Aggiornato il 16 Lug 26 da

Fattore "C" del principiante.

Tante persone parlano dalla fortuna del principiante. Pensate che nel 2006 una casalinga, Pam Brown, assolutamente alle prime armi, ha raggiunto i Campionati del Poker Open nel Regno Unito.

 

Tante persone parlano dalla fortuna del principiante. Naturalmente quelle che sono appassionate sull'argomento sono quelle che perdono e non ammettono che le sconfitte sono dovute a loro e che tentano di spiegarle in una maniera che non si metta la colpa sulla propria mancanza d'abilità. Il palleggiamento della responsabilità può far sentire meglio lo sconfitto in una situazione competitiva, ma esiste la fortuna del principiante fuori dalla mentalità di quelli che perdono?

Un principiante può essere fortunato. Pensate che nel 2006 una casalinga, Pam Brown, assolutamente alle prime armi, ha raggiunto i Campionati del Poker Open nel Regno Unito. Si era iscritta insieme al marito e dopo poche mani le sembrava che avesse giocato da sempre ad hold'em ed è arrivata seconda. Ha giocato liberalmente, pensando di non aver niente da perdere perché niente ci si aspettava da lei.

Macchiavelli diceva invece che la fortuna aiuta gli audaci. "Talvolta, soprattutto quando si attraversano periodi storici particolarmente burrascosi, si ha l'impressione che ci sia un Destino che domini la realtà e l'uomo non abbia altra possibilità che quella di accettare la sorte e sottomettersi ad essa. Ma l'uomo possiede la libertà, per cui è piú corretto attribuire alla Fortuna solo la responsabilità della metà delle cose che ci capitano. Dell'altra metà i responsabili siamo noi."

E infatti i principianti spesso commettono anche errori banali come:

- giocare al di sopra del proprio bankroll. Si diventa avidi e si partecipa a giochi che non ci si può permettere e nei quali la concorrenza è davvero troppo forte.

- imitano gli altri giocatori.  E' importante comprendere come prendere decisioni nel poker. Il successo nel poker non avviene con l'imitazione; piuttosto, si realizza tramite la comprensione delle complessità del gioco. Cercare di imitare ciò che si è visto alla televisione è anche una mossa completamente sbagliata. Quello che si vede in televisione è quasi sempre un torneo, e le mani in questi casi dipendono molto dalla situazione.

- si emozionano eccessivamente. Non si riesce subito ad imparare a controllare le emozioni. Ci si lascia travolgere e se gli avversari le sanno leggere nella chiave giusta sono dolori.

- spesso sono superstiziosi.  Tutti i giochi d'azzardo richiedono fortuna. Mentre la fortuna tende a livellarsi nel lungo periodo, la gente si concentra sul breve periodo e sulle sue variazioni. Alcune persone prendono queste superstizioni troppo sul serio. Iniziano a credere che se si spostano continuamente di posto o si cambiano i calzini diventeranno in qualche modo i prossimi campioni del WSOP.

- pianificano la propria strategia. Il poker è un gioco di persone e un gioco di situazioni. Non è un gioco di strategia ottimale prestabilita. Tutti i migliori giocatori di poker variano il proprio gioco e prendono decisioni sul momento. I giocatori di poker che confidano su una ricetta prestabilita sono condannati a fallire, poiché giocheranno in maniera molto prevedibile, e non terranno in conto molti fattori delle varie situazioni quando prenderanno le loro decisioni.

Ma allora...esiste la fortuna? Al tavolo da poker, se un giocatore modesto si batte contro un giocatore molto più bravo, alla fine di una partita o di dieci partite può anche cavarsela e vincere. Se giocano cento volte, il più bravo manda in rovina quello più modesto. Il destino forse può offrire qualche opportunità, puoi afferrare o prenderti senza guardare tanto per il sottile le buone occasioni. Ma, alla fine, se la corsa è lunga, si impone chi è più bravo, chi ha maggiore talento, chi ha il carattere più forte, chi sa essere paziente e tenace. Salvo rare eccezioni, s'intende. O almeno è quello che affermano gli esperti.

Io personalmente non credo molto alla fortuna per quanto riguarda il lavoro, lo sport perchè ritengo che la bravura sia molto più importante. Non sono dello stesso parere riguardo a quegli episodi che possono condizionare anche in maniera significativa la vita delle persone (incidenti, disgrazie). E quando si parla di incidenti stradali mi torna sempre in mente l'incidente di Luciano Burti a Spa con la sua Formula 1. La sua Prost toccò Irvine e andò a sbattere a 300 orari, il casco si spaccò: estratto illeso!