Aggiornato il 27 Feb 26 da

Editoriale: caro Partouche, non ci mancherai...

Dietro il "pasticciaccio" francese: i precedenti sinistri, lo scandalo di quest'anno, la resa dell'organizzazione che decide di coprire il montepremi. Il torneo chiude i battenti in modo inglorioso, ma è davvero una perdita?

C’è fermento, in questi giorni, nella Repubblica Sovrana del Kisandostan: il più grande casinò nazionale, il celebre “River of Nightmare”, sta per ospitare il main event del primo KPT, Kisandostan Poker Tour.

Le regole: il buy-in è di K€(Kisandeuri)2.000+200 o forse 400, dipende dalle spese; i bui sono di un’ora e lo stack di 5.000 chips, ma se il torneo è noioso dimezzano tempo e stack; non c’è il rebuy, però se i giocatori lo vogliono magari c’è, poi ci si regola sul posto.

A queste condizioni, partecipereste?

Per quanto possa sembrare strano, realtà del genere esistono: un noto giocatore professionista, sul cui nome taccio, mi raccontò di un evento in un paese “lontano” nel quale cambiarono la struttura del torneo e concessero a un riccastro locale sei rebuy pur di farlo arrivare al Final Table.

Certo, in alcuni posti possono accadere cose bizzarre. Ma il Partouche... ah sì, il Partouche è un’altra cosa! Il Partouche... il Partouche... il Partouche un par de ciufoli.

I precedenti

Logo Partouche
Il logo del Partouche Poker Tour

Non vi nascondo che, essendomi preso cura dei recap del torneo francese, ne ho scritto con l’entusiasmo di un asmatico invitato al congresso mondiale dei tabagisti. No, quel torneo non mi è mai stato simpatico.

Nulla da dire sul field, per carità. Fior di giocatori qui han fatto furore: Sam Trickett e Vanessa Selbst hanno vinto, Gus Hansen, Reinkemeier e Kovalchuk han fatto Final Table.

Inoltre il torneo porta bene a noi italiani: nel 2009 terzo Gianni Giaroni, l’anno scorso sesto Mustapha “mustacchione” Kanit e quest’anno ci stiamo difendendo alla grande con Marcello Marigliano (senza contare “Swissy” Rinaldi, secondo nel 2008), come potete leggere nell'ultimo recap.

 [News] Premiata Ditta Dan&Dan

Eppure... ci han sempre trattati male lì: nel 2009 il compianto Giaroni fu “scherzato” dai francesi Pasqualini e Rossi, che portarono avanti un "soft play" al limite della collusion senza che nessuno muovesse un dito.

Come se non bastasse, nel 2010 Mustapha Kanit fu eliminato in modo scandaloso, col direttore che consentì a un francese di ripescare le carte dal muck (con una scusa puerile) e di chiamare dopo che Kanit aveva mostrato un bluff. Per chi non ricordasse la dinamica completa, può leggerla dal completissimo thread "I racconti di Jack D." curato dal nostro daniele1273.

 [Forum] I racconti di Jack D.

 

Insomma, come scritto nel forum, cose turche, con tutto il rispetto per i turchi. Eppure non eravamo mai arrivati a quanto accaduto quest’anno. Nessuno c’era mai arrivato, neanche in Kisandostan, perché rimangiarsi un montepremi a torneo in corso è oltre l’umana immaginazione.

 

Il pasticcio

Per chi ancora non conoscesse i fatti, li riassumo in poche righe.

Nei mesi scorsi, dal sito del Partouche Poker Tour, parte un incessante battage pubblicitario.

Banner Partouche


Mais oui, c'è scritto proprio “5 millions d’euros” (noi non possiamo dire euri, ma i francesi possono). A torneo in corso, però, l’organizzazione si rende conto che quest’anno al Casinò du Palm Beach di Cannes c’è meno folla e a stento si arriva a €4.250.000 e rotti.

Art AttackCosa fare? Perderci €750.000? Cercare un accordo coi giocatori? Chiedere un contributo extra agli sponsor?

Niente di tutto ciò! Basta un Art Attack!

Gli organizzatori comunicano che il montepremi definitivo è di €4.263.120 e fanno rimuovere dal sito del Partouche qualunque traccia dei cinque milioni. Poi van via fischiettando.

Non potevano sapere, meschini, che il web mangia tutto e non sputa nulla, per cui c’è voluto pochissimo, tramite la cache di Google e siti come archive.org, a smentire tutte le fesserie che avevano detto.

A quel punto entra in campo lui, il signor Partouche.

La figuraccia

Patrick Partouche
Patrick Partouche

Sì, il signor Partouche esiste: si chiama Patrick ed è quella specie di morphing tra Briatore e Patrizio Roversi che vedete a destra.

La sua prima linea di difesa è stata “Non abbiamo mai scritto garantito”.

Battuta simpaticissima, la cosa tragica è che non voleva essere una battuta.

Ragionando così, io posso organizzare il “Minonna Poker Tour” e scrivere “Cinque milioni di euro!”.

Anzi, abbondiamo, facciamo dieci, tanto non ho scritto mica “garantiti”...

MPT


Scava e scava, il web ha trovato siti collegati al Partouche che avevano scritto “garantito” ma monsieur Patrick ha prevedibilmente declinato ogni responsabilità al riguardo. Poi qualcuno è risalito alla pagina sulla vittoria di Trickett nel 2011...

Partouche 2011


C’è bisogno di tradurre? Tra l'altro han scritto male sia il nome del vincitore che quello del runner-up.

L'apertura del Day 3 è stata tragicomica, col signor Partouche che ha lasciato la sala dell’evento tra i fischi dicendo “The Partouche is over!”. Ultima edizione, fiesta finita.

L’inversione a U

Ieri l'atto finale della sceneggiata: lo stesso monsieur Partouche, che il giorno prima aveva liquidato malamente i players, scrive una lettera.

Afferma di essere stato frainteso, tiene la posizione sull’inesistenza del garantito (ignorando quanto scritto sul suo stesso sito), accusa i media di aver promosso in maniera distorta l'evento (sic!) e annuncia di aver chiesto al gruppo Partouche (ossia a sè stesso) di coprire la parte mancante del montepremi.

Come se fosse una concessione!

Caro Patrick, non siamo nati ieri: sappiamo tutti che il fatto che non ci fosse scritto “guaranteed” nei banner e nel regolamento sarebbe stato ininfluente da un punto di vista giuridico.

Si chiama “comunicazione ingannevole”, qualunque giudice avrebbe detto che se scrivi 5 milioni sono 5 milioni, punto. Salvo diversa specifica si intendono garantiti, non falsi, spendibili.

Stessa cosa dicasi per la norma che vieta ai casinò francesi di mettere più di €250.000 di un montepremi: non si può chiedere a un giocatore svedese di conoscerla. Lui legge cinque milioni e va a giocare, se i soldi non ci sono chi li ha promessi va punito.

Ergo, qualcuno deve aver detto al buon Patrick: “Guarda che qui tra players, antitrust e associazioni dei consumatori ci spellano vivi a botta di cause”.

Et voilà, Patrick diventa di colpo malleabile e cambia idea.

Adieu Partouche

Su un’altra cosa monsieur Patrick tiene il punto: il Partouche è giunto alla sua tappa finale.

Beh, sapete una cosa? Stento a fidarmi, visto il comportamento da furbetto del quartierino tenuto dal personaggio in questione, ma se davvero fosse così vi dico che non mi mancherà.

E se mi son permesso di scrivere il titolo al plurale è solo perché sono convinto che tanti appassionati possano condividere il mio pensiero. Se mi sbaglio, chiedo venia. Ad ogni modo...

Non può mancarmi un torneo dove si può perdere per colpa dell’arbitro manco fosse una partita di calcio, come capitato ben due volte a nostri connazionali.

Non può mancarmi un torneo che scala €100.000 dal montepremi finale dopo una squalifica per cheating (2010) e dopo due anni ancora deve comunicare che fine abbiano fatto quei soldi.

Non può mancarmi un torneo che per mesi si autocelebra per i 5 milioni in palio e poi si perde di fronte a poche centinaia di migliaia di euro, nascondendosi dietro cavilli legali.

L’esperienza del Partouche ha mostrato che in Europa c’è voglia di tornei prestigiosi e spazio per l’iniziativa privata: mi auguro che al posto di monsieur Patrick arrivi qualcun altro ad investire.

E che faccia un torneo migliore, se possibile.

by traxxer