Aggiornato il 28 Feb 26 da

Editoriale - Il gioco delle priorità

Dal tenero quadretto di due bambini che giocano in cortile, fino alla scelta che Mike Matusow ha tutto il diritto di fare, passando attraverso un'angosciante domanda: quanto vale davvero la vostra faccia?

bambino
Mi devi mille euro!

Nel cortile ci sono due ragazzini. Hanno entrambi 7 anni e stanno giocando con una palla da football americano. Uno si chiama Teodoro, l'altro - un po' più grassottello - di nome fa Michele. Giocano a lanciarsi il pallone, e chi lo prende deve essere bravo a non farselo sfuggire, altrimenti perde un punto. Ovviamente, chi lo lancia deve lanciarlo bene, sennò il tiro è nullo e tocca all'avversario. Prima di lanciare, l'improvvisato mini-quarterback si diverte urlando una provocazione.

"Scommetto mille euro che non la prendi".
"Ci sto. Lancia quella palla".
"Eccola!".
"L'ho presa! L'ho presa! Mi devi mille euro".

Le cifre che girano sono sempre più grosse, perché dopo ogni lancio si alza la posta. "Scommetto un milione di euro che non riesci a prendere questo tiro". "Io scommetto un miliardo di euro che ce la faccio". "E allora io scommetto un miliardo di dollari", che valgono meno degli euro, ma vallo a spiegare ai bambini.

Quando, finalmente, da un balcone del quarto piano arriva un vocione: "Teo, sali che è pronto da mangiare!", il gioco è concluso e si tirano le somme. Michele ha perso quasi due supertriliardi. E non è tanto la cifra, ma il fatto che sono dollari e non euro. I bambini si salutano stringendosi la mano, come a sancire la scommessa ormai esaurita.

Ti aspetti forse che contrattino una dilazione, ma il buon Michelino fa di meglio. Si dà una manata sulla fronte e dice: "Ah, dimenticavo! Ecco i tuoi soldi", e tira fuori dai jeans la mano vuota e sudaticcia, porgendola al compagno. Ti aspetti forse che Teo gli rida in faccia, confermando il proprio credito, invece il ragazzino arraffa l'invisibile contante, se lo ficca sacralmente nel giubbotto e poi sgattaiola attraverso il portone con un ovale da football stretto al fianco destro e due supertriliardi (solo vagamente invisibili) nella tasca sinistra.

Tutto cambia...

Mike e Ted
Non è che siano cresciuti benissimo

Oggi Ted e Mike hanno più di 40 anni e le cose sono un tantino differenti. Sono ancora amici, e amano sempre scommettere, ma qualcosa è subentrato in quelle trattative così semplici e avvincenti. Qualcosa di malizioso, forse qualcosa di sporco che ha ingarbugliato tutto quanto. Ora chi scommette fa attenzione, perché se perde dovrà pagare per davvero.

Poi, una sera del 2010, capita il patatrac. Mike è ubriaco, Ted forse ne approfitta un po' per estorcergli una scommessa piuttosto pericolosa. Per entrambi, perché se Mike rischia di perdere quasi due milioni di dollari, Ted rischia addirittura di crepare. Ha promesso che calerà per un quarto del proprio peso, e non è che si tratti del peso di un gigante, ma di quello d'un uomo di 85 kg, che proverà a scendere fino a 63.

Mike accetta di pagarlo 1 a 20 e Ted non crede alle proprie orecchie. Non è il tipo da farsi sfuggire un'occasione simile: è un gambler, un gambler vero, e difatti si getta anima e corpo all'interno di questa assurda scommessa. Non mangia, stringe i denti e la cinghia, bombarda il proprio fisico di sostanze che accelerano il metabolismo, si costringe a sfiancanti corse per chilometri e chilometri, mentre il suo corpo deperisce, mendicando zuccheri invano.

Così, due mesi dopo, la bilancia gli dà totalmente ragione. Ted è più magro di 22 kg, un vero figurino, e ha rischiato seriamente la vita per riuscirci, ma poco importa perché adesso il suo peso salirà rapidamente. Già, quanto pesano due milioni di dollari?

Una storia senza perché

Justin Smith
Justin Smith ha pagato il suo debito

La vicenda della prop bet fra Ted Forrest e Mike Matusow (che dei $1.800.000 dovuti ha pagato soltanto la ridicola cifra di $70.500 in quattro anni) ha infiammato in questi giorni migliaia di appassionati in tutto il mondo, ponendo all'attenzione di tutti un dilemma che forse si protrae fin dall'antichità. Quanto vale una scommessa lanciata sulla parola, oltretutto fra due amici? È giusto onorarla fino in fondo o c'è un limite?

Tanto per cominciare non è di secondaria importanza ricordare che il gioco d'azzardo è attualmente vietato negli Stati Uniti. Questo significa che anche le scommesse lo sono, e dunque - considerando il puritanesimo assurdo di alcune leggi statunitensi - va detto che in moltissimi stati americani chiunque lanci una prop bet per soldi sta compiendo un gesto vietato a rigor di legge, e che potrebbe essere punito con una sanzione e perfino con la galera.

Archiviato dunque il fatto che - da un punto di vista strettamente legale - Ted Forrest non solo non può costringere Matusow a pagare (tanto è vero che il vecchio Mike lo invita sagacemente a citarlo in tribunale), ma addirittura rischierebbe di dover restituire i $70.500 che ha preso (e anche i $200.000 che Justin Smith gli ha pagato sull'unghia, onorando immediatamente la scommessa)... archiviato questo, dicevamo, le luci dei riflettori si spostano verso l'ambito morale, più che legale, della questione.

Quanto vale la parola?

Dea Giustizia
Quanto vale la vostra parola?

La maggior parte dei commenti che ho letto sull'argomento condannano in modo piuttosto pesante Mike Matusow. Del resto è normale che in un ambiente di gambler (come un po' tutti noi siamo, chi più chi meno) si additi quello che non salda i propri debiti di gioco.

d1r7y5p0ng3 addirittura definisce il tutto stomachevole, ricordando che chi gioca con la mente offuscata dall'alcool non può pretendere, a cose fatte, di farsi restituire i soldi utilizzando questa scusa. Ciò è sacrosanto, anche se in passato sono esistiti casi in cui l'incapacità di un giudizio obiettivo da parte del debitore ha permesso a quest'ultimo di citare in tribunale il creditore, o addirittura - in alcune occasioni - il casinò.

Il vero punto della questione è che - in assenza di regolamenti - il tutto diventa solo un gioco di priorità. Quando le luci dei riflettori si spengono e tu resti da solo con te stesso, nella tua mente apparirà una bilancia a due piatti (anche se, forse, Mike Matusow ormai vede bilance solo nei suoi incubi). Sul piatto destro metterai i soldi, su quello sinistro poggerai la tua parola.

Poi toglierai la mano, e farai attenzione a capire se è più pesante l'uno o l'altro piatto. Mike ha compiuto una scelta, e aveva tutto il diritto di farlo. Ha scelto di rinunciare alla propria affidabilità creditizia, di fare in mondovisione la figura del taccagno e del bugiardo, di insultare Ted alla cafona, di essere scorretto fino in fondo. Ha scelto di perdere un amico.

Nel farlo, s'è assunto la sua dose di rischio. Così come è stato un rischio per Forrest non solo sfiancare il proprio corpo così brutalmente sfiorando a tutti gli effetti la morte, ma anche fidarsi di Matusow, che pure conosceva molto bene.

Un gioco di sesterzi

romano
Quanto devo pagà!?

La parola "scommessa" viene dal verbo latino "committere", il cui etimo è lo stesso del sostantivo "commissione". Una commissione prevede che qualcuno affidi a qualcun altro un oggetto. Così, nell'antica Roma, si usava affidare a un terzo soggetto la cura di una scommessa, chiedendo a quest'ultimo di vegliare affinché le parti mantenessero la propria parola. Eppure anche allora le scommesse erano vietate (chi veniva beccato doveva pagare una multa pari a 4 volte l'importo scommesso, e questo valeva per entrambi i contraenti).

Il fatto che Matusow e Forrest, se si fossero chiamati Matusovus e Phorestae, avrebbero dovuto scucire 8 milioni di sesterzi a testa, non cambia granché la situazione. Perché probabilmente i due "homines" avrebbero evitato di divulgare la propria scommessa usando un po' di buonsenso.

Buonsenso, quella parola che è l'unico vero tassello mancante di tutta questa storia. Per Forrest, che ha rischiato di suicidarsi per inseguire una somma che sapeva (perché per forza doveva saperlo) non sarebbe stata facile da esigere a cose fatte. Per Matusow, che scommette cifre che poi non ha il coraggio di elargire, e infine è costretto a render noto a tutto il mondo che la sua faccia vale $70.500, non un dollaro di più.

Vi siete mai chiesti quanto valga la vostra?

by n10juan