Aggiornato il 28 Feb 26 da

Editoriale - Prendiamola con filosofia

Dal gatto di Schroedinger all'acqua di Talete: tremila anni di filosofia concentrati al tavolo da poker. Come sarebbero stati i più grandi pensatori se ficcati a forza su uno degli Home Games di PokerStars.com?

Gatto di Schroedinger
Per comprendere meglio la teoria...

Ok, lo spunto mi è nato l'altra notte. Faticavo a prendere sonno a causa di un vicino che russa così forte da trapassare i muri. Oltretutto ha un russare assolutamente mai sentito prima d'ora, una via di mezzo fra un rantolo e il miagolio di un gatto. Proprio per questo motivo, odiandolo profondamente, il gatto mi è rimasto in testa nel dormiveglia e me lo sono sognato, morto, chiuso in una scatola. Una schifezza.

Appena sveglio, tentando di decifrare il sogno, mi viene in mente Schroedinger. Sicuramente molti di voi lo conoscono. Ma, a uso di chi non ne ha mai sentito parlare, Erwin Schroedinger era un filosofo austriaco dell'inizio del '900, che ha teorizzato un simpatico paradosso il cui protagonista è proprio un gatto rinchiuso all'interno di una scatola.

Per farla breve, l'esperimento si basa sul fatto che il gatto potrebbe essere morto quanto vivo, ma l'osservatore non può saperlo se non apre la scatola. Dunque, finché la scatola non viene aperta, il gatto al proprio interno è necessariamente sia morto che vivo. Voi ora direte: ma come cavolo s'appende tutto questo al poker? Ora ci arriviamo.

Pokerosofia

Victor Hugo
Victor Hugo dopo essere stato coolerato

Nel poker, infatti, accade un paradosso molto simile. Immaginate una mano live in cui il vostro progetto di colore ha ancora due strade per realizzarsi. Sapete di avere 9 out disponibili all'interno di un mazzo di circa 50 carte, eppure il concetto che vi sfugge è che quel mazzo è già stato predisposto. Dal caso, certo, non da un dealer compiacente, ma le carte si trovano già nella loro posizione finale, dunque quella mano è tutta già scritta. Se i vostri 9 out fossero tutti in fondo al mazzo, il gatto sarebbe un cadavere putrido, ma voi ancora lo ignorate.

Sembra una stupidaggine, ma in questo esempio è racchiusa gran parte del concetto di destino e libero arbitrio. Del resto, lo diceva Victor Hugo, "il destino mescola le carte, ma è l'uomo che gioca la partita". Eppure noi sappiamo che non sempre funziona così. Ci sono spot in cui la partita la giocano le carte e gli uomini sono puri burattini nelle mani della sorte.

Eppure al pokerista va benissimo così, perché dentro - anche se non lo sa - ogni pokerista è fatalista fino al midollo. Provate a tornare un attimo alla mano di prima e a pensare all'idea che, mentre sta per distribuire il turn, il dealer tocchi col gomito e goffamente faccia cadere tutto il mazzo a terra. Nessuna carta si gira, il dealer raccoglie tutte le carte (rimescolando inesorabilmente il mazzo), ne brucia una e volta il turn. A quel punto il 100% dei giocatori si rivolterebbe. Il mazzo non era in questa posizione: la mano è stata alterata. Eppure nessuno può aver tratto vantaggio da questo episodio!

Così, ormai fatalmente sveglio, ma rimbecillito dal mezzo sonno, ho ideato una sorta di abominio filosofico immaginando che le più grandi menti pensatrici degli ultimi tre millenni si organizzassero per giocare a poker fra di loro nel tempo libero, magari utilizzando i comodi "Home Games" di PokerStars.com. Prendetelo, ovviamente, come un viaggio superficiale, leggero. Niente di troppo profondo: semplicemente un racconto divertente.

1. I Presocratici

I primi filosofi che chiunque di noi abbia studiato sono sempre i "Presocratici", che poi sono i più divertenti in assoluto. S'erano fissati a trovare l'origine del mondo e la cercavano fra gli elementi, così Talete diceva che tutto era nato dall'acqua, mentre Anassimandro aveva inventato una sostanza indefinita chiamata "àpeiron", che siccome si contrapponeva all'acqua di Talete io a scuola chiamavo Aperol per ricordarmi il concetto, immaginando Talete salutista e Anassimandro sempre ubriaco. Fra i Presocratici c'era anche Pitagora. Non dubito che - se si fossero raggruppati a un tavolo da poker - quest'ultimo li avrebbe fatti neri, per ovvie ragioni.

presocratici

2. Zenone di Elea

Un tavolo bizzarro è quello che vedete qui sotto. Lo so che notate qualcosa di strano: del resto il buon Zenone non s'è mai fatto problemi a scandalizzare la gente. Solo che stavolta gli è andata male, perché tentando di organizzare uno dei suoi paradossi è andato contro alle regole fondamentali del poker online e il suo multiaccount verrà presto punito dalla room con un mega-ban che lo costringerà a filosoficare a soldi finti su Zynga per il resto dei suoi giorni.

zenone

3. La scuola di Atene

Un 3-way appassionante si sta giocando fra tre nick leggendari, con una marea di giovani pokeristi a railarli e discutere in chat (e probabilmente c'è pure Santippe, la moglie di Socrate che rompe sempre le scatole). Proprio Socrate ha appena spewato a sangue una mano, scoppiando gli assi ad Aristotele, che - anche se l'etica è sempre stata il suo forte - non l'ha presa per niente bene.

Ai rimproveri di Aristotele, che il poker lo piglia piuttosto sul serio, Socrate ha cercato di giustificare il suo gesto con una mezza frase fatta ("Hai ragione, in fondo so di non sapere"), e Platone sta ridacchiando: ama Socrate e anche se non condivide il suo modo di speware non si schiererebbe mai contro di lui. Alla fine Aristotele la chiude male, scrivendo a Socrate: "Ma va' a morire ammazzato". Non si sa perché, c'è un attimo di silenzio al tavolo.

4. Diogene

Tristezza delle tristezze, c'è un tipo in sit-out da giorni su un tavolo heads-up di cui nessuno sa la password. Qualcuno ci ha provato, a entrare, perché si dice che questo Diogene sia un pokerista dalle teorie molto interessanti. Gli piace "barrellare" un po' troppo, ma come "manda la vasca" lui...! In ogni caso non lo sapremo mai. Anche perché il bankroll di Diogene è fermo a zero per precisa scelta, dunque anche volendo potrebbe cimentarsi solo nei freeroll.

5. Gli Stoici

Una mezza tragedia sta consumandosi al tavolo degli Stoici, dove un sospetto intruso sta ripulendo le tasche dei giocatori più celebri del forum stoico. Crisippo, Seneca e Plinio il Vecchio stanno prendendo una palata epocale, ma fedeli ai propri principi di atarassia e di stoicismo proseguono a giocare con rinnovato ardore, tentando di riprendersi il maltolto.

Di fronte a loro c'è un certo Epicuro: non l'hanno mai visto sul forum e a una prima analisi sommaria qualcosa non li convince del tutto. Oltretutto 'sto tipo sta sculando da pazzi e ha accumulato una marea di chips. Ci vorrebbe Zenone di Cizio (da non confondere con Zenone di Elea, già citato sopra): lui sì che è un grande giocatore, ma purtroppo è stato bannato da PokerStars.com per multiaccount. Anche se lui continua a mandare mail al supporto, giurando di essere innocente.

stoici

6. Illuministi e Idealisti

C'è un altro 3-way leggendario fra gli Home Games di PokerStars.com. Tutti e tre i giocatori sono tedeschi, e si sa che la scuola tedesca è una delle migliori al mondo. Anche se qui ci sono meno studenti a railare, i tre giocano cifre veramente alte e il poker che si disputa in questa stanza appare davvero profondo e appassionante.

Siamo arrivati nel bel mezzo di una mano che all'apparenza sembrerebbe già scritta. Schopenhauer ha beccato Kant in un barbaro bluff e ora quest'ultimo ha bisogno di due assi sulle ultime due strade per poter vincere la mano. Del resto Kant si lascia spesso andare a queste strane mosse: nonostante sia un ottimo pokerista, la sua totale avversione nei confronti della matematica lo lascia spesso a piedi in spot decisivi, là dove il solo intuito non basta a cavarsela.

Hegel, che ha foldato una buona mano a causa del suo range OOP molto rigido, scuote la testa. Non sopporta che si giochi con tale mancanza di sistematicità. Nel suo blog sul forum ha stilato un enorme e complicatissimo sistema che quasi nessuno ha capito per intero. Ma ecco che Schopenhauer comincia col suo solito pessimismo e si porta rogna da solo in chat, chiamandosi i due assi. Non c'è verso: sarebbe un ottimo giocatore se non fosse circondato da quest'aura di auto-sfiga che lo costringe a soprastimare spesso la mano dell'avversario...

idealisti

7. Il tavolo degli XIX

C'è un tavolo privato zeppo di giovani giocatori brillanti che in futuro faranno certamente parlare di sé. La password non è facile trovarla, perché hanno un forum, chiamato XIX, molto ristretto e rigoroso. Uno dei più affermati è un certo Fichte, famoso perché sul proprio blog ha pubblicato tutta una delirante spiegazione sulle bet intitolata "io-non io", che nessuno ha compreso.

Amato dalle donne e sempre molto brillante, un certo Kierkegaard spewa un po', ma vincicchia ugualmente e si gode il proprio bankroll, pur limitato da diversi cashout per la moto nuova, il camper e un televisore 197 pollici che fa la sua porca figura in salotto. Accanto a lui c'è un tale barbuto di nome Marx. Circolano leggende su di lui: pare che sia partito da un piccolo Capitale e tramite tutta una serie di trovate interessanti l'abbia moltiplicato a dismisura.

Ma il più figo di tutti è quello alla sua destra. Si chiama Nietzsche ed è un tantino fanatico. Usa gli occhiali da sole anche quando gioca online, dice sempre "vgg" e "nh" agli avversari, batte col pugno sul tappetino del mouse quando checka e - anche se preferisce giocare sul .de anziché sul .com - riesce a mandare avanti sessioni disumane da 18 ore al giorno. Nemmeno Superman...

nice

8. Gli psicologi

Sappiamo che la psicologia dà un grande vantaggio nel poker, soprattutto sul live, ma in questo tavolo privato si esagera un tantino. Due vecchi giocatori, che ormai hanno appeso i grandi stakes al chiodo, continunano a sollazzarsi in heads-up quotidiani all'ultimo sangue.

Jung sarebbe un eccellente giocatore, se solo non si fosse fissato con tutta una serie di teorie astruse sulla fortuna e sul paranormale, che lo costringono a ricoprirsi di amuleti e a giocare sempre nella stessa scomodissima posizione che ormai gli ha causato dodici ernie. D'altro canto l'amico e rivale Freud ha sempre avuto un grosso limite: pensa sempre al sesso. E quando ha mani tipo KQ o QJ le gioca sempre fino alla morte, sicuro che nascerà qualcosa di buono. Ultimamente gioca spesso anche KJ. Sua moglie è molto preoccupata.

9. Il tavolo degli XX

Forse per prendere in giro gli XIX, alcuni ragazzi si sono inventati questo forum privato, ma il poker che si respira qui dentro appare molto meno articolato di quello dei giocatori che scimmiottano. Sono ancora alle prime armi, e anche se probabilmente si faranno ci sono ancora giocatori che parlano di complotto delle room come un novizio qualsiasi. A metterli in riga è un certo Russell, che ha una teoria tutta sua...

xx

10. E poi ci siamo noi...

Volenti o nolenti, inconsapevolmente o di proposito, tutti noi al tavolo giochiamo secondo la nostra filosofia. Sperando che sia quantomeno degna di quella dei nostri illustri predecessori...

by n10juan