Faccia da poker
Poker Face: la faccia delle persone impenetrabili, un complimento dunque per tutti quelli che riescono a trattenere le proprie emozioni.
Chi di voi ha sentito in questi giorni l'espressione "Faccia da poker" (o meglio poker face)? E' la faccia delle persone impenetrabili, un complimento dunque per tutti quelli che riescono a trattenere le proprie emozioni. E da qualche mese Lady Gaga ha lanciato sul mercato musicale il suo singolo "Poker Face". Il brano è contenuto nel suo album di debutto "The Fame", un album che è una miscela esplosiva di generi diversi, si passa dal pop alle atmosfere electro dance a quelle r&b senza nessun problema... Sembra proprio che la cantante italo americana voglia imporsi come nuova pop star del nuovo decennio. Ovviamente ai più potrebbe interessare questa fusione tra l'istinto femminile e gioco del poker. L'elemento positivo sta secondo noi sta nell'interesse generale nei confronti del poker.
La prima strofa recita:
Voglio stringerli come fanno
Nelle rappresentazioni del Texas
Avvolgerli, permettergli di farmi crescere,
Tesoro sta con me
Fortuna ed intuizione giocano le carte
Con una partita appena iniziata di Spades
E quando lo sposerò giocherò
Con quello che è nel suo cuore
Il termine "faccia da poker" sembra dunque andare particolarmente di moda in questo periodo. Dato il successo sempre crescente di questo sport in tutto il mondo non era difficile pronosticare l'utilizzo di termini propri dell'ambiente nel linguaggio di tutti i giorni. E così termini come all in, poker face, short sono ormai utilizzati per sottolineare situazioni di vita quotidiana. Ovviamente per chi non si è mai avvicinato in nessun modo al mondo del poker diventa difficile decifrare questo tipo di situazioni.
Faccia da poker: precisiamo subito che non ha niente a che fare con un'espressione o un ciglio intimidatorio. Emozioni come paura e timore devono essere lasciati fuori e non possono in alcun modo caratterizzare una vera faccia da poker. Parliamo invece di controllo delle emozioni come ad impedire che le stesse possano rappresentarsi sul nostro viso. E' importante infatti nel poker, per non dire essenziale, "scegliere" l'immagine che si vuole rimandare agli altri, quando ci si siede ad un tavolo. E così come nei diversi momenti della propria quotidianità, è prerogativa di una buona conoscenza di sé, delle proprie caratteristiche e potenzialità. Bisogna mantenere la calma sia in caso di felicità all'enesima potenza che in caso di forte depressione da stress.
Rischiando di sconfinare nell'ambito della medicina possiamo dire che: "Attraverso i sensi (udito, vista, tatto, gusto, olfatto) ognuno di noi traduce il mondo esterno nel suo codice biologico interno. Tutti questi messaggi raggiungono i diversi centri del Sistema Nervoso Centrale. La sede più elevata di elaborazione di tali messaggi è costituita dalla corteccia cerebrale nella quale si conclude l'evento percettivo. A livello della corteccia il mondo esterno si trasforma in immagine del mondo esterno"
Le emozioni sono risposte istintive determinate dalla nostra costituzione biologica e dalla nostra personalità. Infatti noi no possiamo decidere di provare quella emozione piuttosto che un'altra. Sono reazioni involontarie a degli stimoli. In un primo momento pervadono la nostra mente e poi riusciamo a capire di cosa si tratta.
Nel poker, come detto ci sono tante variabili, tante abilità e tattiche con cui si può armeggiare per provare ad ottenere un risultato migliore. Ma tutte derivano da una sola grande abilità fondamentale che un giocatore di poker deve essere in grado di gestire: l'autocontrollo. Talune persone, però, tendono a reazioni d'ira come risposta ad un ambiente (o situazione) percepito probabilmente come insopportabile. Un rimedio a questo problema è l'esercizio, il cui obiettivo è, appunto, la modificazione dei propri pensieri e delle proprie reazioni corporee. Un simile programma di controllo dell'ira, ad esempio, è stato sviluppato negli Stati Uniti: in base a questo metodo, gli individui tendenti a reazioni aggressive sono sottoposti ad un esercizio di cognizione e distensione. E in molti si allenano davanti allo specchio. Ve lo immaginate Minieri che si guarda mentre cammina sui carboni ardenti cercando di non lasciar trapelare le proprie emozioni? Su scherziamo, ma in realtà è un modo piuttosto efficace di allenarsi.
Il poker in definitiva ci insegna a ragionare sulle decisioni da prendere grazie alla logica che c'è dietro ogni situazione. Una partita di poker è un continuo puzzle per la nostra mente. Bisogna applicarsi per raccogliere informazioni fondamentali per affrontare le varie situazioni e per poter migliorare la nostra concentrazione. E la pazienza? Bisogna aspettare la situazione a noi più propizia che specie in tavoli molto aggressivi, ripagherà sempre. E dunque per i giocatori professionisti una delle prime regole è: "Essere pazienti." E poi il poker fa pensare a lungo termine. Giocare in termini di percentuali ci porta a considerare le possibili vincite a lungo termine.
E gli avversari non attendono altro che cogliere nelle espressioni del corpo segnali importanti per effettuare le proprie scelte. Sembra quasi una leggenda metropolitana ma pare proprio che molti giocatori riescano ad esempio ad accorgersi delle variazioni del battito del cuore. Possono vederlo dal pulsare delle vene sulle tempie o nel collo. In questo caso si deve cercare di respirare in maniera impercettibile e praticare varie tecniche di rilassamento. Controllare il viso è dunque solo l'inizio.
Ogni passo che porta all'azione definitiva deve essere fatto con autocontrollo dunque ed un atteggiamento corretto. In questo conteso si evince come la conoscenza dell'avversario sia, sì una condizione necessaria, ma sicuramente non sufficiente; accanto alla conoscenza dell'altro è fondamentale la conoscenza di se stessi, della propria personalità, delle proprie caratteristiche, modalità e capacità di entrare e stabilire relazioni con gli altri, con il contesto di appartenenza e, nondimeno, la capacità di trattare la variabilità, propria e degli altri.
Spesso nel bluff l'avversario riesce a guardarti negli occhi per pochi istanti, accenna ad un sorriso, poi sposta il suo sguardo. La pressione psicologica è evidentemente molto forte.
Se l'avversario fissa per molto tempo le sue carte mentre sta aspettando la puntata è molto probabile che non possiede un buona mano. Anche lo sguardo sulle fiches è importante. Se vedete per esempio ad un cash game che il vostro avversario ha le chips molto ordinate con la vincita disposta a parte, sicuramente non sarà molto propenso allo scontro.
Uno sguardo fugace alle proprie fiches dopo aver visto le carte è indice di una imminente puntata. Se però fissa le sue fiches sapendo che tu lo guardi allora probabilmente passerà se a puntare sarai tu.
Se si osserva una mano che trema buttando le chips nel piatto non è indice di timore ma di un rilascio di tensione. Dietro questo atteggiamento si potrebbe nascondere una puntata molto forte.
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