Aggiornato il 28 Feb 26 da

Butteroni: niente miracolo. È già fuori alle WSOP

Mentre il Main Event si ferma con 6 giocatori ancora in gara, il nostro Federico è costretto ad arrendersi in ottava posizione. Guadagna comunque oltre un milione di dollari. E il santo del giorno è...

Almanacco

Oggi è il 9 novembre, San Vitone, sobrio bevitore... Nel 1921 in Italia viene fondato il Partito Nazionale Fascista. Se mi viene una battuta, poi vi faccio sapere...

Accadde oggi

9 novembre 2016. Lo spagnolo Didac Vilanova celebra il suo final table del Main Event WSOP. "Sapevo che sarei arrivato in finale: negli ultimi tre anni ci sono stati due Newhouse e un Neuville. Il mio cognome non poteva sbagliare".

Finito il sogno: Butteroni esce 8°

Federico Butteroni
Federico Butteroni

November 9. Una sigla che in inglese il nostro Federico Butteroni ricorderà a lungo: è il giorno in cui il suo sogno è terminato nel modo più temuto, quello che non ti lascia nemmeno la possibilità di sbagliare.

Federico è uscito all'ottavo posto, dopo una tretina di mani dall'inizio del final table: prima di lui si era arreso l'altro shortstack, Patrick Chan, che dopo sole due mani aveva accettato la sfida di uno scatenato (di nuovo) Joe McKeehen chiamando da small blind KQ e trovandosi contro A4 e un board che dà ragione ancora una volta al chipleader.

Per Butteroni, ormai sotto i dieci BB, c'è l'incubo dello stritolamento, ma la posta in palio è troppo alta perché le carte distribuitegli dal dealer consentano giochi di prestigio. Bisogna attendere la ventunesima mano per vederlo finalmente giocare a poker, pushando i propri 6 BB residui da cutoff con Q9 e trovando il fold del belga Neuville, che pure spilla A7 dal big blind.

Nulla che possa risollevare la partita dell'azzurro, che resta in bilico ancora un altro giro, fino alla mano che lo condanna. Sull'apertura del solito McKeehen, Federico pusha , ma non c'è il tempo per esultare, dato che l'americano è ancora una volta pieno come un uovo: . Sul board la carta più alta è il , e l'italiano saluta la compagnia.

Si gioca ancora un po', per vedere uscire il "nonno" Neuville, anch'egli forse troppo rinunciatario nei momenti topici di questo tavolo finale, che invece ha visto l'altro vecchietto, Blumenfield, giocare in maniera spettacolare e aggressiva. Al belga, però, la sorte deve qualcosina: a eliminarlo è ancora una volta McKeehen, che lascia intendere di aver fatto un patto con il diavolo quando chiama l'all-in di Neuville con e si trova dominato da , ma trova lo stesso per terra un terrificante colore backdoor che ancora echeggia al Rio di Las Vegas.

Gara noiosissima, con i soli Blumenfield e McKeehen a osare qualcosa più del compitino. Gli organizzatori decidono di chiuderla dopo circa sei ore di gioco, anche se non si è raggiunto il numero previsto di quattro giocatori rimasti. Con il chipleader a 91 milioni di chips, quasi la metà di tutte quelle in gioco, l'esito di questa partita sembra già scritto per metà. Finora lontanissimo il tavolo finale dello scorso anno, quando Jacobson, Stephensen e Van Hoof diedero letteralmente spettacolo, ma chissà che questa non si possa tornare a vedere il grande poker.

WSOP Main Event - Final Table
Posizione Giocatore Chips/Premio
1. Joe McKeehen 91.450.000
2. Zvi Stern 32.400.000
3. Neil Blumenfield 31.500.000
4. Max Steinberg 16.000.000
5. Joshua Beckley 10.875.000
6. Thomas Cannuli 10.425.000
 
7. Pierre Neuville $1.203.293
8. Federico Butteroni $1.097.056
9. Patrick Chan $1.001.020
Giocatori rimasti: 6 (6.420) - Montepremi: 60.355.857

Pillole al gusto di poker

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Le domande di Zio Donk

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Editoriale - Il novembre dei Nove