Deal e "21". I film sul poker hanno successo?
Considerando il recente successo del film sul Blackjack "21", sembrerebbe che l'America sia ancora più che interessata al cinema con storie che ruotano attorno al gioco.
Dopo l'uscita di "21", film legato al mondo delle carte, arriva Deal, che vede protagonisti Burt Reynolds, Shannon Elizabeth e Bret Harrison, uscito nei cinema di tutto il mondo il 25 aprile.
Non è sicuramente edificante produrre un grande film negli studios e distribuirlo in 50
cinema per guadagnarci solo $35'281 con il primo fine settimana. Deal infatti ha ottenuto proprio questo risultato nel weekend di lancio. Il dato, in prospettiva, pone Deal al 147° posto tra i film prodotti quest'anno. Deal è stato proiettato in 50 sale per il suo lancio, i tre film che hanno fatto peggio in questa classifica sono stati lanciati in una sola sala a testa. The Grand ha fatto poco meglio con proventi per $115'000 ed un weekend di apertura da $26'334, ancora peggio di Deal, ma The Grand ha aperto in sole sei sale invece di 50. Un dato gravissimo basti pensare che ogni cinema che ha proiettato "Iron Man" durante il weekend di apertura ha guadagnato, a proiezione, più di quanto Deal sia riuscito a fare con l'intera release nazionale. Un film dunque che è riuscito a partare la media a circa 6 persone a proiezione.
E' chiaro ormai che Burt Reynolds non è più il fenomeno in grado di attrarre da solo le masse ai botteghini come faceva anni fa, anche se, nonostante le critiche e i mugugni sono in tanti ancora a volerlo vedere in azione.
Diverso il destino di "21" di Kevin Spacey. Bella idea, derivata dal romanzo Blackjack Club di Ben Mezrich (Mondadori) a sua volta ricavato da un fatto di cronaca.
Ispirato ad una storia vera infatti, 21 racconta le gesta di Ben Campbell, brillante studente del Mit che, per raggranellare i soldi necessari a pagarsi l'università, decide di unirsi a un gruppo scelto di cervelloni che ogni settimana, dotati di false identità, saccheggiano i casinò di Las Vegas grazie alla loro abilità nel gioco del Blackjack, guidati da Micky Rosa, un geniale e ben poco ortodosso professore, capace di elaborare un sistema infallibile per vincere, basato su segnali e conteggi matematico-probabilistici applicati al gioco. Le iniziali fortune fanno montare la testa a Ben che, invaghito della bella compagna di avventure Jill Taylor, si spinge sempre più in là, fino ad arrivare a superare il punto di rottura, rappresentato da Cole Williams, manager della security del casinò che non vede di buon occhio i continui successi di Ben... La matematica trionfa: serie di Fibonacci, metodo di Newton, cambio di variabile, algoritmi combinatorii,teoremi fondamentali del calcolo, equazioni non lineari. Le avventure rischiose sono dinamiche, i trucchi al gioco risultano ingegnosi e divertenti. Il film non è speciale, però come grande truffa al Casinò non è affatto male.
Unico elemento negativo è uno script abbastanza prevedibile. La regia di Luketic, più a suo agio nelle commedie che in film di questo tipo, non riesce a mantenere alto il ritmo del film, né a distinguerlo da classici del genere "truffe in grande stile" come "La stangata" e simili.
Il problema non è allora che gli americani non sono più attratti da film su casinò e gioco d'azzardo. Considerando il recente successo del film sul Blackjack "21", sembrerebbe che l'America sia ancora più che interessata al cinema con storie che ruotano attorno al gioco. 21 ha già guadagnato oltre $80'000'000 in sei o sette settimane di programmazione raggiungendo il 4° posto nella classifica di quest'anno.
Pare però che serpeggi tra i produttori di Hollywood la paura di girare film sul poker, come se il rischio fosse troppo elevato. Restano dunque sempre meno speranze di poter assistere alla realizzazione di un buon "poker movie". Forse Rounders è destinato a restare nella memoria come il film sul poker per eccellenza. È tutto già deciso? Noi ovviamente speriamo di no considerando che, dato che il poker sta avendo un successo incredibile, forse non c'è ancora un regista capace di coglierne gli aspetti più affascinanti.
Sicuramente quando si guardano le partite del poker texano, se non si conoscono le regole, si rischia il tedio. Ma basta sapere i fondamentali, perché il racconto diventi divertente e istruttivo. Senza pretendere di contare le carte, sino all'ultima mano.