Aggiornato il 27 Feb 26 da

Editoriale - Come ti sei fatto grande!

Traxxer si interroga sulle WSOP 2013, dal Ladies Event rinnovato all'evoluzione dei November Nine. Passando per qualche novità buona...

Nel lontano 2002 lavoravo in un giornale locale e un giorno arrivò una notizia: un palazzo sequestrato alla malavita era stato dato in gestione a una Onlus per il recupero di bambini disagiati che, a sua volta, aveva destinato l'uso di parte dei locali ad un’associazione culturale in difficoltà economiche. Quest'ultima, in cambio, avrebbe organizzato un corso di teatro per i suddetti bambini. Mancava solo Bambi che saltellava: scrissi un articolo che parlava benissimo della cosa.

Lo lesse un mio collega e cominciò a cacciare, come un diavoletto sulla spalla, le seguenti frasi: "Chissà se la procedura è stata pulita…", "Ma prendono contributi?", "L’associazione culturale è di partito?". Per poi concludere: "Vabbè, qualcosa di negativo ce lo metterei comunque".

L'argomento del giorno

La premessa, che all’apparenza non c’entra niente col poker, serve in realtà ad introdurre l’argomento di oggi, che è il programma delle World Series of Poker 2013.

Le WSOP, diciamolo, hanno fatto un gran lavoro. Quando una disciplina esplode all’improvviso spesso tornei di grande tradizione vengono soppiantati da nuovi format miliardari. Le World Series, invece, hanno mantenuto lo status di campionato mondiale del poker senza rinunciare ad innovare.

WSOP 1981
Se indovinate chi è quello a sinistra di Stu Ungar vincete una bambolina!

Sarà per questo che, quando mi viene da criticarle, mi chiedo se non sia troppo severo. La risposta che mi dò è che inevitabilmente, quando si fanno tanti esperimenti, qualcosa si sbaglia, quindi bisogna analizzare punto per punto.

Facciamolo, guardando le principali novità di quest’anno.

Il Millionaire Maker

Probabilmente la novità migliore.

Un evento dal buy-in di $1.500 e dal garantito di $1.000.000 per il vincitore. Persino gli EPT,  con iscrizioni da €5.000, fanno fatica a raggiungere cifre del genere. Proprio così: spesso il controvalore in dollari del primo gettone è inferiore al milione.

ROI Millionaire Maker
Per il vincitore un ritorno pazzesco: siamo quasi ai livelli del Main WSOP...

Dare un garantito per un torneo "minore" significa riportare le WSOP ai tempi pioneristici nei quali si faceva “cifra tonda” sul main per ragioni promozionali. Stavolta, però, l’operazione serve a lanciare un torneo che altrimenti sarebbe stato uno dei tanti nei quali si lottava più per il braccialetto che per altro.

Un solo appunto: l’evento è di tre giorni. Non sarebbe stato meglio spalmarlo su quattro?

Il Turbo che turba

Ed ecco il lato peggiore, invece.

Siamo alle solite: le WSOP avevano abbandonato la filosofia rebuy nel 2008 ma la stanno ripresentando, aumentando gli eventi nei quali si potrà rientrare in gioco dopo essere stati eliminati. Uno nel 2012, tre nel 2013. Personalmente non mi piace troppo.

Scelte del genere mi ricordano quando nel tennis introdussero le fasi "a gironi", dando la possibilità di vincere il torneo anche a chi perdeva una partita. La novità venne sepolta dalle critiche già nei tornei minori, figuriamoci se l'avessero presentata in uno Slam. E le WSOP, per il poker, sono come Wimbledon per il tennis.

Un peccato del genere potrebbe essere veniale se si parla del Millionaire Maker: lì ci può stare l’eccezione, se non altro per rendere più facile l’avvicinamento del garantito. Lasciano invece perplessi i rebuy illimitati nei primi quattro livelli per i Day 1 del "Little Drop" e, soprattutto, non si capisce perché l’anonimo evento #3 debba consentire il re-entry. Il braccialetto WSOP non è un titolo WPT: è un attestato che ti fa entrare nella storia della disciplina e non c’è bisogno di intaccarlo con la logica dei rebuy.

Bingo
A quando un hyper-turbo-rebuy-addon? Magari partendo shortstack.

Stessa cosa per l’evento Turbo, il numero #34, anzi peggio ancora. Se il rebuy, come ha fatto notare Grospellier, svantaggia pur sempre il dilettante, il formato Turbo aumenta la varianza. Già l’esplosione del poker ha avuto come effetto collaterale l’assegnazione di braccialetti a gente priva di pollice opponibile, perché mai andare in direzione Bingo?

Uomini e donne

In termini di marketing quella del Ladies Event è una genialata. Buy-in di $10.000 per gli uomini e di $1.000 per le donne, tutti contentissimi: applausi a scena aperta anche dai maschietti.

Shaun Deeb
Shaun Deeb alle WSOP 2010.

Ora, non si chiede al poker di fare politica, ma questioni come quella del rapporto tra i sessi sono universali. I Ladies Events, parliamoci chiaro, sono una forma di ghettizzazione: come a dire "Lasciamo un braccialetto alle ragazze". Braccialetti considerati da molti "di serie B".

In realtà, non essendo la cosa formalmente vietata, già ci sono stati maschi al Ladies Event: nel 2010 lo giocò persino Shaun Deeb, ma erano eccezioni criticate in modo duro. E non da Pinco Pallino, ma dal direttore della comunicazione delle WSOP Seth Palansky, che definì gli uomini che partecipavano al Ladies Event degli "scumbags", dei "rifiuti della società". Una situazione insostenibile.

L’idea, quindi, era di riservare agli uomini condizioni molto svantaggiose per scoraggiarli, ma a mio avviso è il classico "tacon che l’è peso del buso". Il buy-in differenziato è, tutto sommato, un atto maschilista e sul web molti chiedono: "Sarà conveniente pagare così tanto per giocare contro tutte donne?". Quasi si giocasse a scacchi all’asilo nido…

Ladies Event
Il messaggio che si fa passare è più o meno questo...

Risposta: no, non è conveniente e probabilmente non ci saranno molti uomini iscritti. Io non pagherei il decuplo neanche se gli avversari decidessero le mosse coi dadi, figuriamoci potendo beccare al tavolo una Selbst o una Harman.

Dovendo differenziare, sarebbe stato meglio vietare l'iscrizione agli uomini e basta.

I November Sayan

La notizia che il Final Table del Main sarebbe stato riportato a novembre mi ha provocato lo stesso interesse di sapere che la sagra del fagiolo di Roccapipirozzi si terrà a giugno invece che a maggio.

Già Barry Carter su PokerStrategy.com ha criticato questo formato, al quale però si riconosceva agli inizi una certa brillantezza commerciale. Ora non c’è neanche più quella: l'attesa è diventata noiosa, non si fa più il conto alla rovescia, non si vede perché insistere su questa strada. Gli organizzatori la pensano diversamente e certe critiche devono averli indispettiti, visto che han replicato ai detrattori con la simpatia del bimbo che devasta un supermercato per avere le patatine.

Che dire? Decisioni sulle WSOP, che spettano alle WSOP.

Diciamo anche, però, che a quel tavolo finale arrivano altri giocatori, che nel frattempo hanno assunto coach privati e si sono allenati. In cinque mesi l’edge tra un dilettante e un professionista può ridursi in maniera drammatica.

November Nine
Il giocatore che avete incontrato a luglio? Dimenticatelo...

Consideriamo che il Main WSOP è imbottito delle seguenti categorie:

1.Qualificati casuali
2.Miliardari annoiati
3.Sponsorizzati “estemporanei”

Sono così tanti che qualcuno al tavolo finale ci arriva sempre. E il delay va a loro favore.

Per rinsavire c’è sempre tempo… speriamo nel 2014.

by traxxer