Editoriale - Io sono leggenda
Un affascinante viaggio all'interno dei più epici giocatori raccolti nella Hall Of Fame WSOP. In attesa del membro numero 47 (sarà Negreanu?) ecco tutto ciò che dovreste sapere sulla mitologia del poker.
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| Mica un istituto qualsiasi...! |
Il mio professore di latino del liceo era un grande professore. Non che fosse particolarmente simpatico o gentile, ma rappresentava uno di quei rari casi in cui un insegnante viene amato dai propri studenti semplicemente perché è un mostro di cultura. Così, quando una mattina scoprii che era il suo 50esimo compleanno, convinsi alcuni miei compagni a ordire una scappatella in pasticceria, durante l'intervallo, per fargli una sorpresa.
Uno di loro, pluriripetente, aveva automobile e patente, dunque non sarebbe stato complicato percorrere i 3 km abbondanti che ci separavano dal negozio e tornare in tempo per la fine della ricreazione. Solo che quel cretino non ci aveva detto di essere a corto di benzina, e così ci riducemmo a rientrare a scuola, stanchi e sudati, venti minuti dopo la campanella, quando ormai ci davano per disertori.
Quando mi spedirono dal preside vidi qualcosa che la mia superficialità adolescenziale non mi aveva mai fatto notare prima di allora. Sulla parete del corridoio che conduceva alla segreteria, c'era una lunga sfilza di quadri raffiguranti delle persone. Si trattava dei più importanti personaggi che avevano scritto la storia di quel glorioso istituto. L'ultima cosa che pensai, prima di affrontare il preside, fu: "Chissà se aver fatto il record della scuola nel salto in lungo basterà a garantirmi un posto lassù?".
La Hall Of Fame del poker
Anche il poker ha la sua sala dei più grandi. E anche se non si tratta di un luogo molto conosciuto e frequentato, la Hall Of Fame delle World Series rappresenta in ogni modo una grossissima fetta di ciò che abbiamo, oggi, per riuscire a comprendere come si è evoluto in questi ultimi decenni il mondo di questo fantastico gioco.
Nell'attesa che il 2014 ci restituisca il 47° (e forse anche il 48°) pokerista da inserire nel lotto delle leggende, ho voluto esaminare più da vicino questa parete a molti sconosciuta e amo pensare che sia divertente e interessante anche per voi, come lo è stato per me, scoprire alcuni dei personaggi più strani che abbiano costellato questo incredibile mondo sospeso a galleggio fra gioco e realtà.
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| Qualcuno di noi finirà su quella parete prima o poi? |
La prima cosa che si può notare squadrando sommariamente i 46 membri della Hall Of Fame è che esistono quattro grandi tronconi in cui questi personaggi possono essere suddivisi. Il primo, il più fornito è composto dai grandi giocatori, coloro che hanno meritato l'onore di vedere la propria foto sulla parete più significativa grazie alla propria abilità al tavolo e al numero delle proprie vittorie.
Ci sono poi coloro che hanno avuto la bravura e la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto, diventando i primi a compiere qualcosa di importante. La prima donna a raggiungere la finale di un Main Event, il primo gambler a contare le carte nel blackjack, colui che pagò il buy-in a Stu Ungar permettendo al mondo di scoprire il più grande giocatore di sempre...
Il terzo troncone è formato dagli inventori. Coloro che si distinsero per aver apportato a questo gioco modifiche talmente rilevanti da renderlo bello come oggi lo conosciamo, per esempio i satelliti o le hole-cam per vedere una partita in tv a carte scoperte. Infine, l'ultimo e più significativo gruppo di personaggi è composto dalle leggende pure. Siano esse giocatori epici come Ungar, figure quasi mitologiche come Nick "The Greek" Dandolos o addirittura pokeristi talmente appassionati da trovare la morte con le carte in mano.
I grandi giocatori
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| Magico Scotty! |
Da Mike Sexton a Doyle Brunson, da Erik Seidel a Phil Hellmuth, sono tantissimi i giocatori eccezionali che hanno raccolto il grande onore di venire ammessi nella Hall Of Fame per merito della propria bravura al tavolo. Anche se a volte questo non è all'apparenza sufficiente. È per esempio il caso di Scotty Nguyen, la cui iscrizione nella HoF fu ampiamente criticata per via di alcune sue sporadiche apparizioni al tavolo in evidente stato di ebbrezza (mai molesta).
Questo lascerebbe presupporre che anche il poker, per quanto considerato un gioco ribelle e adatto ai peggiori ceffi per via della sua vicinanza col puro gambling e della sua propensione a insegnare a saper mentire, abbia una propria morale ben definita. C'è chi sostiene che il vecchio Scotty non sia un buon ambasciatore per questo gioco, perché la sua figura indurrebbe all'alcoolismo. Sono chiaramente stupidaggini, tanto è vero che Nguyen è stato eletto ugualmente, in barba ai bacchettoni. E poi... chi non s'è mai sbronzato un paio di volte in vita propria?
I primi a...
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| La signora Enright al tavolo |
Ci si può trovare al posto giusto al momento giusto anche nel poker, dove una sola piccola carta può cambiarti la vita. È il caso di Barbara Enright, iscritta nella HoF nel 2007 e ancora oggi l'unica donna ad aver mai raggiunto un FT nel Main Event WSOP. E dire che, nel 2012, alle soglie del November Nine, quando si era 11 left, c'erano due (bellissime) donzelle ancora in gioco: Elisabeth Hille e Gaelle Baumann.
Per uno scherzo del destino, vennero eliminate entrambe dall'ungherese Andras Koroknai, che fu anche avvantaggiato da un evidente errore del floorman nei confronti della Baumann, la quale forse, oggi - senza quella svista - sarebbe la terza donna a far parte della Hall Of Fame. Cose che succedono, certo, ma sufficienti a cambiarti la vita per sempre!
Gli inventori
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| Edmond Hoyle (1672-1769) |
Sapevate che l'ideatore del poker è considerato il colono della Louisiana Tracie Forbes, detto Blondie? E che il texano Felton McCorquodale, detto Corky, fu l'uomo che nel 1963 fece scoprire il Texas Hold'em ai casinò di Las Vegas? La storia di questo sport è piena di pagine impolverate e ingiallite che, se esaminate con attenzione, rendono al poker il giusto tributo.
Si scopre così che nel XVII secolo nasceva Edmond Hoyle, un avvocato inglese che partendo dal noto gioco "whist" s'impegnò a scrivere trattati su qualsiasi gioco conosciuto, con una predilezione per le carte. E si tratta di volumi così importanti che è grazie a loro che alcuni passatempi ludici oggi molto apprezzati hanno regole omologate in tutto il mondo (ad esempio il backgammon). Tanto che ancora oggi, in inglese, per dire "mettersi d'accordo sulle regole", si usa la locuzione "according to Hoyle".
Io sono Leggenda
C'è infine un piccolo gruppo di ombre luminose. Giocatori irripetibili, personaggi appassionati fino alla morte, uomini che hanno fatto grande questo piccolo gioco di carte. Come Johnny Moss, nove volte vincitore di un braccialetto, colui che trionfò nel 1970, quando le World Series erano una incredibile novità. O come Chip Reese, il giocatore più completo di tutti i tempi: un mito assoluto capace di farsi rispettare in ogni genere di variante.
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| Stu Ungar ancora giovanissimo (ma già ultravincente) |
È facile muoversi subito in direzione di Stuart Errol Ungar, detto Stu (o meglio: "The Kid"), il Maradona, il Mozart del poker, colui che resterà forse in eterno il più grande giocatore di tutti i tempi. Ma fra i tanti giocatori leggendari ce ne sono tre che hanno attirato la mia attenzione per un motivo all'apparenza macabro, e che invece rende secondo me l'idea di quanto vita e gioco siano strettamente abbracciati, di quanto la passione ludica sia da considerarsi fondamentale per l'esistenza umana.
Si tratta di giocatori che sono morti con le carte in mano. Proprio così: stroncati mentre stavano compiendo il gesto che amavano di più di tutto. Mentre stavano giocando a poker. Come nel caso di Tom Abdo, che nel 1967, a 73 anni, fu colto da un infarto durante una partita di cashgame. Mentre lo trasportavano in ospedale, Tom tirò la giacca a un suo amico e - in un mare di sudore e sofferenza - gli disse le tipiche parole di un uomo che sta per morire. Che in questo caso, però, non furono: "Di' a mia moglie che l'amo", ma più propriamente: "Tienimi il posto al tavolo e conta le mie chips, che sennò me le fregano".
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| Una leggenda del West |
Uomini come Jack "Treetop" Straus, l'autore del bluff più incredibile della storia del poker. Anche lui fu ucciso da un infarto mentre giocava una partita di cashgame al Bicycle di Los Angeles, nel 1988. Oppure come James Butler Hickok (detto "Wild Bill"), il western cowboy che incarna più di tutti l'icona del pokerista incallito. Lui non venne ammazzato da un infarto, ma da un colpo di pistola. Era il 1876 e, sissignori, già si giocava a poker.
Wild Bill, anzi, si era diretto a Deadwood proprio per giocare, anche se pare avesse dichiarato ai propri amici di avere un presentimento di morte relativo a quel luogo (sarà stato un po' anche il nome della città, presumo...). Più probabilmente c'era qualcuno che lo stava cercando per regolare i conti. Fu così che un uomo entrò nel saloon e gli sparò un colpo in testa senza apparenti motivazioni. Wild Bill cadde a terra mostrando un buon punto: una doppia di assi e otto tutti neri che ancora oggi è detta "la mano del morto".
Storie affascinanti...
Racconti di un mondo, quello pokeristico, che non si limita certamente ai mastodontici (e a volte anonimi, come afferma nostalgicamente Doyle Brunson) field del Main Event odierno, oppure alla guerra di propbet fra Phil Ivey e Daniel Negreanu, o a chi ha vinto più o meno denaro del Big Drop. Racconti che, invece, recitano di un affascinante viaggio all'interno della Storia di questo pazzo sport, parlandoci a volte di avvenimenti così assurdi che si fa fatica addirittura a crederci.
Questo e molto altro è la Hall Of Fame del poker: un documento che a volte dimentichiamo ma che dovremmo invece tener caro, perché è fra i pochissimi diari di bordo che ci possano rendere, oggi, un resoconto della vita di questo gioco, nel ricordo dei personaggi che più di tutti lo hanno onorato. Siete pronti a conoscerli, uno per uno?
| Anno | Nome | Nascita | Wins | Guadagni | Curiosità |
| 1979 | Johnny Moss | 1907-1995 | 9 | $834.222 | Vincitore della prima edizione |
| 1979 | Wild Bill Hickok | 1837-1876 | Morto durante una partita | ||
| 1979 | Edmond Hoyle | 1672-1769 | Fu il primo teorico di giochi di carte | ||
| 1979 | Nick Dandolos | 1883-1966 | Il leggendario "Greco" | ||
| 1979 | Corky McCorquodale | 1904-1969 | Sdoganò l'Hold'em a Las Vegas | ||
| 1979 | Red Winn | 1896-1961 | Considerato il migliore al 7-Stud | ||
| 1979 | Sid Wyman | 1910-1978 | Il primo grande HighStaker | ||
| 1980 | Blondie Forbes | ? | Inventore del Texas Hold'em | ||
| 1981 | Bill Boyd | 1906-1997 | 4 | $80.000 | Un fenomeno del 5-Stud |
| 1982 | Tom Abdo | 1894-1967 | Morto durante una partita | ||
| 1983 | Joe Bernstein | 1899-1975 | 1 | $21.000 | Fu il primo a contare nel blackjack |
| 1984 | Murph Harrold | ? | Il migliore nel 2-7 Triple Draw | ||
| 1985 | Red Hodges | 1919-1977 | Un fenomeno del 7-Stud | ||
| 1986 | Henry Green | 1905-1973 | Un globetrotter del poker | ||
| 1987 | Puggy Pearson | 1929-2006 | 4 | $248.580 | L'ideatore del poker sportivo |
| 1988 | Doyle Brunson | 1933 | 10 | $2.945.053 | Sua maestà Texas Dolly |
| 1988 | Jack Straus | 1930-1988 | 2 | $555.000 | L'autore del più grande bluff |
| 1989 | Sarge Ferris | 1928-1989 | 1 | $150.000 | Il più grande amico di Stu Ungar |
| 1990 | Benny Binion | 1904-1989 | Inventore delle WSOP | ||
| 1991 | Chip Reese | 1951-2007 | 3 | $2.246.089 | Il pokerista più completo |
| 1992 | Amarillo Slim | 1928-2012 | 4 | $437.265 | Un famosissimo supergambler |
| 1993 | Jack Keller | 1942-2003 | 3 | $1.583.845 | Il campione soldato |
| 1996 | Julius Popwell | 1912-1966 | Un vecchio fenomeno del 5-Stud | ||
| 1997 | Roger Moore | 1939-2011 | 1 | $372.698 | Uno dei primissimi regular Omaha |
| 2001 | Stu Ungar | 1953-1998 | 5 | $2.081.478 | Il più grande di tutti i tempi |
| 2002 | Lyle Berman | 1941 | 3 | $1.588.774 | Il giocatore imprenditore |
| 2002 | Johnny Chan | 1957 | 10 | $4.322.593 | 2 volte campione del mondo |
| 2003 | Bobby Baldwin | 1950 | 4 | $681.811 | Fu il più giovane campione nel '78 |
| 2004 | Berry Johnston | 1935 | 5 | $2.084.677 | Piazzò ITM per 29 anni di fila |
| 2005 | Jack Binion | 1937 | Figlio di Benny Binion | ||
| 2005 | Crandell Addington | 1938 | $122.650 | Fu tra i fondatori delle WSOP | |
| 2006 | T.J. Cloutier | 1939 | 6 | $4.336.333 | Ha vinto in ogni variante Omaha |
| 2006 | Billy Baxter | 1940 | 7 | $1.082.304 | Pagò il buy-in di Ungar nel 1997 |
| 2007 | Barbara Enright | 1949 | 3 | $397.539 | L'unica donna finalista di un Main |
| 2007 | Phil Hellmuth | 1964 | 13 | $11.890.077 | Mr Bracelet: il più titolato di tutti |
| 2008 | Dewey Tomko | 1946 | 3 | $2.674.848 | Ha giocato tutte le edizioni dal '74 |
| 2008 | Henry Orenstein | 1925 | 1 | $201.100 | L'inventore della "hole-cam" |
| 2009 | Mike Sexton | 1947 | 1 | $1.097.139 | Vanta anche 50 ITM WSOP |
| 2010 | Dan Harrington | 1945 | 2 | $3.527.476 | Uno dei grandi teorici del poker |
| 2010 | Erik Seidel | 1959 | 8 | $4.512.901 | Un maestro del backgammon |
| 2011 | Barry Greenstein | 1954 | 3 | $2.645.086 | È detto il Robin Hood del poker |
| 2012 | Linda Johnson | 1953 | 1 | $146.346 | Straordinaria giocatrice di Razz |
| 2012 | Eric Drache | 1943 | $289.513 | Inventore dei tornei satellite | |
| 2012 | Sailor Roberts | 1931-1995 | 2 | $266.650 | Fu un grande giocatore di bridge |
| 2013 | Tom McEvoy | 1944 | 4 | $1.307.010 | Vinse il Main grazie a un satellite |
| 2013 | Scotty Nguyen | 1962 | 5 | $5.074.729 | Una leggenda del poker |
by n10juan






