Aggiornato il 27 Feb 26 da

E Zypherin fece "puff"!

Da quasi 3 mesi non si ha traccia del "top loser" che lo scorso anno ha subito perdite per quasi 4 milioni di euro. Fra il thriller e il poliziesco d'autore, ecco spiegati i motivi di questa inattesa sparizione.

Guy Laliberté
Come si fa a non stimarlo?

28 ottobre 2012. La data, ovviamente, non vi dice niente. Il mondo del poker si preparava ad assistere alla finale WSOP, che poi avrebbe incoronato Merson campione, ma troppo poco per ricordarla come un anniversario. Eppure, a suo modo, il 28 ottobre è una data importante.

Si tratta infatti dell'ultima mazzata che Zypherin ha ricevuto fra capo e collo in una sessione del circuito highstakes. Quasi $250.000 lasciati sul tavolo, secondo nei top losers soltanto a (udite udite) Ben Sulsky, in giornata no. Da quel giorno in avanti, del simpatico Zypherin, che ormai tutti danno per scontato essere l'eccentrico miliardario Guy Laliberté, online non s'è più vista traccia.

Chi l'ha visto?

Una sparizione, questa, che non può essere stata accolta con entusiasmo nel mondo del poker. Intanto perché Laliberté è un personaggio certamente fra i più positivi nell'intero panorama pokeristico mondiale. Ma soprattutto perché il povero (si fa per dire) Zypherin è conosciuto come un gentilissimo erogatore di moneta contante, avendo lasciato ai propri colleghi oltre $15.000.000, negli ultimi 10 anni, soltanto su Full Tilt.

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Ponshi ponshi po po po...

Il classico miliardario che gioca cifre pesanti, insomma, pur non avendone i mezzi tecnici, semplicemente perché il poker lo diverte. Una poetica slot machine tarata in modo tale che il vantaggio sia sempre a favore di chi la usa.

Ovviamente Zypherin sarebbe un discreto giocatore, se solo frequentasse tavoli un po' meno impegnativi. Ma quando il vostro patrimonio ammonta a 2 miliardi e mezzo di dollari, potete anche permettervi di lasciare la mancia in cambio di una partita coi campioni. Soprattutto se sono soldi che nessuno vi ha lasciato in eredità, ma che avete guadagnato grazie al vostro cervello.

Ebbene, il nostro Guy Laliberté, fondatore del mitico Cirque du Soleil, da qualche tempo ha deciso che di mance non è più il caso di lasciarne. Difficile pensare che dopo oltre un decennio di immense (e costose) dimostrazioni d'amore nei confronti del poker, il suo coinvolgimento si sia azzerato di colpo.

Eppure un motivo c'è

cirque
Cique du Soleil: uno spettacolo nello spettacolo

Poi arriva la notizia, inattesa, che il Cirque du Soleil naviga in acque rese più torbide dalla crisi economica, e allora è costretto a ridurre gli spettacoli e di conseguenza a licenziare 300 (forse perfino 600) collaboratori.

Inattesa, non tanto perché la crisi non possa toccare mondi come quello circense, ma più perché nei nostri cuori avevamo sempre visto il Cirque du Soleil galleggiare fiabescamente in una dimensione sospesa fra sogno e serenità. E fa male pensare che anche gli eroi delle favole debbano fare i conti, a fine mese, con le bollette. Intendiamoci: per ora è qualcosa più che una voce, ma di quelle voci che suonano molto realistiche.

Che sia proprio questo, allora, il motivo per cui il buon Laliberté non frequenta più i supertavoli da gioco? L'uomo che nel 1984 era un allegro equilibrista giramondo e che oggi, a distanza di 30 anni, con l'esclusivo ausilio delle proprie idee, è diventato uno degli uomini più abbienti del globo, può appendere il mazzo di carte al chiodo perché ha deciso che è tempo di mettere mangime in cascina per l'inverno, come l'odiosissima formichina della favola di Esopo?

sherlock
- Watson, ma questa lente
è sporca di sangue!
- Ah... mi sembrava in effetti che ci
fossero troppi omicidi ultimamente...

Anche senza bisogno di essere Sherlock Holmes ci rendiamo subito conto che non può trattarsi solo di questo. Poi però scrutiamo bene all'interno del personaggio Laliberté, che già nomen omen evoca nobili pensieri. Filantropo, si legge spesso accanto al suo nome. Vero è che dal miliardo in su la beneficenza va molto di moda, ma è vero anche che questo signore non è un tizio qualunque.

Laliberté è uno che per scelta morale non usa animali nei propri spettacoli, è uno che i costumi e gli oggetti di scena per il proprio circo non li compra, ma li costruisce da sé a Montreal, in un'apposita fabbrica edificata nei peggiori quartieri della città per dare lavoro ai giovani in difficoltà. Uno così non avrà mai paura di perdere, perché semplicemente paga per divertirsi, e quindi vince in ogni caso. Ma non è detto che il problema non sia proprio quello opposto.

Paura di vincere

Sì, un controsenso puro e semplice. Perché Laliberté ha forse conservato, negli anni, una fetta della coscienza che ne faceva, negli anni 80, un sano e folle idealista. E ha la sensibilità di capire, forse, che per un giovane acrobata licenziato in tronco non è bello vedere il proprio datore di lavoro dilapidare i milioni solo per cavarsi uno sfizio.

E allora, ma questa è soltanto una nostra deduzione, il computer di Zypherin s'è magicamente spento. E noi, nel nostro piccolissimo, il gesto lo apprezziamo. Perché dal miliardo in su si fa tanta beneficenza, ma di sensibilità, spesso, se ne mantiene davvero pochina.

by  n10juan