Editoriale - Come vi spiego il November Nine
Ecco oggi una simpatica review degli eroi che già lunedì si disputeranno la finale WSOP al Rio di Las Vegas. Scoprite grazie a questo editoriale le curiosità più assurde dei nove assi delle World Series!
Lo sapevate che fra i giocatori del Main Event c'è un nove volte campione del mondo di calcio balilla? Che uno dei November Nine è qui solo per un misclic dell'avversario? Che il nickname del chipleader è un'idea di Justin Bonomo? Che c'è chi si spaccia per un culturista, ma ha i muscoli di una velina?
Nel singolare editoriale di questo sabato, andiamo a scoprire una volta per tutte il lato più nascosto del November Nine che andrà in onda già lunedì. Ecco chi sono veramente i 9 eroi che allieteranno le nostre prossime nottate, a caccia del trofeo più prestigioso di tutto il poker!
1. Jorryt Van Hoof - Il Cancellatore

Il suo nickname, non per niente, è TheCleaner11, vale a dire "Il Cancellatore". A chi si sta giustamente meravigliando del fatto che un olandese abbia potuto concepire un nickname tanto creativo, va detto che questo soprannome è un regalo del mitico giocatore americano Justin Bonomo, dato che il buon Jorryt non era stato in grado di fare meglio di un anonimo "Jorrytvh".
Ma quando Bonomo lo incontrò al tavolo online in Heads-Up beccò in faccia una tranvata così potente che qualcuno gli chiese: "Ma chi è il tizio contro cui hai giocato?", e la risposta di Bonomo fu: "Non ne ho idea, so solo che mi ha letteralmente cancellato". Sono credenziali interessanti per presentarsi al tavolo finale del Main Event...
Road to NN: Non pensiate che il torneo del Cancellatore sia stato tutto rose e fiori. Addirittura, dopo il day 4, aveva chiuso con uno stack ridicolo (282esimo su 291 left). Ma un day 5 miracoloso l'ha visto portare i gettoni da 131.000 a 3.900.000. Quando si dice una sessione positiva...
2. Felix Stephensen - L'Ultras
Come sbucato dal nulla, questo norvegese arriva a Las Vegas, paga in contanti il buy-in del Main Event, e scambia il 7% delle proprie quote con quelle del connazionale Ola Amundsgard, pensando: "Evvai, l'ho fregato". Invece, mentre Ola si arrende al 237° posto, Felix arriva in finale, dove guadagnerà almeno $750.000 (meno il 7%, ovviamente).
Particolare curioso, Felix Stephensen ha dimostrato durante tutto il Main Event di essere quel che si dice un VERO tifoso. È noto il suo amore per la squadra di football dei New York Giants, però per tutto il Main Event ha indossato il cappellino dei San Diego Chargers, perché lo stemma gli sembrava esteticamente più bello. Tipico tifoso integralista...
Road to NN: Mai nelle primissime posizioni del lotto, Felix Stephensen deve il suo November Nine al gentile suicidio di Thomas Sarra jr, dealer 39enne che di mestiere fa il badante della propria nonna. Sarra ha deciso sulla bolla del Day 6 di committarsi in 4-bet con 

3. Mark Newhouse - Lo Spaccone
Si dice a volte che la vita conceda a pochi una seconda possibilità. Mark Newhouse è già arrivato alla terza. Da studente di college, Mark costruì dal nulla l'esorbitante bankroll di $200.000. Dedicatosi completamente al poker, vinse praticamente subito il WPT del Borgata guadagnando $1.500.000.
L'identikit base di una grande promessa del poker, eppure da qui in poi il carattere spavaldo di Mark gli farà fare una stupidaggine dopo l'altra, grazie alle quali questo ottimo player finirà sul lastrico e sarà costretto a ripartire da zero. Poi, un anno fa, la rinascita: Newhouse arriva tra i November Nine, ma la sua esperienza dura solo poche mani.
$730.000 bastano per rifarsi una vita? Direi di sì, ma per essere proprio sicuri Mark compie l'impresa delle imprese, arrivando di nuovo al tavolo finale l'anno successivo (secondo gli esperti c'è 1 possibilità su 550.000 che ciò accada). Da evitare un altro nono posto: tutta 'sta fatica per passare alla storia come quello che è stato due volte di fila l'ultimo dei November Nine...
Road to NN: La fama di spaccone di Mark Newhouse non è affatto usurpata. Di tutti i giocatori giunti nelle fasi finali del Main Event, l'americano è nettamente quello con le stats preflop più aggressive. Altissime le sue percentuali VPIP (33.7%) e PFR (22.5%), unite a una bassissima percentuale di Re-Raise (1.7%). Durante questo Main Event, però, è stato uno dei più regolari, praticamente sempre nelle parti altissime del chipcount, nonché chipleader del day 5. Ci farà divertire di sicuro...
4. Andoni Larrabe Sanchez - Il finto forzuto
Non si vedono molto spesso spagnoli al tavolo finale del Main Event. L'aveva sfiorato, l'anno scorso, Carlos Mortensen, già campione nel 2001 ma uscito in bolla dopo essere stato a lungo seduto accanto al nostro Sergio Castelluccio. Ce l'ha fatta invece Andoni Larrabe Sanchez, giocatore di origine basca che a quanto pare ama presentarsi in pompa magna per mettere paura agli avversari.
Tifosissimo dell'Athletic Bilbao, di cui indossa sempre la maglia al tavolo, Andoni oltre ad avere due cognomi ha anche due soprannomi: il primo è "pollopopeye", che ci ricorda il mitico Braccio di Ferro; il secondo è, semplicemente, "Leon", leone. In entrambi i casi la fantasia supera di gran lunga la realtà, dato che i bicipiti del simpatico spagnolo assomigliano inquietantemente a quelli della Canalis. L'importante è crederci...
Particolare molto curioso: anche lui come Jorryt Van Hoof ha avuto uno scontro ravvicinato con Justin Bonomo, quando splittò con lui le prime due monete del PCA 2013 guadagnando oltre $200.000.
Road to NN: Torneo pazzesco per Larrabe Sanchez, che è incredibilmente rimasto in top ten dall'inizio alla fine di questo torneo. Lo troviamo 6° nel day 3, 7° nel day 4, 5° nel day 5 e 6, infine 4° alla chiusura del day 7. Sembra avere le idee piuttosto chiare...
5. Daniel Sindelar - L'Esteta
Uno dei personaggi più simpatici di questa finale è senza dubbio Dan Sindelar, un nerboruto 30enne del Nebraska che - dopo la laurea - s'è trasferito a Las Vegas adducendo assurde motivazioni estetiche, e dicendo a tutti: "Vado laggiù perché mi piacciono un sacco i panorami secchi e desertici".
In realtà scopriamo proprio quest'anno cosa sia andato a fare il buon Sindelar a Las Vegas: se le cose girano per il verso giusto, potrà tornare a casa senza essere messo in castigo dai genitori...
Road to NN: Giocatore piuttosto aggressivo, Sindelar ha passato un Main Event tranquillo e sereno, rimanendo fra i top dal day 3 in poi. Il suo faccione puntato da due simpatici occhietti azzurri sembra imperturbabile, ma riuscirà a mantenere calmi i nervi anche giocandosi dieci milioni di dollari?
6. Billy Pappas - Il Collezionista
Questo potrebbe essere una sorta di anno zero per il poker mondiale: al tavolo finale della rassegna iridata giunge infatti un uomo che già è campione del mondo. In un'altra disciplina, ma sempre campione del mondo. Billy Pappas è infatti un simpatico alienato 29enne che ha passato le migliori ore della propria vita a giocare a calcio balilla, tanto da diventare campione del mondo in questa specialità. E non una, ma addirittura nove volte. Gli piace collezionare coppe, evidentemente...
Il cognome è importante, ma questo giocatore di evidenti origini elleniche ha optato per un paio di tagli anagrafici in seguito a motivazioni di natura filantropica: il suo vero nome (William Pappaconstantinou) mandava infatti in coma cardiorespiratorio qualsiasi commentatore che tentasse insanamente di pronunciarlo tutto. Tanto che, per evitare stragi, avevano cominciato a chiamarlo Coso ("Thing").
Road to NN: Come per altri suoi colleghi a questo tavolo, Billy deve ringraziare un miracoloso day 5. L'apice del suo torneo giunge nella classica mano-sculo, durante la quale si trova in 4-way con una pericolante pocket di 




7. William Tonking - Lo sportivo (da TV, però)
Un personaggio da non sottovalutare potrebbe essere lo statunitense William Tonking, che si presenta con una certa spocchia al tavolo finale. A suo dire, è un duro, un cowboy e un inguaribile sportivo. Poi lo vedi in faccia e rimani perplesso, dato che sembra il fratello grasso di Leonard Hofstadter.
Appassionato di tutti gli sport, ma soprattutto di calcio (che in America, ricordiamolo, si chiama soccer e non se lo fila nessuno perché confrontandolo con il football lo considerano un complotto comunista), Tonking cova un'altra simpatica particolarità: negli anni dispari non ha mai vinto un dollaro. Ecco uno che il back to back non lo farà mai...
Road to NN: Tonking approda al final table soprattutto grazie a una gustosa sculata, quando Martin Jacobson con AJ da UTG riesce a miscliccare live limpando accidentalmente anziché rilanciare, e consentendo così il call di Tonking con J9o da SB. Il flop in questi casi è una specie di tatuaggio sul collo del destino: T, 8, 7. Ovviamente con tanto di flushdraw che non si chiude per Jacobson. Easy double-up...
8. Martin Jacobson - L'Eterno Secondo
L'unico giocatore dal pedigree veramente interessante è lo svedese Martin Jacobson, che però associa a una grandissima continuità nel poker (è il più vincente degli svedesi dopo Chris Bjorin) due caratteristiche altamente inquietanti che ne minano lo status di favorito assoluto del November Nine. La prima riguarda il suo stack, che è uno dei peggiori al tavolo.
La seconda, ben più pericolosa, è quella che ci racconta della sua insana passione per i secondi posti. Solo nell'European Poker Tour, ad esempio, ne ha ottenuti già tre, con l'aggiunta di un terzo posto a Budapest nel 2008 e di un quarto a Berlino 2011. Ce lo giochiamo runner-up?
Road to NN: Jacobson è un giocatore estremamente aggressivo, e giunge al tavolo finale del Main Event dopo aver condotto un torneo praticamente perfetto. Sempre top 30, è stato chipleader due volte: alla chiusura del day 1 e del day 6. E ricordiamoci che l'unica volta che un chipleader del day 1 arrivò al tavolo finale, poi andò a vincere il Main Event (Joe Cada, nel 2009). Basterà a contrastare la sua inestirpabile seconditudine?
9. Bruno Politano - Il Ragazzo della Via Crucis
Il 2014 per il Brasile sportivo non è certo da considerarsi un anno indimenticabile. Anzi! La pessima figura della nazionale di calcio nei mondiali casalinghi (condita dal clamoroso 7-1 rimediato contro la Germania), ne fa a tutti gli effetti l'anno nero dello sport brasiliano. A salvare una barca che cola a picco ci pensa un simpatico 31enne di Fortaleza, proprietario di un negozio e grande appassionato del videogame Quake.
È lui infatti il primo brasiliano della storia a raggiungere il tavolo finale del Main Event, anche se lo fa da ultimo in graduatoria. Con i mondiali di calcio ha anche un'altra interessante liaison, essendo subentrato - in qualità di ambasciatore della room 888 - all'attaccante dell'Uruguay Luis Suarez, licenziato dopo aver tentato di mangiarsi la spalla di Chiellini. Gli sponsor li preferiscono meno cannibali...
Road to NN: Politano ha passato i primi tre giorni del torneo a barcamenarsi in quello che è stato un vero e proprio calvario. Sempre short, senza aver visto manco mezzo asso per centinaia di mani, s'è mantenuto inspiegabilmente a galla nonostante sia un player talmente tight da pushare soltanto gli assi suited. Con una media VPIP e PFR che si aggira intorno a un inquietante 10%, Bruno Politano non è decisamente il giocatore da cui ci si aspetta più spettacolo al tavolo. Brasiliani che fanno il catenaccio: il mondo alla rovescia...
by n10juan












