Aggiornato il 27 Feb 26 da

Gioca illegalmente, ma il giudice lo assolve

Fa discutere la decisione del Tribunale di Torino, che ha ordinato l'archiviazione per un uomo accusato di utilizzare il proprio iPhone per connettersi a poker room non legali.

iphone
L'iPhone, un'arma inconsapevole

Era stato colto con le mani nel barattolo della marmellata e rischiava di essere una delle primissime vittime della tendenza, sempre più forte in Italia, a stringere la vite per addomesticare il sistema del gaming online.

L'accusato è un giocatore qualunque a cui le forze dell'ordine avevano sequestrato l'iPhone per ragioni di controllo. Dalle successive indagini è emerso che l'uomo frequentava abitualmente casinò online non autorizzati dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, ed è quindi scattato automaticamente il procedimento inquisitorio.

L'avvocato Mario Ripamonti, legale che ha seguito la vicenda, ha immediatamente chiesto (e ottenuto) l'archiviazione per insussistenza di reato, data l'impossibilità di stabilire l'elemento relativo al "luogo pubblico". Il Codice Penale sentenzia, infatti, che "Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d’azzardo o lo agevola è punito con l’arresto da tre mesi a un anno e con l’ammenda non inferiore a lire quattrocentomila".

Una sentenza fondamentale

Aldilà di tutte le considerazioni di carattere giurisprudenziale, si tratta di una pronuncia di grande importanza in un periodo come questo, soprattutto se collegata al recente Decreto Balduzzi, di cui in questi giorni si è parlato moltissimo. Il suddetto Decreto, infatti, punta pesantemente il dito sull'utilizzo di mezzi telematici negli esercizi aperti al pubblico, ma cade in ovvie contraddizioni quando il limite fra legalità e illegalità si fa più labile.

La storia è molto simile a quella che venne fuori quando, parecchi anni fa, ogni famiglia poté permettersi l'acquisto di un videoregistratore. Allora, la riproduzione di immagini protette da copyright divenne di uso comune e fu praticamente impossibile regolarizzarne i confini senza tirare in ballo i concetti di "profitto" e "scopo di lucro".

Renato Balduzzi
Renato Balduzzi. Ormai anche
in famiglia lo chiamano Decreto

Oggi si rischia di generare una confusione molto più grave, tanto che gli stessi operatori del settore non sanno in che modo accogliere le nuove normative. L'articolo 7 del Decreto Balduzzi, infatti, sostiene che sia "vietata la messa a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all'esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsivoglia titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità".

Prendendo tutto questo alla lettera, il proprio telefonino non rappresenta un'apparecchiatura messa a disposizione dall'esercizio pubblico e quindi a rigor di logica può essere utilizzato per giocare. L'impressione, in ogni caso, è che l'indeterminatezza delle attuali leggi in materia sia alla base dell'imbarazzo dei giudici nel dirimere casi come quello sopra citato.

C'è chi sta peggio di noi

Christine Gregoire
Christine Gregoire, governatrice
dello stato di Washington

E' giusto, in ogni caso, far presente come l'Italia non sia la sola nazione a non essere ancora riuscita a sbrogliare la matassa del gaming online. Senza contare il recente Action Plan abbozzato cautamente dall'UE, sono tantissimi gli stati in cui le leggi che regolano il gioco stanno tentando faticosamente di adeguarsi alle nuove tecnologie.

E non sempre con risultati troppo brillanti, se pensiamo che in America, nello stato di Washington, chi viene sorpreso a giocare a poker su internet si macchia di un crimine gravissimo, con pene detentorie equivalenti a quelle per reati come la pedofilia. Fanatici del proibizionismo? Mica tanto, visto e considerato che nello stesso stato hanno da poco legalizzato l'uso di marijuana a scopo ricreativo. Ma sarà sufficiente, secondo voi, a consolare i pokeristi che abitano da quelle parti?

by  n10juan