Editoriale - Dilettanti allo sbaraglio
Il caso del Borgata Winter Open è solo l'ultimo di tutta una serie di clamorose donkate degli organizzatori di tutto il mondo. Ma questi eventi sono soltanto comici o sotto c'è di più?
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| "Prima regola del freezeout: non parlare mai del freezeout..." |
Nel 2008 lavoravo a Potenza, e una sera mi feci convincere a iscrivermi a un freezeout live da €30 organizzato da alcuni simpatici amatori fra le mura di un circolo sportivo. L'aspetto del torneo era quel tipico mix a galleggio fra le frasi "Qui si fa il poker, fuori che ne sanno?" e "Fate finta di niente, che non siamo sicuri che tutto questo sia legale". Un mix inesorabile all'interno di ogni club che proponga tornei live in un paese nel quale la legge non ha ancora deciso se il poker sia legale o meno.
Con una sessantina di giocatori immersi in questo clima da "Fight Club", giunse a un certo punto al mio tavolo un evento mitologico che probabilmente i dealer non avevano mai visto. Uno split. Il giocatore short in push con A6 dominava il chipleader che aveva chiamato con A3, ma solo fino a quando sul board non erano usciti un asso, due 4 e un 9. Eppure, con mia grande sorpresa, il dealer mosse tutto verso lo short, e nessuno dei giocatori (compresi i due attori chiave della mano) ebbe nulla da ridire.
Decisi di farmi i fatti miei, anche per evitare di fare la figura del saputello in una compagnia conosciuta mezz'ora prima. Quando, però, poche mani più tardi, accadde la stessa cosa, non seppi più tenermi e feci notare l'errore, ricevendo in cambio l'onore di essere accolto esattamente come avevo paventato: un sapientino plus appena sbarcato da Las Vegas per insegnare poker ai selvaggi italiani.
Amatori o pro?
D'accordo - mi direte - era un torneo dilettantistico. Non posso certo aspettarmi dealer professionisti o chip con l'anima in plutonio. Se ripenso a quella volta che dopo un sit'n'go di quattro ore rimettemmo il mazzo nella scatola e lì ci trovammo un 
Eppure scopriamo poi che queste cose non capitano soltanto in un circolo privato, ma anche nei templi del poker. Luoghi come le World Series, L'EPT, gli High Roller da $100.000. Dove l'errore è sempre in agguato, come dimostra questo video che - qualche giorno fa - ha scatenato una divertente discussione all'interno di una newsbox.
Finché si tratta di un errore di distrazione, però, niente di troppo grave. Accade un po' in tutti gli sport che un arbitro con la testa fra le nuvole combini una donkata colossale alterando il corso della partita. Ma quando succede quello che in settimana è accaduto al Borgata Winter Open si è ufficialmente autorizzati a farsi quattro domande.
L'Odissea della chip d'argento
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| Le famose chips false |
Ricapitoliamo gli eventi, a uso di chi negli ultimi dieci giorni s'è fatto giustamente i fatti propri. Atlantic City, evento inaugurale del Borgata. A pochi metri dal tavolo finale, quando si è rimasti in 27, qualcuno s'accorge di un leggeriiiissimo particolare che fino a quel momento era sfuggito a tutti: le chips argentate da 5.000 non sono tutte uguali. Alcune hanno gli intarsi del casinò che rappresentano, altre sono completamente lisce, piuttosto stilizzate.
Esplode lo scandalo: non ci si mette molto a capire che qualcuno ha pensato bene di portarsi i pezzi da 5.000 direttamente da casa propria, senza del resto darsi pena di mistificarli troppo bene. Il torneo viene fermato, i giocatori - alcuni dei quali erano già nel mondo dei sogni, pregustando il proprio primo payout di un certo livello - vengono riportati a sciabolate sulla terra. Il poker player Nick Guagenti, uno dei 27 rimasti, scrive su Twitter: "Mi sento distrutto e perso".
Gli organizzatori, intanto, vanno a ripescare tutti i pezzi fasulli. Ce ne sono addirittura più di 200, il che significa oltre un milione di gettoni falsi, cioè quasi il 2% di tutta la valuta virtuale in gioco. Si parla di rimborso in base agli stack, ma il punto fondamentale resta un altro. Come hanno fatto gli organizzatori a non accorgersi che un giocatore (o tanti giocatori) è entrato con 200 pezzi falsi nella manica della giacca e s'è pompato lo stack per l'ammontare di oltre un milione?
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| Separati alla nascita |
Sarebbe come se l'Italia, nella partita inaugurale dei Mondiali 2014, entrasse in campo con 15 giocatori e continuasse così fino alle semifinali nell'indifferenza degli organizzatori. Ciò non potrebbe mai accadere: primo, perché gli arbitri non ci cascherebbero mai. Secondo, perché anche in 15 difficilmente l'Italia di quest'anno arriverebbe fra le prime quattro, dato che schiera gente come "Bruce Harper" Bonucci, confidenzialmente soprannominato: "la donkata arriva, basta aspettare".
E s'è fatto anche di peggio
Quello del Borgata, in realtà, non è che uno dei tanti episodi di dilettantismo professionistico che hanno ammorbato il poker negli ultimi anni, e che hanno trovato negli organizzatori francesi del Partouche i propri padrini naturali. Come dimenticarsi della famosa querelle del 2012, con la promessa di cinque milioni di garantito che veniva rimossa dal web pur di non pagare i €750.000 di gap fra soldi guadagnati e soldi promessi?
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| L'ambiguo manifesto in cui non c'era effettivamente la parola garantito... (continua) |
Il tutto dagli stessi personaggi che nel 2009 avevano avallato la truffa còrsa di Pasqualini e Rossi ai danni del mitico Gianni Giaroni, che nel 2010 condannarono Mustacchione Kanit a un grosso mal di pancia eliminandolo in maniera scandalosa dopo aver permesso a un giocatore francese di ripescare le proprie carte appena muckate. Gli stessi che successivamente negarono di aver scritto la parola "garantito" accanto ai famosi cinque milioni promessi nel 2012.
Quell'anno, più o meno dalla mente degli stessi personaggi, veniva fuori anche l'ISPT. International Stadiums Poker Tour. Molti sanno di cosa sto parlando, altri si chiedono: "Stadiums? In che senso?". Nel senso che i simpatici organizzatori hanno avuto una simpaticissima idea: il poker live è bello, si sta tutti in compagnia, ma l'action è terribilmente moscia. Perché allora non giocare tutti col proprio computer, ma ugualmente uno accanto all'altro? E dove mettere in pratica un progetto così ambizioso, se non all'interno di uno stadio?
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| ...che però, sorpresa delle sorprese, appariva eccome. Notare fra l'altro che, per coerenza, sono stati capaci di cannare sia il nome di Trickett che quello di Behbehani |
E siccome alle idee "geniali" segue sempre un certo entusiasmo, ecco che l'ISPT parte con un garantito di 30 milioni che fa capire come il caso Partouche non abbia avuto un grande impatto didattico sulla mente di alcune persone. Soprattutto se consideriamo che, dopo pochi giorni, i 30 milioni diventano magicamente 20. Poi i 20 diventano l'intero montepremi diviso fra tutti gli eventi della stagione ISPT, side compresi. E, se s'attende ancora qualche ora, viene infine cancellata dai manifesti anche la parola "garantito" (il lupo perde il pelo...).
Chi ha seguito la vicenda dell'ISPT sa com'è andata a finire. Nel 2013, per rilanciarlo (e vedi tu...), gli è stata affiancata la dicitura "Millionaire Maker". E mentre il luogo designato a ospitare l'evento passava dall'Arena di Praga al Maracanà di Rio de Janeiro, per poi toccare lo Stadio Olimpico di Berlino, si arrivava infine a disputarlo in un casinò di Tangeri, in Marocco, con una prima moneta di ben €90.000. A 'sto punto, tanto valeva chiamarlo "Trillionaire Maker". Magari sarebbero arrivati anche a €100.000.
Una barzelletta che non fa ridere
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| Dovrebbe essere la nostra espressione di fronte a questi eventi |
Sghignazziamo, noi, su queste cose, ma non dovremmo. Dietro gli ovvi sorrisi che suscita una cricca di organizzatori che s'affanna a nascondere parole dal web senza conoscere il concetto di "cache" (che fra l'altro, beffa delle beffe, in francese significa proprio "nascondo"), il poker intanto si contorce dal dolore.
Un gioco che da anni soffre di complessi di credibilità, un gioco che da sempre viene associato ai bari e alle truffe, un gioco in cui girano milioni considerati troppo facili... non può passare indenne dallo scontro con gente che cancella i garantiti, che non sgama a colpo i giocatori che vanno all-in coi soldi del Monopoly, che organizza "Millionaire Maker" da novantamila euro.
Chi pensa che questo sia un gioco vecchio e stanco, che ha ormai passato il proprio momento esplosivo, probabilmente sbaglia. C'è tantissima gente che non lo conosce e tantissimi paesi (come la Cina) in cui sta emergendo con forza. Senza contare che in America, luogo in cui bene o male è stato creato, da pochi mesi, il poker sta (ri)emettendo i primi cyber-vagiti e in molti già additano vari neo-nemici che vorrebbero sabotarlo.
Ma, secondo voi, fa più male un sondaggio semi-truccato di uno Sheldon Adelson, oppure il fatto che a pochi metri di distanza accadano "borgate" di queste "broborzioni"?
by n10juan





