Aggiornato il 27 Feb 26 da

Editoriale: La nuova linea dell'EPT sugli accordi al tavolo finale

Barry Carter parla della nuova regola dello European Poker Tour che stabilisce che per discutere un accordo bisogna essere seduti al tavolo ed in presenza di un rappresentante del tour.

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Nuove regole per
la nona stagione dell'EPT

Giorni fa è partita la nona stagione dell'European Poker Tour, ed uno dei punti che ha sollevato le prime discussioni è stata una nuova regola sugli accordi. L'articolo 42 recita così:

“Riconosci ed accetti che ai finalisti è permesso di discutere qualsiasi tipo di accordo, o di ridistribuzione del montepremi rimasto, solo mentre sono seduti al tavolo finale, e che un rappresentante del tour deve essere presente durante queste discussioni e durante la loro messa in pratica”.

Gli accordi sono sempre stati un po' un segreto nel poker. Il pubblico generico, e gli spettatori in TV, non sanno che esistono, e solo chi di noi ha frequentato l'ambiente per molto tempo sa quanto siano frequenti.

Anche se raramente gli accordi vengono resi pubblici, la maggior parte delle persone interne ai casinò (staff e tournament director) con cui ho parlato stimano che circa l'80% dei tornei live si concluda con un deal.

Trasparenza

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Dev'essere presente un
rappresentante del torneo

Penso che molti apprezzeranno questa regola, perché presenta molti punti indubbiamente positivi, per lo più rispetto al tema della trasparenza.

Non sarà più possibile che i giocatori si freghino l'un l'altro con accordi segreti, magari promettendo una cosa ma sparendo con il loro premio “ufficiale”.

Anche le questioni di denaro come le dichiarazioni dei redditi saranno molto più semplici, specialmente per chi esce dal torneo con meno soldi di quelli che gli sarebbero spettati secondo il payout originale.

È un'ottima notizia, poi, anche per chi staka un finalista, perché, se segue le trattative in diretta, sa esattamente con quanti soldi se n'è uscito.

E a proposito di dirette in streaming, anche queste ultime saranno più interessanti. Intanto, anche solo assistere alle trattative può piacere ai fan più esperti, ma soprattutto permetterà di cogliere un aspetto della psicologia di un giocatore di poker che finora non è stato molto pubblicizzato in TV.

Sapere che il tal giocatore spingeva disperatamente per un accordo, mentre il talaltro si rifiutava, sarà una nuova ed affascinante dimensione sulla battaglia del poker a cui assistere in diretta.

Ma soprattutto penso che la cosa importante sia che porterà al gioco molta chiarezza. Si sente sempre più parlare di scandali di gente che imbroglia, e qualsiasi idea che possa eliminare in partenza la possibilità di inganni è ben accetta.

E siccome si capirà meglio quali sono le vere vincite ai tavoli finali, forse le strutture diventeranno più piatte, un cambiamento che molti vogliono ma pochi ammettono di volere. La maggior parte dei giocatori sostengono infatti di puntare unicamente al primo premio, ma i numeri non mentono: con tutti i tornei che finiscono con un accordo è chiaro che la gente vuole payout più piatti.

Si perde una parte della mistica

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Quanto ha vinto davvero Esfandiari?

Non credo però che questa regola riscuoterà un successo davvero universale. Anche se la maggior parte dei tornei si conclude con un deal, non tutti vogliono che voi lo sappiate.

Scendere a trattative è un po' un colpo all'onore per alcuni giocatori, e molti non saranno felici a dover ammettere di non aver vinto quanto dicono in giro, o a essere visti mentre cedono un po' di edge agli avversari.

Prendiamo per esempio l'evento One Drop da un milione di dollari delle ultime WSOP. Se viene fuori che c'è stato un accordo, Antonio Esfandiari potrebbe non essere più il maggior vincitore della storia del poker, e tutta la tensione ed i discorsi perdono di senso.

Per questa ragione, credo che alcune emittenti non apprezzeranno questa regola, specialmente la ESPN. Gli organizzatori delle WSOP hanno sempre fatto gli struzzi per quanto riguarda gli accordi – testa infilata nella sabbia e “non sono permessi” – ma sappiamo tutti che sono una realtà.

Quelli delle WSOP non vogliono che gli accordi diventino pubblici perché in tal modo i loro eventi perderebbero la posizione di primaria importanza che hanno nel poker, ed inoltre l'idea che ai giocatori interessa più del braccialetto che dei soldi perderebbe gran parte del suo fascino. 

Mettere in pratica l'articolo 42

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Come fare ad impedire gli accordi
lontano dal tavolo?

Una delle domande più importanti è: come si fa a mettere in pratica questa regola? Come si fa ad impedire che i giocatori stringano accordi di nascosto?

Il punto, credo, è che alla fine funzionerà, perché ci si renderà conto del rischio derivante da un accordo lontano dal tavolo che non avrebbe alcuna validità di fronte ai rappresentanti del torneo.

Questa regola non piacerà a tutti, ma io apprezzo qualsiasi innovazione che renda il poker più trasparente, e penso che forse da ora in poi stringere accordi sarà meno una vergogna.

Mi piacerebbe molto che anche gli eventi minori ed i casinò più piccoli adottassero questa regola, perché capita spesso che giocatori senza esperienza vengano fregati con accordi che non gli convengono. Anche se non è detto che questi comportamenti verranno del tutto estirpati, di certo è meglio se c'è un rappresentante del torneo in grado di impedirli.

Di Barry Carter
Traduzione di 1v4n0