Aggiornato il 27 Feb 26 da

Follia in un circolo di Genova.

Un 36 enne, dopo l'eliminazione, sparge carburante accuratemente in ogni angolo della sala, invita tutti ad uscire, e appicca il fuoco.

"Non è una vendetta, quello che è accaduto è il gesto di un folle. Nessuno lo aveva allontanato. A questo punto posso pensare che sia arrivato ad appiccare l'incendio per un'occhiata di troppo o perchè qualcuno gli ha risposto male". Queste le parole di Mario Tabbiani, vicepresidente del circolo dilettantistico sportivo di poker «All Inn Club» di Genova Sampierdarena.

Ma cos'è successo? In un circolo di Texas Hold'em di poker di Genova i soci si erano come sempre riuniti per giocare. Un 36 enne viene eliminato. L'eliminazione brucia e forse brucia ancor di più dopo qualche scherno o qualche occhiataccia di troppo. Ma chi poteva pensare che la delusione si potesse trasformare in odio e vendetta? Così il 36 enne decide di dare fuoco al locale. Un gesto folle.

Torna indietro e sparge carburante accuratemente in ogni angolo della sala. Invita tutti ad uscire (almeno questo), ma una donna non ce la fa. Forse inciampa, forse un malore causato dal fumo. Un 58 enne cerca di dissuaderlo. Prima a parole, poi con la forza ma ha la peggio nella colluttazione. Così i tre, il piromane, la donna e l'eroe 58 enne, rimangono dentro, avvolti dalle fiamme. Ora si parla di ustioni vicine al 100% della superficie corporea.

Quando arrivano i carabinieri però l'attentatore non c'è. Iniziano una caccia all'uomo e scoprono che si tratta di un pluripregiudicato con diversi precedenti penali. Poco dopo lo rintracciano con, testuali parole "la pelle che si scioglieva, come se si stesse sfilando dei guanti dalle mani".

Che dire. I misteri della mente umana spesso vanno oltre ogni realtà.

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