Editoriale - L'anima di Hastings e le vacche maremmane
Torniamo, a distanza di qualche giorno, sulla vicenda incredibile che ha coinvolto il 3 volte campione del mondo Hastings, reo confesso di multiaccounting. E adesso cosa accadrà?

Un antico proverbio toscano dice che "una matassa, quanto più è arruffolata, meglio s'accomoda". Quella che in questi giorni ha coinvolto Brian Hastings, passando per David "Bakes" Baker, sembra una matassa piuttosto arruffolata, anzi un vero e proprio casino, e se i toscani sono gente saggia buon per Hastings che si possa accomodare presto.
C'è però anche un proverbio toscano che recita: "A cattiva vacca, Dio dà corte corna", il che dovrebbe voler dire che gli uomini più malvagi non hanno per fortuna la forza fisica di compiere le proprie malefatte. Che, detto tra noi, è una gran cavolata visto che spesso sono proprio questi ultimi i più intraprendenti.
Lasciando perdere vacche maremmane e proverbi di dubbio spessore, riprendiamo in mano la nostra matassa e cerchiamo quantomeno di capire da che parte si trova il bandolo. Tutto nasce dal classico gioco del caso: durante un torneo SCOOP da 2k su PokerStars, Bakes finisce al tavolo finale e accanto a lui c'è un certo NoelHayes sul quale non ha informazioni.
Dopo la fine del torneo, molti regular si fiondano da Bakes e svelano il segreto. "Davvero non sai chi è NoelHayes? Ma è Brian Hastings!". Ma come - pensa Bakes - non è sempre chiamato $tinger88? Insomma, ecco tornare il tipico segreto di Pulcinella: tutti sanno, ma nessuno parla. E la matassa comincia ad arruffolarsi...
Un'impressionante serie di errori
La vicenda esplode in tutta la sua furia verso la fine di giugno, quando Bakes si decide a rivelare gli altarini con tre tweet consecutivi. Difficile capire perché ci abbia messo tanto, ma nel frattempo Brian Hastings ha vinto due braccialetti alle World Series 2015 e ha toccato l'apice della propria carriera. Una coincidenza che di certo non profuma di bucato.

I giorni che seguono non sono facili. Chi vince è spesso oggetto di estrema antipatia, e Hastings arriva alla resa dei conti nel momento più vincente possibile. Ecco che dunque gli piovono accuse da tutte le parti, soprattutto sul rinomato forum 2+2, dove il ragazzo è chiamato a rispondere alla pesante imputazione di frode pokeristica, ma impiega diversi giorni per farsi vivo. E questo è il suo primo errore.
Quando Hastings decide di intervenire, compie nel modo più ingenuo possibile il secondo errore. La sua risposta è ridicola ed evasiva: se la prende con Bakes dandogli del frustrato, poi si spara un papello commentando che negli ultimi 3 anni ha avuto 2 stagioni di pessimi profitti ma alla fine ha carezzato l'etica del lavoro e soprattutto ha trovato una donna straordinaria che gli ha permesso di lavorare sul suo mindset e arrivare a vincere due braccialetti. Non solo, insomma, non risponde alle accuse... E non solo parla di "etica", ovvero l'unica parola che chiunque avrebbe evitato di usare in questo caso, ma in più inasprisce l'invidia altrui annunciando di esser fortunato pure in amore...!
A questo punto però la gente esplode e le accuse cominciano a diventare macigni. Quindi ad Hastings tocca buttar giù un secondo post, che suona come il terzo pesantissimo errore della sua impressionante serie di cacche di cane pestate una dopo l'altra con ammirevole nonchalance. L'intervento recita più o meno così: "Non ho mai ritenuto di essere al di sopra delle regole o delle leggi. Però sono un essere umano, e come tale faccio degli errori". Che non solo non significa nulla, perché si contraddice, ma nel migliore dei casi ammette la colpa.
L'errore più grave

La quarta e definitiva stupidaggine Hastings la fa tentando di raggiungere la fonte del problema e scrivendo quindi una lunga lettera a David "Bakes" Baker. Ecco il testo riassuntivo con i punti salienti dello scritto di Hastings: "Perché non hai risposto ai miei tentativi di contattarti? Come ti ho detto più volte, ho tentato di farti contattare durante il torneo per dirti che c'ero io dietro quel nick: non volevo edge su di te!"
"Quello che stai facendo colpisce tante persone, non solo me e te. È una pubblicità terribile per il mondo del poker online in un momento delicato e potrebbe trascinare dentro gente che non ha fatto nulla di male. Se vuoi continuare a giocare a poker online tra 5 anni, ripensa a come stai gestendo questa cosa".
"Non ho mai voluto guadagnare edge nei confronti tuoi o degli altri: volevo solo poter giocare e vivere negli USA, dove ho profondi legami con i miei amici e la mia famiglia, cosa che non avevo in Canada. Spero tu possa capire e spero che diventeremo amici, e sono sicuro che il tuo brutto momento passerà presto perché sei un giocatore pieno di talento".
Insomma, una vera e propria frittata. Un trogolo di melassa, mista a confessioni scioccanti, redatto con una nonchalance che fa venire i brividi. Un temino da quarta elementare che Bakes ha immediatamente pubblicato sui social network, mortificando in un lampo ogni intenzione di Hastings e buttandolo dalla padella alla brace rovente.
Campione sì, ma goffo e ingenuo

Non mi sorprende che esista una sorta di loggia di pokeristi che "sanno" le identità dei vari nickname e che probabilmente conoscono e accettano altri multiaccounter tra le loro fila. Ciò che mi sorprende sopra ogni altra cosa è che un campione del calibro di Brian Hastings, un vero e proprio genio matematico, possa gestire una situazione simile con tale goffa stupidità.
Mi sorprende che un giocatore che ha vinto 3 braccialetti WSOP e una caterva di milioni online sia così ingenuo da redigere una confessione in piena regola e mandarla alla stessa identica persona che lo ha appena denunciato, con perfetto tempismo e solo per frustrazione. Già, perché Bakes non ha buttato tutto su Twitter quando è accaduto il fatto, ma ha atteso che Hastings vincesse due eventi WSOP e fosse sulla cresta dell'onda per denunciarlo ad arte, raccogliendo il massimo del clamore mediatico con un espediente, a mio modo di vedere, assai meschino.
E Hastings, che sicuramente è un grande giocatore sia online che live, ha mostrato capacità di lettura a dir poco esilaranti scegliendo la persona peggiore per confessare i propri misfatti. Perché Bakes non solo è frustrato dalla sua recente mancanza di risultati, ma è anche un twittatore molto ciarliero, che non disdegna la polemica e che è stato sorpreso spesso a parlar male di tutto e di tutti (lo sa bene la Modiano, protagonista di un centinaio di suoi tweet).
Il passato burrascoso di Hastings

Quello che molti non ricordano è che il pur giovane Brian Hastings non è nuovo a critiche di natura morale. Nel dicembre del 2009 l'americano azzerò letteralmente la leggenda nascente di Viktor Blom, radendogli al suolo il bankroll per la bellezza di $5.6M al tavolo Omaha. Dietro questa bastonata epocale ci furono non solo grandi botte di fortuna (spesso, in quella partita, Hastings vinse piatti fortunati partendo da dietro), ma anche un'oscura condivisione di mani con Brian Townsend e Cole South, entrambi "nemici" di Isildur, al fine di trovare a tavolino i punti deboli del campione svedese.
Con questo espediente poco trasparente, i tre riuscirono a papparsi il patrimonio del collega e per questo comportamento furono spesso criticati nell'ambiente. Nemmeno il tempo di far cadere in prescrizione la vicenda, e Hastings torna nell'occhio del ciclone. Un caso? Io non credo.
Credo invece che in questa vita si raccolga sempre ciò che si è seminato. E credo che Hastings, il quale - ricordiamolo - è un ragazzo di soli 27 anni, non abbia ben compreso che esistono delle regole e che non tutto ti è dovuto, anche se a 20 anni hai fabbricato già i milioni con l'esclusivo utilizzo del tuo cervello.

Ciò che ha scritto a Bakes è per certi versi toccante, e per altri è condivisibile. La legge che impedisce il gioco online è stupida, certamente, ma se tutti sono costretti a rispettarla, perché non dovrebbe farlo anche Brian Hastings? È anche una questione di edge, certamente, perché rispetto ai colleghi deve spendere di meno e può avvalersi di un mindset più sereno al confronto di chi è stato costretto a espatriare per giocare.
Ora la parola passa a PokerStars, che sicuramente lo bannerà dal circuito, e chissà se il giovane campione non possa incorrere anche in sanzioni penali (negli USA su 'ste cose ci vanno giù pesante). Il che dispiace, perché questo giocatore è senza dubbio un grande pokerista. Ma, lo ripeto, si raccoglie ciò che si è seminato, e questa lezione Hastings la deve comprendere una volta per tutte.
Se non si è fatto scrupolo, cinque anni fa, di papparsi i milioni di Viktor Blom, lasciandolo sul lastrico, con che diritto chiederà nei suoi confronti un metro di giudizio più pietoso?