Aggiornato il 27 Feb 26 da

Come e dove nascono le carte da gioco?

Non tutti sanno che hanno una lunga storia alle spalle, una storia che risale addirittura alla Cina.. Scopri le loro origini in questa news.

Accurate ricerche storiche hanno appurato che le carte da gioco sono comparse per la prima volta in quel Paese asiatico attorno al X secolo dopo Cristo. Si pensa che avessero più o meno la forma di quelle attuali (ma più larghe e più basse).

Dalla Cina le carte da gioco si diffusero, attraverso i viaggiatori che la visitavano, nei paesi vicini. Nei secoli successivi si diffusero presso gli Arabi; poi, attraverso scambi culturali e commerciali del bacino del Mediterraneo e quindi in Europa, in particolare la Spagna e l’Italia intorno al Quattrocento.
 
Proprio in Italia a metà del secolo quindicesimo viene prodotto il primo mazzo di tarocchi anche se il più antico mazzo di carte da gioco pervenutoci fu disegnato e dipinto nel sud-est della Germania attorno al 1430 mentre il più antico mazzo di carte è conservato preso il famoso museo Topkapi di Istanbul.

Dal XV secolo in poi le carte da gioco si diffondono in molte corti principesche e in molte parti d’Europa cominciano a prendere forma mazzi con composizioni proprie del luogo mentre, da diverse combinazioni nascono i mazzi regionali standard usati ancor oggi.
Essenzialmente in Italia si usano tre tipi di carte da gioco: quelle venete, quelle emiliane e quelle napoletane (ognuno di questi modelli ha anche delle varianti locali). 

Le carte da gioco venete ebbero diffusione proprio a Venerai dove, nei molti salotti dove si radunavano i nobili (da qui l’espressione “casin dei nobili”) per passare il tempo tra chiacchiere e molto, molto gioco, di cui i veneziani erano appassionati tanto da indurre a un certo punto il governo della Serenissima a proibirlo, perché troppa gente, al gioco aveva sperperato il patrimonio e si era ridotta sul lastrico.

E veniamo a noi. Prima dell’occupazione austriaca del Veneto, a Treviso alcuni cittadini di quel Paese avevano messo in piedi una fabbrica di carte da gioco. Si era nel 1756 e gli affari funzionavano. Poi, le vicende belliche ridussero le commesse (d’altronde, in guerra chi aveva voglia di giocare?) ma, nonostante tutto, la fabbrica continuò a sfornare mazzi di carte ancora per molti anni.

La prima guerra mondiale ci trova in conflitto con l’Austria e i proprietari della fabbrica devono andarsene. La struttura di piazza Tommasini, in pieno centro, rimane però attiva, sia pure a ritmi ridotti. Toccherà alla famiglia trevigiana Dal Negro ridare slancio, impulso e originalità nei prodotti quando acquisterà l’immobile nel 1929, durante il fascismo.
Da allora, la fabbrica Teodomiro Dal Negro comincia a imporsi sui mercati grazie alle nuove tecnologie. Con l’andare degli anni la Dal negro si trasferì in via Fratelli Bandiera, poi in via Brigata Marche e infine (dal 2002) a Carbonera, paese della cintura urbana di Treviso. La “Teodomiro Dal Negro fabbrica di carte da gioco s.p.a.” è ormai un marchio conosciuto in tutto il mondo grazie all’estesa rete di venditori, ai giochi e alla perfetta realizzazione dei prodotti.

La Dal Negro non si limita soltanto alle carte da gioco. Sue sono le roulette di molti casinò italiani e stranieri, prodotti anche grazie a laboratori esterni, produce scacchi e scacchiere spesso preziose, in diversi materiali, è licenziataria del marchio Walt Disney per il quale distribuisce i giochi Ravensburger e Wizard. Ma il “main business”(l’affare principale) della Dal Negro sono le carte da gioco, fatte in cartoncino triplex, internazionale e PVC, per i mercati normali e per i casinò. Questi sono i materiali usati per la loro produzione che avviene nel seguente modo: per prima cosa si sceglie il materiale più adatto, cartoncino o plastica; poi le carte vengono stampate su fogli unici, cui viene applicato uno strato di vernice per esaltare la brillantezza dei colori e la loro durata nel tempo; poi i fogli vengono tagliati in strisce verticali, e quindi in carte singole. I mazzi ottenuti subiscono quindi l’arrotondamento egli angoli; infine il mazzo viene avvolto nel cellophan e quindi nella scatola.
La Dal Negro attualmente può contare su circa sessanta dipendenti, ha una superficie coperta di 15.000 mq. e un fatturato medio annuo di 15 milioni di euro.

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