Aggiornato il 28 Feb 26 da

Editoriale - Arrivano i mostri

Cattivi, spaventosi, scorretti fino alla mostruosità. A poche ore dalla notte di Halloween, ecco avanzare gli 8 zombie più terrorizzanti del mondo del poker targato 2015.

Divertimento
Ritardatari alla festa

Quando ero piccolo, la festa dei morti era la più bella dell'anno. Non si chiamava Halloween, non c'erano zucche in giro, né streghe, scope, scheletri e lanterne. C'erano dolci, quello sì: i dolci di marzapane. E il mio non era un marzapane qualunque, ma il marzapane messinese, ovvero appartenente a una delle migliori tradizioni di pasticceria del mondo.

Il giorno dopo ti toccava andare al cimitero a salutare scolorite fotografie ovali di gente che ti guardava strano. Bisnonni che non avevi mai visto, ma che portavano più o meno il tuo cognome. Una contropartita accettabile, se si pensa al fatto che a mezzanotte - secondo la tradizione - i bambini venivano svegliati perché a quanto pare i bisnonni defunti avevano nascosto regali per tutta la casa. E allora via, con gli occhi ancora pieni di sonno, a cercare pacchetti negli armadi o sotto i letti. Si chiamava Ognissanti ed era fantastico.

Mia figlia non lo chiamerà Ognissanti. Lo chiamerà Halloween e si divertirà lo stesso, perché alla fine viene sempre fuori che il divertimento è più nell'età che nella festa. Stanotte affronterà la sua prima cascata di mutanti, zombie e mostri assortiti e poi domani si tornerà nella vita vera, quella in cui le zucche vuote assomigliano a quelle piene, e riconoscerle è spesso una grossa delusione.

Checché ne pensiate, anche il poker ha avuto la sua valanga di mostri: l'unica differenza è che si sono disseminati sagacemente per tutto il 2015, anziché riunirsi tutti insieme in una sola notte. Gente scorretta, gente sgarbata, irrispettosa, scortese fino all'antipatia. Disdicevoli presenze che aleggiano sul tavolo verde. Villains nel vero senso della parola, capaci di far diventare heroes gli avversari. Oppure persone che si trovavano al posto sbagliato al momento sbagliato e hanno reagito comportandosi veramente male. E dato che la notte di Halloween sta arrivando, ecco la nostra lista degli 8 mostri del 2015, in rigoroso ordine crescente di mostruosità. Siete pronti ad avere davvero paura?

8. La Stampa spagnola

Gerard Piqué
Gerard Piqué

Si sa, la Stampa è spesso faziosa. Quella iberica, a quanto sembra, riesce a toccare vette inarrivabili perfino per i giornalisti italiani. Ne sa qualcosa Valentino Rossi, ma sono soprattutto altri due noti sportivi della zona ad averne fatto le spese: i due calciatori Neymar e Piqué. I due assi del Barcellona condividono non solo la bravura calcistica, ma anche la passione per il poker, e non di rado sono stati adocchiati al tavolo degli eventi più popolari dei dintorni della Catalogna.

Cosa che non è piaciuta affatto ai giornalisti locali. Sentite cosa scrive sul quotidiano "Sport" il signor Casanovas: "Le persone che hanno un'immagine pubblica dovrebbero fare attenzione a ciò che fanno nella vita privata, nello stesso modo in cui sono gelosi della loro privacy. Che Piqué e Neymar si facciano fotografare mentre giocano a poker non è la migliore immagine per uno sportivo... Vederli seduti a un tavolo da poker fa male". 

E ancora: "Il problema non è il fatto di giocare a poker, il problema è che si tratta di un torneo ripreso dai media e loro si lasciano fotografare come se fossero i protagonisti di un film con Al Pacino. Nel caso del brasiliano è ancora più grave perché anche indossava una maglietta griffata con il nome dell'azienda che organizzava l'evento e la scritta 'Team Pro'!". Vagli a spiegare, al Casanovas, che l'azienda è PokerStars, ovvero la più grossa poker room del mondo, quella che organizza fra gli eventi live più famosi del pianeta, quella di cui Neymar è testimonial.

Vaglielo a spiegare, a uno zombie, che i tempi in cui a poker giocava Scarface sono passati da oltre un secolo. Che tutto si evolve, che le navi non sono più fatte di legno, e che anche la scherma - sport grazie al quale il signor Casanovas andò alle Olimpiadi nel '76 e nell'84, non è più un infame e sanguinario duello, ma uno spettacolo sportivo meraviglioso, profondo e riconosciuto. Tra le cose che si evolvono, caro ex campione, c'è anche il poker, sai?

7. Il dilettante che umiliò gli squali

Tom Marchese
Tom Marchese

S'era iscritto al daily da $125. Ma l'errore dell'inserviente è dietro l'angolo, e così un pokerista dilettante dell'Aria Casino è stato spedito al tavolo dell'HR dal buy-in di $25.000. A quel punto avrebbe dovuto tornare indietro e farsi riposizionare sul tavolo adeguato, ma lui ha colto al volo l'occasione e s'è tenuto stretto quel gettone.

Ti aspetti che gli squali facciano baldoria con il pesciolino sganciato nell'acquario sbagliato, e invece accade l'esatto contrario. Il low-staker fa fuori tre avversari uno dopo l'altro, ed è gente di un certo spessore, come Tom Marchese, che nella teca ha oltre 10 milioni di guadagni.

Magari avrebbe pure vinto il torneo se non l'avessero beccato e allontanato dal casinò, bollato come persona non gradita e bannato a vita da tutte le case da gioco col marchio MGM. Ora, voi direte: ma questo non è un mostro. Sì che lo è: cosa aspetta, uno con quella run, a buttarsi sui tavoli che gli competono?

6. Andreas Gann

Andreas Gann
Andreas Gann

Carneade, chi era costui? La risposta è nel tavolo finale dell'Irish Poker Open. Il tedesco Andreas Gann - Carneade per l'appunto - affronta la leggenda irlandese Donnacha O'Dea. Inutile che vi fiondiate su Gugol digitando "Donnacha nuda": vi dico subito che, a dispetto del nome, è un maschio.

Gann ha , per terra ci sono e O'Dea pusha . Qui parte un'ignobile pantomima che cristallizza l'attenzione del tavolo, mentre Gann pensa e ripensa, pur avendo il nuts, per oltre un minuto. Quando poi volta e festeggia, tutto il tavolo ha scoperto un nuovo mostro di Halloween. Non il signor Donnacha, che rimane impassibile e signorile. Tanto signorile che il Dio del Poker lo ripaga con un al river. E nella zucca vuota si spense la candela.

5. Jordan Cristos

Jordan Cristos
Jordan Cristos

Tra i tanti esercizi penosi di Hollywood sul poker, c'è la famosa scena di "In Time", durante cui Justin Timberlake si gioca il tempo che gli rimane da vivere con un gutshot da brividi, andando poi, con sana ignoranza, ad acchiappare l'out vincente. Un filmetto per passare il tempo, certo, eppure anche nel poker vero esiste gente che gioca con il vostro tempo.

Il peggior mostro di questa categoria si chiama Jordan Cristos, ed è un tankatore di professione. Ama muoversi a piacimento al confine tra quella linea che delimita il regolamento dal buonsenso, prendendosi così il massimo vantaggio possibile sugli avversari. I suoi interi minuti di rimuginamenti fanno impazzire tutti gli altri giocatori, soprattutto i più giovani, abituati alla frenesia del multitabling online.

Quando lo fa uno zombie non si chiama più tanking, ma stalling. Ed è qualcosa di molto simile a una truffa. Per fortuna - anche se Casanovas ne sarebbe sorpreso - i pokeristi sono quasi tutti forniti di orgoglio, dignità e correttezza. Ed è per questo che il "povero Cristos" è stato osteggiato da tutti i suoi colleghi. Si dice che tanki ancora, ma solo nelle notti di luna piena.

4. La donna con la barba

Donna barbuta
Non è Thierry Derckx, ma magari gli somiglia...

Non ci sono dubbi: se incontrassimo una donna con la barba (barba vera, non qualche peletto), quella rientrerebbe probabilmente nel novero dei mostri. Thierry Derckx, vincitore del Ladies Event dell'ultimo EPT di Deauville, è stato mostro due volte.

Chiariamolo subito: Derckx è un maschio. Si è iscritto al Ladies Event perché non esiste regola che possa vietare a una categoria di persone (in questo caso gli uomini) di pagare un buy-in e partecipare a un torneo, quantunque riservato alle donne. L'unica regola dovrebbe essere, ancora una volta, il fair play, ma ci sono molti pokeristi che per un segmento +EV sul proprio grafico farebbero a pezzettini la propria coscienza con una motosega da giardino.

La punizione gliel'ha inferta GPI, che gli ha subito tolto lo status di maschio dalle statistiche. Ora Thierry Derckx è il primo giocatore bisex del Global Poker Index. So' soddisfazioni...

3. Daniel Cates e Olivier Busquet

Godzilla
Un film biografico su Dan Cates

Qui entriamo nell'Olimpo del poker. Perché i due mostri che sfilano adesso sono mostri innanzitutto di bravura. Sono due che potrebbero campare tranquillamente della propria arte (e ne hanno veramente tanta), e davvero non si capisce perché debbano rovinare tutto parlando.

Li ammiri compiere giocate sublimi, ma poi vedi Cates sbroccare come un pazzo per essere stato vittima di un cooler; alzarsi di scatto, insultare tutti e gettare le chips addosso all'avversario (l'australiano Jeff Rossiter). Come un villano qualsiasi, avvalorando le tesi del sempremostro Casanovas, secondo il quale alle WSOP non sei nessuno se non ti porti dietro la pistola.

Ti giri, e leggi ovunque Olivier Busquet parlare male di Phil Hellmuth. Quando vince, quando perde, quando pareggia. Quando fa pubblicità, quando appare in tv, quando fa beneficenza. Perfino le rare volte che tace. Perché? Per la stessa storia che sta condannando Valentino Rossi: perché chi vince genera invidia. Anche se sei un mostro.

2. Gli organizzatori che fanno la cresta sul torneo

Banda Bassotti
Siamo a questi livelli, eh...

Qua siamo in zona Oscar dei Mostri. Al casinò di Hialeah Park, a Miami, erano tutti in fibrillazione per un torneo con garantito da $200.000. Ma ecco che le cose cominciano a girare storto quando i giocatori si rendono conto che le chips in gioco non corrispondono alle adesioni confermate dagli organizzatori.

Le cose crollano quando si scopre che mancano 150 iscritti, che i rebuy sono concessi senza rilasciare ricevuta, che i dealer permettono agli amici dei regular di sedersi accanto a loro pur non giocando. A distanza di una settimana, quando ancora il payout è un mistero perché non ci sono pubblicazioni ufficiali in merito, scoppia il caso: indagherà su questo torneo non solo la Commissione dei Giochi, ma perfino la Polizia.

Ora, di truffe nel poker - come in ogni mondo in cui girano tanti soldi - ce ne sono sempre state tante. Ma quelle che mi fanno incazzare di più sono quelle commesse dai dilettanti. Là dove la meschinità si unisce all'arroganza del pensare di poter fare qualsiasi cosa in barba a chi hai di fronte, anche un crestone da $30.000, senza che quest'ultimo possa anche solo permettersi di ribellarsi.

E lo vai a fare ai pokeristi, che conterebbero le monetine anche in chiesa? Mostri fessi, questi di Miami, ma sempre mostri.

1. Justin Schwartz

Justin Schwartz
Justin Schwartz

Ed eccoci finalmente al mostro vincitore di questa speciale classifica di Halloween. È americano, ha shippato circa 1 milione live, ma molto di più ha stampato online, dove grinda col nick di "stealthmunk" ed è conosciutissimo, sia per la sua bravura, sia per il carattere fuori di testa. Il suo Main Event 2015 è stato fantastico: l'ha chiuso al 14esimo posto, e non è mai bello uscire in zona bolla, ma s'è pappato comunque $411.000 che a mio modesto modo di vedere le cose non sono affatto male.

Ma ecco i retroscena, che vengono fuori proprio in questi giorni, quando sono stati pubblicati in rete i video degli ultimi giorni di gioco in vista dell'atto finale del Main Event. Purtroppo il protagonista di questa vicenda, suo malgrado, è il nostro Federico Butteroni. Un ragazzo gentile, passionale come tutti gli italiani, simpatico e semplice. Un ragazzo che ha attirato, non a caso, le simpatie di tutti. Tranne quella di Schwartz.

Il suo tavolo semifinale, proprio di fronte a Butteroni, è qualcosa di mostruoso. Nel senso cattivo del termine. È un continuo sputare odio e veleno nei confronti dell'azzurro, reo probabilmente solo di essere italiano. Così, quando Federico vince un flip rocambolesco settando al turn e comprensibilmente festeggia, Schwartz scuote la testa e gli fa il verso con smorfie inaccettabili (la mano in questione inizia intorno al minuto 7:00 del video qui sopra).

Quando Federico ironizza su se stesso, chiedendo al sempre grande Negreanu - che gli siede a fianco - "Che tipo di fish sono secondo te?", Schwartz è pronto a rispondere nel modo peggiore: "Un fish italiano". Del resto, su Twitter lo chiama spesso e volentieri "Italian idiot". E quando, alla fine, i due si scontrano sul campo e Butteroni è costretto a foldare la mano migliore sul geniale bluff di Schwartz, l'americano trasforma i suoi due minuti scarsi di riflessioni (è pur sempre la fase finale di un Main Event, che diamine!) in un "Non sopporto che tu mi guardi negli occhi cinque minuti prima di decidere cosa fare" (la mano è intorno al minuto 11 del video qui sotto).

Il mostro è mostro, e infatti in un istante raccoglie le ire di tutti gli avversari. Negreanu e Max Steinberg difendono Federico, il quale - dal canto suo - continua a mantenere un atteggiamento encomiabile, irreprensibile, da vero campione. Forse, tutto sommato, l'incredibile dose di odio spruzzata da questo giocatore americano molto infelice sarà stata una delle palestre più utili per l'italiano. Ciò non toglie che, per me, il mostriciattolo più spaventoso del 2015 pokeristico sia proprio lui.