Editoriale - Spinna e vai
Dalle parole di Daniel Negreanu alla petizione che mira a sopprimere una volta per tutta gli Spin & Go di PokerStars. In mezzo, un ecosistema equo e ingiusto ci mostra come lo squalo possa amare il pesciolino.

Ci sono poche cose che mi danno veramente fastidio: una di queste sono gli animalisti ciarlatani. Intendiamoci, non parlo degli animalisti VERI, quelli che insegnano il giusto rispetto nei confronti di ogni forma di vita, ma di una razza di animalisti da bar, che parla senza sapere nulla. Quelli che vanno in giro con la maglietta del panda che si accoppia, ma poi a casa hanno il veleno per topi sul battiscopa.
Quelli che - siccome mandano dieci euro all'anno all'associazione per la ricrescita delle ali del kiwi - si sentono in diritto di prendere in ostaggio le altrui orecchie proferendo la frase più stupida e retorica che mai persona abbia concepito dopo la classica "Dormi?". Vale a dire: "L'uomo è molto più cattivo degli animali. Gli animali sono migliori di noi".
Ogni volta che sento questa colossale cretinata, nella mia mente è tutto un crollare di secoli di storia: Illuminismo, Umanesimo, Rinascimento... Sinfonie di Beethoven, concerti di Mozart, dipinti di Monet, e poi ancora Brunelleschi, Dante, Calvino, Cicerone, Fellini e chi più ne ha più ne metta. Tutti dimenticati perché il fesso di turno ha deciso che un calamaro è migliore di me.
Equità e umanità

La verità è che l'uomo ha raggiunto con l'evoluzione un valore che in Natura - habitat assolutamente privo di pietà - non è mai esistito. Questo valore si chiama umanità. Solo che l'umanità, con la u minuscola, non va affatto a braccetto con l'Umanità che ha la u maiuscola. Nel senso che sono pochi gli uomini davvero umani, mentre molti di più sono quelli rimasti allo stadio animalesco, quelli che ti mettono le mani addosso per un parcheggio o il cui acuto culturale è lo starnuto. Il fatto che la maggioranza degli uomini sia così, però, non può far sì che venga negata la sfolgorante bellezza della restante fetta di Umanità.
Quello che molti banalmente confondono è l'equità, che non ha assolutamente niente a vedere con l'umanità. Un sistema equo è nella maggior parte dei casi un sistema spietato, profondamente ingiusto, perché non tiene conto del fatto che se rubi per fame non sei ladro come chi ruba per accumulare ricchezze. È il principio della Natura, un mondo in cui per la pietà non c'è spazio, un mondo giusto e ingiusto allo stesso tempo, che vive quotidianamente nella più armoniosa, equa e al contempo disumana crudeltà.
Sistemi paralleli
Il poker non ha molto di diverso. Avendo abbandonato ormai da tanti anni il suo status iniziale di mero passatempo, ed essendo diventato una potenziale professione, l'habitat del poker ha assunto gli stessi connotati di quello faunistico. Non a caso, ci riferiamo ai vari tipi di giocatori paragonandoli agli animali: lo squalo, il pesce, il somaro, la balena (i giocatori molto facoltosi).
Quella del pokerista, insomma, è una razza di bestie che vive in un ecosistema, ricercando nel proprio habitat ciò che serve per il proprio sostentamento. E come tale è a rischio estinzione, esattamente come lo sono state, lo sono e lo saranno praticamente tutte le forme di vita che hanno messo piede su questo pianeta, Uomo compreso.

Oggi sappiamo che il modo più comune attraverso il quale una razza giunge all'estinzione è l'impoverimento delle risorse del proprio habitat. Generalmente questo avviene per colpa della razza stessa: pesce grande mangia tutti i pesci piccoli senza curarsi del fatto che li sta sterminando, cosicché - quando i pesci piccoli sono finiti - pesce grande crepa di fame.
Questo ciclo è già avviato nel poker, che oggi - dopo il boom del 2003 - vive un periodo di stanca fisiologico, dovuto anche e soprattutto alla crisi economica che ha investito quasi tutto il nostro pianeta. Sono alti e bassi normali, per le aziende, ma bisogna fare attenzione perché il rischio di cominciare a estinguersi è sempre dietro l'angolo.
Un gioco impuro

A prima vista impensabile...
Le aziende attente come PokerStars.com, tutto questo, lo sanno ovviamente molto bene. È per questo che la Picca Rossa ha deciso di usare una contromossa, inventando una modalità di gioco che mescola gambling puro e tecnica pokeristica e che è stata accolta malamente dalla maggior parte dei regular, perché mortifica in parte la purezza del Texas Hold'em.
Il successo riscosso dagli Spin & Go li fa, già di per sé, un'idea vincente. Solo nei primi 10 giorni ne sono stati giocati 7.3 milioni. E in Italia, per la prima volta nella storia del poker online, la spesa complessiva per iscriversi ai tornei ha superato quella del cash game. Ma c'è di più, perché non risiede nella quantità la vera importanza di questa trovata. Quanto, invece, nella qualità dei giocatori che attira.
Penso che, nell'ecosistema poker, si possano distinguere sostanzialmente tre diversi tipi di giocatore. C'è lo squalo, che campa grazie alla propria abilità. E poi ci sono due tipologie di fish: quelli che un giorno saranno squali e quelli, invece, che resteranno fish finché qualcuno non se li papperà tutti interi, oppure finché non decideranno che un gioco a perdere non è affatto divertente.
Questo sistema, che già di per sé è un mezzo per combattere la ludopatia (giocatore scarso perde, giocatore forte vince), oggi vive un pericoloso bilico. Il field, composto da una concentrazione troppo alta di squali, non invoglia i fish a sforzarsi di migliorare, perché non dà loro la visione di un possibile futuro di vincite nel poker.
Eppure, cosa che non tutti sembrano aver capito, sono proprio i fish tendenti allo "sharkismo" la vera risorsa mancante. I somari da una botta e via, quelli che perdono il capitale iniziale e poi spariscono per sempre, sono la classica pecora che scuoi una volta sola e non puoi più tosare.

Grazie agli Spin & Go, al prezzo di un lieve impoverimento tecnico nell'offerta, PokerStars tenta di ripopolare il mare di plancton, cercando in qualche modo di attrarre i golden fish in un ecosistema sofferente, che necessita di idee nuove per andare avanti.
Tutti sono utili al sistema

Quando Negreanu dice che il vero male del poker sono i reg (e che darebbe premi VIP ai giocatori occasionali), sbaglia anche lui. Chiaramente uno come Daniel sa benissimo che ciò che dichiara non è per nulla vero, ed è probabile che la sua sia soltanto una pungente provocazione, perché i professionisti costituiscono il vero guadagno delle poker room, dato che il loro impegno quotidiano sui tavoli genera una montagna di rake. Ed è giusto che siano loro a venir premiati per questo impegno, proprio come il cliente fidato viene ricompensato dal gestore del supermarket con i famosi premi fedeltà.
Ma, allo stesso tempo, Negreanu ha capito prima di molti altri quanto siano utili e importanti le idee come quelle che hanno introdotto lo Spin & Go nel sistema pokeristico attuale. Perché il poker resta un ecosistema che oggi per molti rappresenta una fonte di lavoro, e come tale va salvaguardato accettando - di tanto in tanto - di rinunciare a una piccola parte della dignità del sistema stesso.
Il poker si evolve, lo fa costantemente. L'evoluzione fa parte della vita, l'evoluzione è amica della vita. Ed è giusto guardare con un po' di sdegno a un torneo decisamente aleatorio, che decide casualmente il premio sul payout. Ma allo stesso tempo è da stupidi foderarsi gli occhi e non comprendere quale importanza abbiano queste trovate per l'ecosistema di cui facciamo parte.
Spinna e vai

Accettiamoli con il sorriso, dunque, questi tornei-lotteria. E al bando le petizioni. È vero, non è un livello battibile, ma chi se ne frega. Anzi. C'è proprio bisogno di livelli imbattibili, in questo momento, affinché il fish abbia il diritto di sentirsi - anche solo per un istante - un potenziale campione. E poi viva i giorni successivi a tentare di diventarlo.
Qualcuno, da qualche parte, sta tentando di coccolare e attirare questi nuovi giocatori che daranno vita e respiro a questo sport. Lo sta facendo con dei 3-way hyperturbo piuttosto semplici da interpretare e - soprattutto - che covano la promessa di un jackpot nascosto da qualche parte.
Un po' come posarli delicatamente in acqua e invitarli a nuotare dicendo loro: "Va', usa le tue pinne e nuota più che puoi". "Spinna e vai".
Tradotto, "Spin & Go".
by n10juan