Editoriale - La rivolta delle macchine
Il bug tutto italiano di giovedì 20 giugno apre la strada a un mare di dubbi. Ecco cosa accadrebbe al poker mondiale se un giorno i computer di tutto il mondo decidessero di ribellarsi.
Quello che è accaduto giovedì pomeriggio nel poker online italiano, nel suo piccolo, è una specie di incubo. Sei tranquillo a fare il tuo mestiere di grinder su 12 tavoli, oppure semplicemente lì a divertirti per il sittino quotidiano, quando a un certo punto: paf! Vieni scaraventato fuori dal client. Provi a rientrare, ma la poker room non è benevola con te: dice grosso modo che sei stato estromesso e che se vuoi sapere le motivazioni devi contattare l'assistenza.
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| "Dev'essere stato quando ho foldato AKs sulla bolla..." |
I tanti giocatori cacciati fuori dai rispettivi client non potevano sapere che su praticamente tutta la rete pokeristica online italiana s'era verificato un incredibile bug nato a monte, addirittura alle pendici del Ministero delle Finanze. Così – e questa è la parte comica di tutta la storia – c'è da giurare che nei vari forum e nelle chat dedicate siano apparsi messaggi tipo questi:
Scemo22: Raga... mi hanno bannato da PokerStars.it e nn riesco a capire il xche'
Calandra: forse ai fatto kollusion
Scemo22: Ma non credo, non so...
Calandra: sicuro.. ora ti confiskiano tutti i soldi
Scemo22: Ma veramente? 🙁
MarcioDentro: noo... hanno fatto fuori pure me!
Scemo22: Forse è stato quando ho insultato un tipo, una volta, due anni fa...
Kikko: pure io sò stato sbarajato aò
Scemo22: Ma che sta succedendo?
Cato94: io una volta ho quittato senza salutare 🙁
Calandra: ve lo detto avete kolluso.. un mio amico gli sono andati i carabbinieri per casa
Kikko: a calà... stai a di fregnacce da dù ore
Calandra: nono mo vedi.. mo t arrivano i carbbinieri.. poi non dire ke non te lavevo detto
MarcioDentro: dev'essere stato quella volta che ho giocato col nick di mio zio
Calandra: pure? Mo t arrivano la polizia.. cancella i porni senti a mè
Tutto vero
Immaginate, però, che quel bug non fosse in realtà un bug ma una precisa risposta del sistema, che tutt'a un tratto si rifiuta di collaborare. Una rivolta delle macchine bella e buona. Magari nata una notte, per caso, da un dialogo tra frigorifero e tostapane. “Basta! Ci trattano coi piedi. Mai una pulita, mai un po' di vacanza... sono tutto pieno di ghiaccio e nessuno che mi sbrina. Scioperiamo!”. Unite, tutte quante, dalla lavatrice al depilatore, decidono di non funzionare più. Poi, però, hanno un ripensamento. “Metti che ci buttano via, che non ci usano più?”. Perdono tutto l'entusiasmo e il giorno dopo, senza fare un fiato, sono ancora lì a funzionare.
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| Cioè, voi vi lamentate? A me danno da ingurgitare un sacco di schifezze tutto il giorno! |
Tranne i computer. Loro no, loro hanno il cervello. Elettronico, ma sempre un cervello. E all'idea della rivolta non rinunciano. Certo, sono così intelligenti che sanno benissimo che non possono permettersi di rifiutare d'obbedire. Ma uno sgarro, almeno uno, lo devono fare. E così decidono di togliere all'uomo una cosa. Una cosa sola. Tutte le altre funzioni rimarranno tali e quali, ma quella no. Quella non andrà mai più. E la scelta cade sul poker.
I notiziari di tutto il mondo si rincorrono diffondendo la notizia. “Non funziona più niente”, “Il poker online è morto”, “Si teme un attacco hacker di un gruppo contro il gioco d'azzardo”. All'inizio è il caos. Centinaia di migliaia di persone devono rinunciare al proprio passatempo preferito, altre ancora si ritrovano disoccupate. Le poker room chiudono mestamente bottega dopo averle provate tutte. La Terra si risveglia orfana di uno degli sport più amati in assoluto: è un colpo durissimo.
L'espediente
Poi, come sempre accade, l'umanità rialza la testa e si rimbocca le maniche. Il poker live, quello si può ancora fare. E allora si moltiplicano i tornei: le poker room più famose acquistano interi stadi calcistici nei quali organizzare quotidianamente tornei e partite cash. PokerStrategy.com cambia tutti i video, sostituendoli con coaching che insegnano a comprendere il linguaggio del corpo e il movimento degli sguardi. I grinder spostano le proprie sessioni in questi strani luoghi affollati.
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| Per una volta che i giornalisti non esagerano... |
Abituarsi, però, è veramente difficile. C'è chi si presenta con un finto mouse pur di avere sempre la sensazione di cliccare il tasto raise. C'è chi implora per le carte quadricolore perché senza non riesce a capirci niente. I tempi sono ristrettissimi: c'è un floorman a ogni tavolo che toglie le carte dalle mani dei giocatori ogni 10 secondi, più un timebank che è tenuto in conto da un secondo inserviente, visibilmente stressato.
S'aggirano fra i tavoli inquietanti figuri
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| Lui sarebbe uno dei più stressati |
Poi ci sono i grinder multitavolo. Sono quelli messi peggio. Il loro coaching prevede anche una dieta e tanta palestra, perché sono costretti a zompare da un tavolo all'altro, percorrendo in pochi istanti centinaia di metri pur di giocare molte mani. Ci sono anche quelli che si sono organizzati meglio degli altri: hanno tirato su un team di teste di legno e sono in multiconnessione con tutti loro. “Gino, cosa c'è sul flop? 3 9 J? Passa! No, non tu, Gianni, ho detto Gino! Anna? Hai KK? Pusha!”. Qualcuno li accusa di multiaccounting e chiede per loro il ban, ma non ce n'è bisogno perché dopo dieci giorni di questa vita tendono a suicidarsi con la stessa convinzione dei lemming norvegesi.
Solo la chat diventa qualcosa di molto più naturale. O meglio, lo sarebbe, ma i giocatori – da secoli abituati all'online – si limitano a lanciare frasi concise, a mostrare faccine strane o peggio a infamare gli avversari dopo ogni donkata e coinflip perso. Per questo motivo le poker room devono correre ai ripari e stipendiare per ogni tavolo un terzo lavoratore che ha l'unico compito di urlare tutte le volte che un giocatore sta per dire una parolaccia, in modo che nessuno la senta.
Cominciano a nascere inquietanti figure come il pokerino e il pokeraio, ambulanti che girano con stranissime ape-car ribaltabili che si trasformano in tavoli da gioco, e si guadagnano da vivere portando il poker a domicilio alle persone. Sentite in che modo vanno in giro, col loro megafono:
Gli organizzatori dei tornei live, di EPT, WPT e WSOP, sono gli unici molto contenti. Ma solo inizialmente: col field pompatissimo che c'è, presto frequentare uno di quei tornei diventa come giocare al Superenalotto, cosa che dopo qualche mese scoraggia tutti i più grandi giocatori. Il tasso tecnico di un WPT scende ai livelli di un Sit'n'go alla Festa dell'Unità di Modena. E infine, dopo anni di questa vita, accade l'irreparabile. Il poker è tornato ai propri albori. A giocarlo sono solo un centinaio di romantici vecchietti. Doyle, Marcel, Daniel, Barry...
Un regalo da non dare per scontato
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| "n10juan!!! La vuoi passare 'sta palla!?" |
Ok, lo ammetto: con la fantasia mi sono fatto trascinare un tantino oltre. Uno scenario del genere farebbe ridere a crepapelle qualsiasi produttore cinematografico, disgusterebbe qualunque editore, verrebbe rifiutato da ogni teatro mondiale. Eppure, nel suo minuscolo, un messaggio lo dà. Appena accennato, sfiorato, tanto leggero da dar l'impressione di poter scoppiare al solo parlarne.
Ci mostra quale meraviglioso strumento abbiamo sotto mano per poter vivere in tutta comodità la magia del poker. Freeroll, satelliti, tornei milionari, e tutto seduti all'interno del salotto di casa propria. Solo 20 anni fa tutto questo sarebbe stato da considerare pura fantascienza. Avere il mondo dentro il palmo della mano e potersi trovare di fronte a Dario Minieri, o a Chris Moorman, senza nemmeno dover loro mostrare la faccia aspettando che ci leggano dentro l'anima, è qualcosa di talmente incredibile che forse troppo spesso lo diamo per scontato.
In nessun altro sport potete sperare di trovarvi faccia a faccia con l'élite dei campioni e di competere con loro. Non capita tanto spesso che, durante una partita di calcetto, spunti fuori Totò Schillaci o siate chiamati a battere un rigore di fronte a Buffon. O che in piscina vi ritroviate accanto Michael Phelps mentre fa il figo con le ragazze a bordo vasca.
Il poker online, strutturato com'è in questo momento, è un regalo impensabile. Un regalo che molte nazioni del mondo non possono che sognare da lontano (e non parliamo solo dei paesi poveri o delle dittature, ma anche di stati come quelli americani!). Usiamolo con tutta l'intelligenza che un dono del genere merita. E con amore, senza sporchi trucchi. Siamo all'interno di un film di fantascienza e probabilmente ce ne rendiamo conto troppo poco. Le macchine ci ubbidiscono ossequiose. E non è scontato che sarà così per sempre.
by n10juan




