando si svegliarono rimasero sorpresi di vedere ancora lì alle otto di mattina, me, i fratelli King e alcuni altri giocatori. Liz pensava: "Dovete andare, così noi possiamo chiudere la casa.“

Roger King era un pazzo egomane che giudicava le persone secondo il capitale che possedevano. A quel tempo Larry possedeva solo alcune centinaia di milioni di dollari e Roger quindi lo guardava dall’alto in basso. Larry aveva vissuto a lungo in una mansione, ma poi si era trasferito in una casa molto più piccola – in parte anche a causa della sua condizione in sedia a rotelle. Così aveva accumulato tutti i suoi possedimenti della villa nella nuova casa. C’erano marmi, cristalli e tutti i possibili dipinti e cianfrusaglie, la maggior parte molto costosi.

Roger quella sera ci aveva spiegato prima che la sua residenza ospitava una collezione molto più costosa. Alla richiesta di Liz di andarcene brontolò quindi altisonante: "Nessuno vorrebbe mai rubare qualcosa di questa robaccia”."

PokerStrategy: Lei oltre informatica ha studiato anche matematica. Quale matematico è quello che l’ha influenzata di più nel suo modo di giocare a poker?

Barry Greenstein: In realtà non mi ha influenzato nessun matematico. Tuttavia, il matematico più produttivo del ventesimo secolo, Paul Erdos, visitava l’università Illinois dove io studiavo una o due volte all’anno per alcune settimane. Erdos sapeva che io giocavo a poker e ogni volta mi chiedeva come andava. Quando gli ho raccontato che al poker guadagnavo un bel po’ di soldi mi ha detto: "Bene! I matematici sono le persone più brillanti, meritano di essere ricchi."

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PokerStrategy: Negli ultimi anni la scena del poker è molto cambiata. Quali cambiamenti prevede per il futuro – quali varianti del poker saranno le più giocate?

Barry Greenstein: No Limit Hold 'em sembra essere ancora il miglior gioco per la TV, ma, anche se solo sporadicamente, vedremo anche più Pot Limit Omaha.

PokerStrategy:
Nel tempo è cambiato anche il suo approccio al gioco?

Barry Greenstein: Con una famiglia e le responsabilità che ne derivano non posso più accettare tutte le sfide solo per cercare di dimostrare che sono il migliore, se per esempio contro un avversario ho solo un edge minimo.

PokerStrategy: Sua madre giocava a carte e Lei stesso ha insegnato a giocare a poker a Mimi Tran a cambio di lezioni di vietnamita. Pensa che in futuro ci saranno tante professioniste donne nel poker quanto uomini?

Barry Greenstein: Il poker rimarrà sempre un gioco prevalentemente maschile, perché nel poker live ci sono delle situazioni sociali in cui le donne non sono ben accette. Alcune caratteristiche legate al sesso favoriscono gli uomini (aggressività e capacità logico-matematiche). In futuro troveremo più donne ai tavoli perché internet ha favorito l’eliminazione di certe barriere sociali. Sarei comunque sorpreso se vedessi più di un 15% di donne nei grandi tornei.

PokerStrategy: Se potesse immaginarsi il Suo tavolo finale ideale: quali giocatori, che luogo e quale variante del poker sceglierebbe?

Barry Greenstein: Sarebbe il Main Event del WSOP. E credo che giocherei volentieri con Doyle, Phil Ivey e un paio di altri grandi nomi del No Limit Hold
'em.

PokerStrategy:
Qual è il giocatore più affascinante che ha mai incontrato?

Barry Greenstein: Io cerco sempre di non elevare mai lo status del mio avversario, ma Guy
Laliberte – il proprietario del Cirque Du Soleil – è sicuramente una persona con cui ci si diverte a giocare.

PokerStrategy: Nella sua carriera nel poker deve avere passato molti swing: Sarebbe così cortese da dare un consiglio ai nostri membri su come affrontare al meglio i down swing?

Barry Greenstein: Io ho avuto meno swing rispetto a moltri altri giocatori, ma comunqe sempre tanti. Quando le cose non vanno, vi consiglio di giocare degli stake più piccoli e più facili da battere.

PokerStrategy: Lei ha giocato con i più famosi professionisti, ha vinto i più importanti titoli del poker, ha scritto sul poker e lavorato con le leggende, come per esempio Doyle Brunson. Visto da fuori sembra che per Lei non ci siano più sfide da vincere. Qual’è la Sua sfida nel poker?

Barry Greenstein: Devo comunque continuare a guadagnare dei soldi, e io e mio figlio abbiamo un’ attività di poker entertainment su pokerroad.com. Abbiamo degli spettacoli internet, TV e radio. Phil Ivey e Daniel Negreanu ne fanno parte.

PokerStrategy: Quali sfide ci sono al di fuori dei tavoli da poker?

Barry Greenstein: Fare laureare all’università i miei tre figli più piccoli e rendere redditizio PokerRoad.

PokerStrategy: Potrebbe descriverci una sua giornata tipo?

Barry Greenstein: Giocare Poker Live o Online, gestire i fori di PokerRoad.

PokerStrategy: Sulla Sua Homepage elenca le canzoni del Suo iPod e cita persone da Platone a Homer Simpson fino a Albert Einstein – leggere e ascoltare musica è il suo modo di rilassarsi dal poker?

Barry Greenstein: Sembra che al momento non abbia molto tempo per rilassarmi. Mi rilassa giocare al bridge a al poker online.

PokerStrategy: Come si è detto prima è conosciuto per essere il Robin Hood del poker. Al momento sta prendendo parte ad un progetto di beneficenza?

Barry Greenstein: Non ho più molti soldi come una volta, però cerco sempre di aiutare Children, Incorporated.

PokerStrategy: Ha in mente di partecipare al prossimo evento EPT. Quali altri progetti ha in mente per il futuro prossimo?

Barry Greenstein: Ho in mente di partecipare all’EPT London, poi al Niagara Falls WPT. Inoltre andrò all’inaugurazione di una palestra in Sud Dakota, a cui ho partecipato nel finanziamento, poi torno a casa si spera.

PokerStrategy: Un’ultima domanda: dopo così tanti anni nel mondo del poker, c’è ancora qualcosa che riesce a sorprenderla? E se sì, cosa?

Barry Greenstein: Non sono davvero sicuro, ma il tavolo finale di cui ho parlato prima, sarebbe sicuramente una gradita sorpresa.

PokerStrategy: Grazie mille per questa esaustiva intervista!