Aggiornato il 28 Feb 26 da

Editoriale - Il poker 30 secondi fa

Questa settimana ha portato con sé il seme di quella che potrebbe essere la più grande rivoluzione pokeristica di tutti i tempi. Ecco spiegato come cambierà il gioco con l'avvento degli shot clock.

Roberto Bernardi
Roberto Bernardi. È stato eletto il più
grande pallavolista di tutti i tempi

Se qualcuno mi chiedesse di raccontargli quale sia stata l'Italia sportiva più forte di tutti i tempi, non avrei dubbi. Io, che sono del '79, ho avuto tempo e fortuna di vedere all'opera la famosa "generazione di fenomeni" che negli anni '90 monopolizzò per oltre un decennio i tornei mondiali di pallavolo, rendendoli quasi noiosi. Giani, Zorzi, Lucchetta, Lorenzo Bernardi... Sono icone di uno sport che fondamentalmente non c'è più, perché la pallavolo odierna - con l'introduzione del Rally Point System - è nettamente più frenetica di quella di allora.

Anche nel poker, abituiamoci, l'azione sarà sempre più veloce. È nella natura delle cose. Nessuno sport si è rallentato dalla sua nascita. La settimana appena trascorsa, insospettabilmente, ha portato con sé il germoglio di quella che potrebbe presto diventare la più grande rivoluzione della storia del poker dall'introduzione delle chips. Parliamo ovviamente dello shot clock nei tornei live, vale a dire un dispositivo che costringerebbe ogni giocatore a effettuare la propria mossa entro 30 secondi (con l'aggiunta di un eventuale timebank), per evitare che la mano venga muckata. Proprio come accade nell'online.

Un gioco democratico

Daniel Negreanu
Muoviti, che ti muckano la mano!

Il poker, che alle volte è quasi commovente per democrazia, sta comportandosi da questo punto di vista come pochissimi sport avrebbero fatto al posto suo. A decidere un cambiamento così importante non sono quattro barbogi, seduti attorno a un tavolo, che valutano quanto guadagnerebbero in più se le partite durassero tre ore in meno a day. È stato invece chiesto ai giocatori stessi cosa ne pensano.

Ti aspetti dunque che ci sia una spaccatura fra i players. Che i giocatori più anziani e più vincenti restino appesi al vecchio ideale di poker, lento e riflessivo, e rifiutino con forza. Poi scopri che Daniel Negreanu è fra quelli che sostengono l'orologio.

Kid Poker è il giocatore più vincente del mondo e - potete smentirmi, ma io continuo a esserne convinto - probabilmente il pokerista più forte dai tempi dell'inarrivabile Stu Ungar. Per quale ragione uno come lui, che ha vinto letteralmente i milioni grazie al poker live, è poi il primo a volerlo modificare rendendolo più favorevole ai giovani grinder che provengono dalla folle frenesia dei circuiti online?

La risposta è piuttosto semplice. Negreanu, che è una persona estremamente scaltra e intelligente, sa benissimo che una rivoluzione del genere non farebbe che consegnargli un ulteriore, mastodontico vantaggio.

Intestini sensibili

Niki Lauda
Niki Lauda prima dell'incidente

Nel poker online molti bravi giocatori sono abituati a compiere le proprie scelte su una marea di tavoli e in pochi istanti, ragion per cui non si ha motivo di ritenere che 30 secondi di tempo seduti a un solo tavolo possano rappresentare un problema. Ma ci sono due fattori importanti da considerare: primo, chi gioca online ha a disposizione un arsenale di strumenti (dagli HUD al conteggio delle chips) che facilitano enormemente le decisioni. Secondo, dal punto di vista emozionale chi sta chiuso in casa davanti a un pc ha la libertà di lasciar partire tutti i tell che desidera, senza rischiare niente.

Il grande pilota di Formula Uno Niki Lauda, tre volte campione del mondo nonostante un terribile incidente che lo sfigurò in volto, sosteneva di non essere il più forte di tutti alla guida, ma di avere una dote che nessun altro pilota aveva: chiappe sensibili. Non si sta parlando, ovviamente, di una sfacciata fortuna, quanto della capacità di comprendere quali componenti della vettura non funzionassero a dovere tramite le vibrazioni recepite proprio attraverso il sedere.

L'esperto mentalista del poker (nonché Strategista) Jared Tendler sostiene che nel nostro gioco questo accada invece con i visceri. Ci sarebbero, cioè, giocatori capaci di maturare un intuito superiore tramite quel "secondo cervello" che molti medici definiscono il nostro intestino. Questi players sono avvantaggiati, perché un talento fuori del comune unito a un'esperienza decennale ha forgiato i loro intestini in modo tale che in pochi attimi abbiano già una discreta idea di come comportarsi all'interno di spot complessi.

The Mentalist
Ovviamente alla parola "mentalista" avete subito pensato a lui...

Lo shot clock non farebbe che aumentare i loro vantaggi, rendendo invece i giocatori più inesperti una sorta di mitragliatrice di tell incapace di gestire la costante pressione di uno spot in cui non sai esattamente quante chips abbia l'avversario, né le sue statistiche, e - cosa più importante di tutte - devi costantemente tenere a freno respirazione, pulsazioni e sistema nervoso.

Gli effetti di questa rivoluzione sarebbero immediatamente devastanti per il gioco che conosciamo ora. Per comprenderlo nella pratica, basta fare un semplice esercizio. Immaginiamo di poter applicare questa nuova regola retroattivamente e andiamo a ripescare alcuni dei momenti clou nei più famosi tornei del passato. Come sarebbe stato se...?

Il fold di Romanello

Il grande attaccante Eric Cantona, autore di quasi 200 reti, sosteneva che il suo più bel gol fosse stato in realtà non un gol, ma un assist. La giocata migliore della carriera del gallese Roberto Romanello rimarrà per sempre quella con cui non vinse nemmeno una chip, ma al contrario evitò di perderne: un fold memorabile che lasciò Mike Matusow a bocca aperta (come se fosse una novità).

Eppure, se Romanello avesse avuto solo 30 secondi per decidere, le cose sarebbero andate in maniera molto differente. Senza tutto il dialogo fra i due giocatori ("Se foldo me le fai vedere?" - "No!" - "Ok, dai, ho cambiato idea, te le faccio vedere"), difficilmente Roberto avrebbe mai foldato quella mano.


La fretta di Tony G

Giocare contro Antanas Guoga non è mai un'impresa semplice. Un po' perché è fortissimo, ma soprattutto perché la sua personalità al tavolo tende a farsi sentire. In questo caso il famoso player di origine lituana se la prende pesantemente con Andrew Robl, reo di essere un po' troppo lento nel pensare.

Certo, se Robl avesse avuto 30 secondi a mossa, tutto questo non sarebbe mai accaduto e le arterie di Tony G ne avrebbero tratto un certo giovamento. Possiamo dunque ragionevolmente pensare che giocatori nervosi come Tony gradirebbero un poker più snello e rapido.

Il bluff di Jack Straus

Se c'è una giocata epica, ma epica davvero, quella è probabilmente la scena del compianto Jack "Treetop" Straus che rivolta un nitty come un calzino bluffandogli l'anima. È una mano che ho già raccontato in un editoriale di qualche mese fa, dunque mi limito a mostrarvi un simpaticissimo video che la ricostruisce in maniera piuttosto cinematografica.

Immaginate, però, che il buon Straus avesse avuto solo 30 secondi per ordire questa incredibile messinscena. Non sarebbero bastati nemmeno per pensarla, figuriamoci per metterla in pratica!

Siamo sicuri che...?

Pinocchio
Un oppo con cui sarebbe semplice giocare

Ora, alla luce di tutto questo, io vi faccio una domanda. Siete davvero convinti che una rivoluzione del genere renderà più agile e spettacolare il poker live? Io, che pure non ho niente contro gli orologi, sinceramente non lo sono affatto.

Perché - che ci piaccia o no - una delle parti più spettacolari del poker è proprio il silenzio. Dentro quei minuti interi, passati a rimirare un genio che - lo sguardo fisso sul bordo del tavolo - macina informazioni come fossero chicchi di caffè da sbriciolare, c'è tutta la bellezza di questo gioco. E non è affatto pesante attendere qualche minuto, quando hai di fronte un Jason Mercier capace di umiliare Koskas al tavolo finale di un EPT chiamandolo al river con una low pair.

Del resto, la parola poker viene dal francese pocher, che significa mentire. Architettare elaborate menzogne è, in effetti, la più grande abilità che serva in questo bellissimo gioco. E, pensateci: costruite bugie più spettacolari quando vi sparano domande a bruciapelo, oppure quando avete un sacco di tempo per prepararle?

by n10juan