Aggiornato il 27 Feb 26 da

Daniel Negreanu: le basi online e l'ABC di Isildur1

In questa prima parte della nostra esclusiva intervista a Daniel Negreanu, parliamo del lavoro di studio e miglioramente del suo gioco online e degli scontri in heads-up con Isildur1.

Con oltre $41 milioni di vincite in tornei, Daniel Negreanu è forse il giocatore di poker più famoso al mondo. I fan lo adorano ma è anche protagonista di molte polemiche a causa del modo diretto in cui esprime ciò che pensa su molti argomenti. Stanno succedendo tante cose sia nel mondo del poker sia nella sua vita e allora PokerStrategy ha deciso di andare a trovarlo alle WSOPE di Cannes.

AdminPokerStrategy.com:
Daniel, come ti sono andate le WCOOP di quest'anno? Un po' di alti e bassi?

Daniel Negreanu: Le WCOOP sono state interessanti, credo di esser stato l'unico giocatore ad averle giocate da quattro paesi diversi. Ho cominciato a Barcellona, poi dal Montenegro, quindi Budapest e per finire Londra, dove mi sono chiuso in una camera d'albergo.

All'inizio è stato strano: ogni giorno arrivavo a premi almeno in un evento - niente robe da capogiro, ma arrivavo sempre deep. Superavo field da oltre 2.000 giocatori senza mai arrivare però a grossi premi..

I due risultati migliori alle WCOOP direi sono stati la semi-finale nel torneo heads-up e poi il quinto posto all'8-game dove sono stato a lungo chip leader. Mi ha dato sui nervi perché, se avessi vinto, sarei stato il WCOOP Player of the Year. Alla fine al torneo sono arrivato terzo e mi han dato un set di chips.

I fondamentali di Lex

Un sorriso familiare: Daniel Negreanu

AdminPokerStrategy.com: È la prima volta che hai grindato le WCOOP dall'inizio alla fine?

Daniel Negreanu: È la prima volta che l'ho presa così seriamente e che ho tirato così a lungo. Non mi sono mai impegnato molto  con il tracking, le note e i siti per vedere chi erano i giocatori, ma stavolta mi ci sono messo seriamente e credo mi abbia aiutato a prendere decisioni giuste in molti spot marginali. 

AdminPokerStrategy.com: Puoi dirci qualcosa del lavoro che stai facendo con Lex per migliorarti online? In cosa lui ti ha aiutato di più e quali sono in particolare i cambiamenti che ha apportato al tuo gioco dei quali sei rimasto più sorpreso?

Daniel Negreanu: Ha iniziato a seguirmi all'inizio del 2010 quando giocavo online a $100/$200. Ero più io che facevo domande su cose che non sapevo, le basi studiate dai players online. Per esempio, il range con cui difendere il big blind - il mio era troppo ampio.

All'inizio mi sono accorto che io giocavo il 35% delle mani mentre i vincenti il 26/27% ma non riuscivo a capire come giocare più tight. Non vedevo mani che potessi foldare. Poi è venuto fuori che da BB, contro gioctori bravi, difendevo veramente troppo light con mani come K3 suited. Prima mani così non le avrei mai foldate perché le cose nel poker erano più facili.

Chidevo anche cose tipo "Quanti big blinds ti servono perché mi convenga fare call con pocket pair da fuori posizione?" Erano cose così, non difficili da imaprare. Non si tratttava tanto del gioco in se; erano più i fondamentali tecnici che ti fanno perdere soldi a lungo termine.  

Il poker nel 2004 era facile - Ora bisogna rivedere tutto

Daniel su High Stakes Poker

AdminPokerStrategy.com: Hai scoperto che affidarsi più alle stats che all'istinto ti ha portato più successi?

Daniel Negreanu: Online non ci sono comunque molte volte in cui affidarsi all'istinto. Il motivo per cui mi sfruttavano molto e la gente continuava ad arrivare per giocare contro di me era che sbagliavo alcune cose di base che non si aggiustano da sole a lungo termine. Una volta messi a posto quegli aspetti, mi sono potuto concentrare sul post-flop.

Sono diventato più tight, ho raddrizzato il gioco pre-flop e le 3-bet più di quanto avrei fatto in passato. In alcuni spot sono diventato invece molto più aggressivo e di certo ora rischio di più di quanto non avrei fatto nel 2004: allora era tutto più semplice. Tutti facevano così tanti errori che non serviva rischiare molto. 

AdminPokerStrategy.com: Contro Isildur1 qual è la cosa più difficile?

Daniel Negreanu: Alla prima partita, il lato peggiore era che non avevo idea di come giocasse, sapevo solo che aprla tanto. Avevo visto alcune mani sue a PLO ma a NL non c'era tanto da vedere. A PLO sembrava bravo, ma a NL non faceva cose pazzesche, anzi giocava quasi sempre seguendo l'ABC.

Molte cose che mi avevavano detto di aspettarmi da lui non stavano per niente accadendo. Mi aspettavo un sacco di 4-bet mentre non l'ha fatto neanche una volta, fino alla fine, quando tanto avevo deciso di andare fino in fondo ed ero sotto.

La cosa che mi ha stupito di più del primo match è stata che era molto più solido e che aveva una mano molto più spesso di quanto non si creda, per quanto si tenda a pensare che Isildur1 faccia il pazzo.

L'ABC di Isildur1 e la strategia di risposta

AdminPokerStrategy.com: Ti sei impegnato molto tra il primo e il secondo match?

Daniel Negreanu: Sì. Ho invitato un paio di amici a casa. Richard Lyndaker, "nutshinho" online, Tom Marchese e Bill Reynolds e ci siamo messi a guardare le mani più grosse e abbiamo notato alcune cose. Alcune cose le facevo già e andavano bene.

Nel primo match la mia strategia è stata di fare miniraise da bottone e puntando metà piatto; lui invece rilanciava 3x e 5x da bottone per poi puntare l'80% del piatto al flop. Giocava a varianza più alta. Quella mia strategia funziona molto bene contro gicoatori medi ma con Isildur1 era meglio adottare la sua tattica. Quindi nel match successivo ho iniziato anche io a fare 3x e a puntare l'80% dei pot al flop.

AdminPokerStrategy.com: L'anno scorso, all'EPT di Vienna, ricordo che avevi detto che la generazione di giovani cresciuti con l'online sono bravissimi con 20-30 stacks e che dovevi migliorare in quel lato. Pensi di esserci riuscito? Come?

Daniel versione online

Daniel Negreanu: Una delle cose che ho fatto in questo anno veraamente fortunato è stato giocare heads-up SNG da $5k. Molti sono turbo, altri no, ma trovarsi in più situazioni in cui ai otto o nove big blind aiuta molto. Non c'è da chiedersi "Qui cosa faccio". Ne discuto online con altri (Doyle Brunson e Phil Hellmuth) che sostengono ancora che bisogna giocare seguendo la sensazione. No che non bisogna!

C'è una risposta GIUSTA e una SBAGLIATA. Quando sei così corto devi solo sapere la matematica. Olivier Busquet, per esempio, non farà mai errori con 10 big blinds, mentre uno della vecchia scuola ne farà tanti perché semplicememnte non fa i conti.

Non credo di aver ancora capito tutto ma sono più aperto ora ad apprendere che in passato. Stavo leggendo di certe cose che fa Hellmuth con nove BB (raise-fold al WSOPE Event #1) e mi dicevo: io non lo farei, ma prima ero sicuramente più vicino a quel tipo di cose, mentre ora mi sento a metà strada tra i due estremi.

Non credo che con 15 BB si debba pushare così tanto come molti fanno, ma credo che Phil vada troppo all'estremo opposto. Quando lo vedi, lo sai che è chiaramente un errore, ma so come gli funziona il cervello. Anche io ho un approccio simile, da small-ball, ma lui non sa adattarsi quando è corto e non può più permetterselo. Non la fai più franca in quel modo nel poker di oggi, devi giocare usando la matematica. 

Nella seconda parte di questa intervista, si va su temi più spinosi! Daniel ci dirà se crede che il marchio FTP possa essere salvato e di come lui non si fidi di Annie Duke.

di Marc Convey
adatt cagnoozo