Daily Fantasy Sport, è caos: gli USA vogliono vietarli
Un vero e proprio terremoto sta sconvolgendo uno dei giochi più amati d'America, sbarcato da poco anche in Italia. Si va verso la chiusura, come fu per il poker. E il santo del giorno è...



Il Black Friday dei DFS?

Pessime notizie per gli amanti dei Daily Fantasy Sports. Come riportato da CalvinAyre.com, infatti, il Department of Justice americano potrebbe presto bandirli dal suolo statunitense, vietandoli in quanto gioco d'azzardo allo stato puro.
Pomo della discordia è proprio la prima delle tre parole che compongono la sigla DFS. Daily, giornaliero: un tempo i Fantasy Sports erano infatti molto simili al nostro fantacalcio, con acquisizioni stagionali e un giro di denaro molto diverso, tanto che nel 2006 erano stati bollati come skill-game. Con l'avvento del gioco su base giornaliera, invece, le cose per il DoJ cambiano.
La decisione verrà presa nei prossimi giorni, ma appare quasi scontato che si confermi l'iter già seguito poche settimane fa dal Nevada, che ha confermato le caratteristiche di luck-game di questo amatissimo gioco, relegandolo nel calderone del puro gambling.
Se il DoJ dovesse - come probabile - ritenerli gioco d'azzardo, a quel punto seguirebbe l'immediato ban dal territorio americano e la successiva eventuale regolamentazione da parte dei singoli stati, che avrebbero la possibilità di scegliere se aprire un mercato ai DFS oppure no.
Certo, considerando che il poker (che lo stesso DoJ ha dichiarato gioco di abilità) è considerato illegale quasi ovunque, appare per certi versi difficile che le suddette regolamentazioni arrivino tanto presto, nonostante lo spaventoso giro d'affari che i DFS stanno muovendo ultimamente negli Stati Uniti.
Dove non sono più nemmeno tanto ben visti, dopo gli scandali di qualche mese fa, quando i siti leader, DraftKings e Fan Duel, sono finiti nell'occhio del ciclone per la clamorosa truffa di uno dei dipendenti, avente accesso non solo a tutte le statistiche ma anche alle formazioni date dagli avversari.
Un vero e proprio Black Friday, dunque, tanto che addirittura uno degli inquirenti per l'affare dei DFS è proprio Preet Bharara, ovvero lo stesso procuratore distrettuale che nel 2011 guidò l'inchiesta che portò al divieto del poker online su tutto il suolo americano.
A volte ritornano...
Pillole al gusto di poker


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Il poker uno sport? Ci crede fortemente il vulcanico Alexander Dreyfus, patron di GPI, il quale sarebbe protagonista di una importantissima partnership nienemeno che con USA Today, uno dei maggiori media americani. "La partnership con USA Today fornirà una piattaforma essenziale per presentare i nostri nuovi eventi innovativi e per promuovere i giocatori classificati nel Global Poker Index", ha detto Dreyfus, che sta promuovendo la sua GPL, la Poker League che presto potrebbe esordire con 12 squadre composte da 5 giocatori sia in USA che in Europa. L'obiettivo? "Sportificare" il poker, of course!
