Aggiornato il 27 Feb 26 da

Editoriale - Non fa male! Non fa male!

Pubblicati i dati AAMS sul gioco online di settembre e ottobre. Com'è la situazione? C'è stato davvero il crollo atteso? Traxxer riprende il discorso di un vecchio editoriale...

Avevamo visto giusto? Chissà, ma adesso possiamo parlarne.

Di cosa? Ma è ovvio, del famigerato mercato del poker, quello che durante l’estate veniva dipinto come una specie di Titanic che dopo l’iceberg era stato bombardato, ricordate? Il morto che cammina e che è giunto ai suoi ultimi passi, no? Quella specie di funerale ambulante dove oltre ai fiori c’erano picche, cuori e quadri. Esatto, quello.

Bara
Si dispensa dai fiori, salvo che in caso di flushdraw

Il vecchio editoriale sul tema, basato sui numeri di agosto, lo intitolammo "Questo morto non è morto" e non tutti erano d’accordo. Il ragionamento di base era articolato su due tesi:

1. Il poker ha conosciuto una sua fase di esplosione ed è normale che adesso ci sia un assestamento
2. Non si possono paragonare i dati presi subito dopo l’introduzione del cash e quelli di un anno dopo

Bene, le cifre dell’AAMS per settembre e ottobre ci sono, andiamole a vedere. Piccola premessa: proponiamo dei grafici estrapolati a partire da quelle cifre, chi volesse le tabelle complete con tutti i numeri le trova qui.

Il poker da torneo

Partiamo subito con un bel grafico.

Spieghiamo le immagini: entrambe riguardano il poker da torneo online in Italia e, come scritto, la prima è sulla raccolta e la seconda sulla spesa (ovvero la differenza tra raccolte e vincite).

La raccolta ha avuto un inizio d’anno devastante: dopo una ripresa alla fine dell'anno scorso, dovuta essenzialmente alla stagionalità, c'è stato un calo costante che ha portato il totale da 136 a 80 milioni di euro. Nel complesso, rispetto all'anno precedente, erano stati raccolti 900 milioni di euro in meno. Non si può dire che sia andata meglio per la spesa, che a luglio risultava meno di un terzo rispetto a quella di inizio 2011 (da 35,3 a 11,6 milioni).

Insomma, il quadro della disperazione. Ma cosa è successo negli ultimi mesi a tutte queste perdite?

Semplice: si sono fermate.

Il grafico che vedete sopra riguarda le cosiddette cumulate: in pratica il totale della raccolta mese per mese nel 2011 e nel 2012.

Come potete chiaramente vedere dal grafico, negli ultimi tre mesi i distacchi tra i dati mensili del 2011 e quelli del 2012, che nei mesi precedenti avevano raggiunto il 60%, sono stati molto ridotti: poco sopra il 10% di media e addirittura a settembre, mese particolarmente buono, quasi sono state eguagliate le performance dell’anno precedente. In generale il distacco è cresciuto di pochissimo.

Non abbiamo allegato il grafico sulla spesa, ma è ancora migliore: addirittura da luglio in poi nel 2012 è andata leggermente meglio del 2011

Qual è il motivo di questi dati inaspettati? Beh... diciamo che nei mesi da gennaio e luglio si confrontava un mercato che aveva solo poker da torneo (quello fino a luglio del 2011) con uno che aveva appena visto l’introduzione del cash (da luglio 2011 in poi).

Un dubbio legittimo, a questo punto, potrebbe sorgere: ma non è che il poker da torneo "tiene botta" semplicemente perché molti son ritornati dal poker cash? Se così fosse dovremmo avere un crollo verticale di quel settore: andiamo a vedere…

Il poker cash

Eccoci ai dati sul poker cash.

Il grafico, in questo caso, abbiamo dovuto ricostruirlo per un motivo semplice: i dati rilasciati il 2 gennaio dall’AAMS accorpavano il poker cash e i giochi di casinò (ci si consenta: che tristezza!) mentre quelli precedenti tenevano separate le due categorie. Non abbiamo inserito la cumulata perché non avrebbe senso, essendo i dati del 2011 su soli sei mesi e mezzo.

I dati di settembre e ottobre 2012 sul cash, quindi, sono solo nostre stime: abbiamo semplicemente preso i totali dell’AAMS e "assegnato" al poker cash la stessa percentuale dei mesi precedenti. Ma andiamo a vedere il grafico.

Possiamo notare tre cose.

Punto primo: la raccolta è cresciuta negli ultimi due mesi e, per la prima volta da maggio, se considerassimo anche il comparto casinò andremmo oltre il miliardo.

Punto secondo: la crescita è stata sostanziale, da 559 a 668 milioni, ovvero quasi il 20%.

Punto terzo: i dati, peraltro, sono per difetto visto che i giochi di casinò negli ultimi mesi erano stabili. In altre parole quei 668 milioni che leggete ad ottobre 2012 potrebbero essere tranquillamente 700.

Alla faccia del morto…

Non è lecito, sia chiaro, perdersi in trionfalismi: il poker non è in fase di boom, semplicemente "tiene il colpo" e la crisi economica generale in atto non agevola certo il settore, perché se un grinder in attivo continua comunque a giocare lo stesso non farà chi utilizzava il poker come semplice passatempo, il classico "recreational player" che preferirà tenere in tasca quei dieci euro piuttosto che giocare qualche sit and go.

Dovremmo, tuttavia, riflettere su almeno due errori di prospettiva per tenerci pronti in vista dei dati futuri.

Il primo errore: l’effetto boom

Negli anni ’60 in Italia si respirava un’aria eccezionale: l’economia macinava profitti su profitti e le famiglie italiane spendevano a raffica. Ogni casa aveva il televisore, le macchine erano sempre più diffusi, i giovani e meno giovani viaggiavano in Lambretta. Alla fine del decennio ci fu una stabilizzazione dei consumi, ma comunque la situazione rimase buona.

Lambretta
Non posso più permettermi il gommista volante, che tragedia!

Ora, immaginate se un cittadino della fine degli anni '60, a cui non mancava sostanzialmente niente, avesse cominciato a lamentarsi perché non poteva sostenere lo stesso ritmo dei consumi dell’anno precedente: non dico che lo avrebbero preso per pazzo, ma sicuramente gli avrebbero fatto notare che la situazione non era poi così tragica, visto che vent'anni prima eravamo usciti da una guerra mondiale.

Ecco, in questa situazione andava fatto lo stesso ragionamento: così come non si poteva pretendere che il mercato dei tornei rimanesse “stabile” dopo l’introduzione del cash, come se all’improvviso i giocatori avessero raddoppiato soldi e tavoli, allo stesso modo non si poteva pretendere che il cash rimanesse sui livelli immediatamente successivi alla sua introduzione.

Livelli che verranno raggiunti, probabilmente, ma più in là: il poker cash è esploso, ha subito un logico riflusso e ora si sta stabilizzando e torna a crescere seguendo la normale stagionalità. Tutto normale.

Il secondo errore: la prospettiva temporale

Immaginate di avere una macchina che vi consenta di viaggiare dieci volte più velocemente nel tempo: vi catapultate nel 2023 viaggiando per un anno e scoprite che i prezzi sono aumentati del 10%. Come reagireste?

Non posso saperlo, ma sono certo che non direste "Nell’ultimo anno sono aumentati i prezzi del 10%, è una tragedia!". Non lo direste perché sareste consapevoli che in realtà sono passati dieci anni e che, quindi, quell’aumento è molto, ma molto contenuto.

Bisognerebbe avere lo stesso approccio anche alla storia recente del poker: dopo l’esplosione del 2003 l’Hold’em ha conosciuto uno sviluppo smisurato e, all’improvviso, dopo decenni nei quali aveva trionfato la tradizione erano arrivate innovazioni a raffica su tutti i fronti. Cambiarono le strutture dei tornei, si affermarono le formule Turbo, lo stile di gioco divenne più aggressivo, il business conobbe sbocchi prima sconosciuti.

Iperspazio
Abbiam viaggiato nell'iperspazio, ma non lo sappiamo...

Il poker, signori, per qualche anno ha letteralmente viaggiato più velocemente nel tempo, ora è semplicemente sceso dalla macchina perché è un’industria matura. Ricordate il grafico sul ciclo di vita delle aziende nell’altro editoriale? Ve lo riproponiamo.

Come potete notare in questo grafico, le cui distanze non sono a caso, la fase di crescita è rapida e vorticosa. Poi segue la maturità, decisamente più lenta. Infine c’è un declino o un nuovo boom dovuto a un rilancio del settore.

Ergo: non stupitevi della fase di stallo. Quei dati che mostrano un mercato stabile nei tornei e in crescita nel cash sono indici più che confortanti: stanno a significare che il poker è vivo e potrebbe esserlo ancora molto a lungo.

Già, perché se il boom è durato dieci anni, figuratevi la maturità…